Brindisi: strage di mafia o strage di Stato?
Immediatamente dopo l'ignobile, spietata esplosione di Brindisi, i mass media hanno concordato unanimemente nell'attribuire la matrice stragista alla Sacra Corona Unita. Effettivamente il nome della scuola e la ricorrenza della morte di Giovanni Falcone hanno fatto immediatamente pensare ad un nuovo attacco da parte della mafia.
Tuttavia la storia d'Italia e in particolar modo la sua esperienza stragista ci insegnano che in questi casi le cose sono molto più complicate di quanto appaiano e che quando si tratta terrorismo ogni semplificazione, ogni facile soluzione, servono solo a deviare l'attenzione dai veri e occulti responsabili. Questo serve a fare il loro gioco, perchè scopo di ogni terrorismo stragista è quello di seminare paura e confusione, per frenare la libera espressione della società e per costringerla a legarla ai suoi protettori o a chi si vorrebbe proporre come protettore.
Per questo proponiamo ai nostri lettori la veloce, ma approfondita analisi di Enzo Di Frenna, pubblicata da poco sul sito de "Il fatto Quotidiano", consapevoli del fatto che anche in questo caso si tratta solo di supposizioni, ma almeno si tratta di supposizioni logiche e non pericolosamente semplicistiche, come quelle offerte dalla maggiorparte della stampa nazionale.
Ci sono alcune cose strane che individuo con gli occhi di ex cronista di giudiziaria. Primo: la Sacra Corona Unita non ha interesse che la Puglia sia messa a ferro e fuoco dalle forze dell’ordine, disturbando i traffici di droga, di armi e gli altri interessi criminali del suo business. Quindi non credo sia il mandante. Secondo: l’attentato aveva l’obiettivo di fare notizia nel modo peggiore possibile, facedo una strage di ragazzi nel modo più barbaro. Anche questo, secondo me, non appartiene allo stile della Sacra Corona Unita. La criminalità pugliese ha sempre scelto un basso profilo. Non si hanno notizie di attentati clamorosi – di tale portata – provenienti da tale organizzazione.
Quindi il mandante va ricercato altrove. Si potrebbe ipotizzare che una tale strage sia nello stile della Mafia. La scuola porta il nome di Falcone, quindi si voleva inviare un messaggio ai vertici dello Stato. Ma anche in questo caso, c’è un’anomalia. Cosa Nostra non ha mai coinvolto i ragazzi in stragi di ampio respiro. L’attentato a Falcone e Borsellino fu eclatante, ma colpì magistrati e poliziotti. Sarebbe quindi una strana novità l’uccisione indiscriminata di ragazzi sedicenni.
Chi ha colpito sapeva che sarebbero potuti morire decine di studenti. Faceva parte del piano. Ma la Mafia ha obiettivi altrettanto clamorosi per lanciare i suoi messaggi e la sua sfida. Poteva far saltare in aria un tribunale, oppure uccidere un poltico di rilievo nazionale. Avrebbe ottenuto lo stesso risultato di sdegno e altrettanta visibilità. Invece hanno scelto una scuola. I ragazzi. Il cambiamento.
Oggi il cambiamento in Italia si sta manifestando attraverso i giovani a la Rete. La politica dal basso – che scuote i palazzi del potere – usa Internet. Se tale cambiamento si dovesse propagare sul piano nazionale, l’intreccio politica-mafia sarebbe in pericolo. Quindi i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali. Chi ha piazzato le bombe davanti a una scuola lo ha fatto tenendo all’oscuro la Sacra Corona Unita. È gente spietata che si è infiltrata nel terriorio pugliese. La scelta di usare bombole del gas rende poi difficile rintracciare la provenienza di un eventuale esplosivo. Quindi anonimato assoluto. Tracce zero.
Ho l’impressione che i mandanti siano i membri di quella Cupola Nera – composta da massoneria, politica corrotta, pezzi deviati dei servizi segreti e finanza speculativa – che da decenni tiene in scacco l’Italia. Il cambiamento sta scuotendo le fondamenta del loro potere. Si sentono minacciati. E quindi loro minacciano. Nel modo più feroce possibile.
Il ballottaggio Nigro
In città circolavano voci più o meno fondate circa l'appoggio sotterraneo di gran parte della coalizione di Gianni Di Pierri al PD, tanto che nel comizio di sabato scorso Antonello Ripoli, per questi motivi, era stato attaccato duramente dal palco dalla coalizione del PDL . A quell' attacco non era seguita nessuna smentita pubblica da parte del diretto interessato.
Però martedì Gianni Di Pierri, il candidato sindaco del Terzo Polo (Api, Policoro Futura, Policoro Viva, Fli), aveva sciolto ogni dubbio e, rassicurando i policoresi e il suo elettorato, aveva dichiarato "la volontà ferrea di portare coerentemente avanti il loro progetto alternativo". Aveva dichiarato: "Le consultazioni con tutti i gruppi della nostra coalizione hanno portato alla unanime decisione di non dare alcuna indicazione di voto per il ballottaggio che si terrà il 20 e 21 maggio". L'aveva definita "una decisione che consacra la nostra lontananza da facili calcoli utilitaristici e dai personalismi"; una decisione "dettata dal rispetto del principio della libertà del voto e dalla volontà di portare avanti un progetto alternativo agli altri".
Peccato che giovedì Carmine Nigro, coordinatore regionale dell'Api, ha dichiarato ufficialmente di sostenere Marrese e il centro sinistra. Ha attaccato Di Pierri, tacciandolo di infedeltà e mancanza di chiarezza, accusandolo di essersi sottratto all'interlocuzione e di aver sfruttato il Terzo Polo per ottenere una visibilità e un'esistenza politica che prima non aveva.
E peccato ancora che sempre l'eterno Nigro e sempre di giovedì abbia dichiarato, con il candore che è proprio di chi aleggia fuori dal tempo, che sta continuando la sua politica di aggregazione di "tutte quelle personalità che vogliono legarsi ad un discorso di partito con l'Api e con il centrosinistra [...] a cominciare dallo stesso Nicola Lopatriello - che al primo turno è stato in ombra e dall'amico Cosimo Ierone, animatore della lista Policoro Viva.
Dalle alte sfere dell'olimpo regionale l'angelo Nigro è venuto a portare la verità: Lopatriello è rimasto nell'ombra nella prima fase di campagna elettorale, ma non è stato mai estraneo alle dinamiche dell'Api; Ierone aveva una sua lista all'interno della coalizione di Gianni Di Pierri, o meglio ne era l'animatore (o l'anima?).
Probabilmente non mentiva il buon Gianni quando affermava che dietro di lui non c'era nessuno. Erano tutti sopra di lui e dopo lo scotto del risultato elettorale, ora - che per coscienza non è disposto a spingersi oltre - si trova a dover pagare l'ultima rata del suo patto con il diavolo: la distruzione della sua coalizione, che dal palco veniva presentata come una valida, pulita e stabile compagine di governo e invece si è sgretolata dopo nemmeno 10 giorni dalle elezioni, per mancanza di trasparenza e inciuci.
Ma l'angelo Nigro non ha portato a Policoro solo la verità. Con un'inutile manciata di voti ha compiuto anche il miracolo di portare la pace e la resurrezione dei morti nel centro sinistra:
-la pace fra chi fino a ieri diceva di essere all'opposizione dell'altro (Lopatriello, Ierone & co. vs Marrese, Labriola & co.): secondo le intenzioni dell'eterno democristiano tutti insieme ora si appresterebbero a condividere nella fraternità la stessa esperienza politica;
- la resurrezione degli stessi Lopatriello e Ierone, ma soprattutto il ritorno di tutto il centro sinistra policorese alla destra del vero padre (A. Di Sanza), che già prima della caduta del Comune aveva tentato la grande ammucchiata.
Questa è la bella novella che l'angelo Nigro ha portato ai policoresi 3 giorni prima del voto del ballottaggio, la bella novella che rischia di far crollare il tempio del centro sinistra. Persino noi, che ci eravamo serrati nel silenzio, non possiamo non divulgarla. Perchè, sebbene educati al perdono, non possiamo non considerare che, se le cose stanno veramente così e se iMarrese non prende ufficialmente le distanze da queste compromissioni, questa volta il peccato di questo PD è veramente MORTALE.
I nostri senatori
E' una notizia che ha circolato parecchio su facebook, ma dal momento che molti dei nostri lettori non frequentano il social network la riproponiamo sul nostro sito, approfittando di questi giorni di silenzio forzato sulle questioni policoresi. Abbiamo deciso di rimanere fedeli al nostro proposito di non influire in alcun modo sul voto di domenica e lunedì.
Così divulghiamo una notizia che riguarda i nostri senatori del PD e del PDL. Per fortuna in questi ed altri casi, comportandosi in modo del tutto identico, non ci creano l'imbarazzo di proteggerci da atteggiamenti che potrebbero apparire faziosi.
Dei 315 membri del senato italiano, 94 hanno votato contro i tagli alle pensioni d'oro. Fra questi non potevano non distinguersi i nostri: il senatore Carlo Chiurazzi e il senatore Filippo Bubbico del PD e il senatore Cosimo Latronico del PDL.

La provincia di Matera si pronunci sui permessi petroliferi
No Scorie Trisaia
Visto il proliferare in provincia di Matera di nuove istanze di permessi di ricerca e la volontà della Regione Basilicata di raddoppiare la quantità dei barili estratti in regione (memorandum), NoScorie Trisaia chiede all’amministrazione provinciale una chiara e netta posizione sui rischi dello sfruttamento minerario del sottosuolo lucano. Rischi che coinvolgono il circuito dell’acqua, la catena alimentare e industriale che si alimenta attraverso l’acqua e la qualità dell’aria respirata dai lucani. Ricordando al presidente Stella le condizioni in cui versa tutta l’area della Valbasento, anche per la sua storia passata legata alla desolforizzazione degli idrocarburi estratti in quella zona e alla lavorazione del petrolio nella ex Liquichimica, e ricordando ancora che il petrolio in 60 anni di estrazione in Basilicata non ha portato alcun miglioramento dell’economia del territorio (si emigrava e si continua ad emigrare), anzi ha già lasciato notevoli e costosi problemi di bonifiche da avviare.
NoScorie Trisaia chiede a Franco Stella l’impegno con una delibera di consiglio contro le ricerche petrolifere nel materano e contro le nuove estrazioni in atto nella provincia di Matera e in tutta la regione.
Seguendo l’esempio che altre province italiane, l’ultima quella di Salerno, stanno già dando ai propri cittadini a tutela del territorio e della salute degli abitanti.In particolare, a Stella, che si è candidato anche alle comunali di Policoro, manifestando dunque una volontà di rimanere amministratore in ambiti locali, si chiede di esprimersi verso i nuovi
permessi di ricerca che la Regione Basilicata e il governo hanno avviato nella provincia di Matera, “Tempa la petrosa” e “Oliveto lucano“, che potrebbero diventare un danno elevato all’economia turistica sul mar Jonio,ai parchi e alle zps, all’economia delle coltivazioni pregiate del Metapontino e potrebbero creare il rischio di inquinare l’ultimo bacino idrico ancora integro della Basilicata: quello della diga di Senise. La cui acqua irriga buona parte dei campi del Metapontino e del Materano.
La provincia, secondo NoScorie Trisaia deve: chiedere la moratoria petrolifera su tutti i nuovi permessi e istanze di ricerca in mare e in terra; farsi promotore di una legge di tutela ambientale per ridurre le emissioni inquinanti alla fonte per l’idrogeno solforato delle attività estrattive, per la diossina da inceneritori e incenerimento di rifiuti, per le radiazioni ionizzanti dall’Itrec e gli inquinanti liquidi nei fiumi e nelle falde idriche. chiedere i monitoraggi continui degli inquinanti alla fonte, su ogni camino e scarico in acqua,collegati ad una rete di controllo ambientale a disposizione dei cittadini.
Ricordiamo che oltre alla Provincia di Salerno, si sono già espressi contro le attività minerarie molti comuni del Materano e della provincia di Potenza , le Regioni Veneto, Campania e Abruzzo, le Province di Venezia, di Rovigo, di Padova e, non ultimi, 297 consiglieri comunali di tutti e 18 i Comuni del Vallo di Diano ai confini della Basilicata e che in Provincia di Matera c’è stata anche l’iniziativa della “Catena Umana con 5 mila persone coinvolte sulla spiaggia di Policoro, a dimostrazione di una chiara volontà popolare.
Il sacrificio del silenzio
Nonostante avremmo tanto da dire, soprattutto dopo aver assistito ai due comizi dei candidati sindaci, preferiamo tacere. Nessun commento. Nessuna analisi. Nemmeno una cronaca. Aspettiamo martedì e non per non assumerci una responsabilità, ma perchè siamo consapevoli del fatto che comunque un sindaco e un consiglio comunale Policoro lo deve avere.
Dopo aver dichiarato estraneità alla fase del ballottaggio, aver posto delle domande chiare alle quali fino ad ora non hanno corrisposto risposte altrettanto chiare ed esserci impegnati a non condizionare l'elettorato, preferiamo il silenzio a qualsiasi parola che potrebbe dare adito a fraintendimenti o a strumentali accuse di faziosità a favore dell'uno, piuttosto che dell'altro.
Attendiamo l'esito delle urne, consapevoli del fatto che - comunque vada - non è quello che desideriamo per Policoro.
Documento Politico di "Policoro è tua"
Crediamo di aver dichiarato a sufficienza durante la campagna elettorale e dimostrato abbondantemente durante la nostra azione politica quotidiana, quanto il nostro programma e il nostro modo di far politica siano alternativi ai due candidati sindaci che si presentano al ballottaggio.
In altre occasioni, con altri uomini, espressione di un'altra etica e di altri programmi, avremmo anche potuto ragionare in termini di mediazione, per strappare almeno qualche conquista di civiltà e progresso per la Policoro, ma un imperativo morale e lo stato attuale delle cose ci impongono di non confondere il sano compromesso politico con la compromissione a logiche spartitorie del potere, che nulla avrebbero a che fare con il buon governo e il progresso della nostra città.
Non cerchiamo consiglieri né postazioni di potere, ma una sana rigenerazione della nostra classe dirigente; cerchiamo sviluppo etico, economico, culturale e sociale, per tanto in questa fase escludiamo ogni ipotesi di accorpamento. I candidati della lista "Policoro è tua" non si recheranno alle urne, tanto meno daranno alcuna indicazione di voto. Non abbiamo il potere e l'arroganza per farlo. Per noi i policoresi sono gli unici e soli proprietari del loro voto. Dare indicazione di voto significherebbe adeguarsi a quel modo di fare politica che abbiamo combattuto durante tutta la campagna elettorale.
Questo naturalmente non significa che staremo a guardare.
Le due coalizioni di centro-destra e centro-sinistra devono ancora chiarire diversi punti cruciali dei loro programmi, questioni che abbiamo posto e che ancora non hanno trovato risposte chiare:
- Gestione rifiuti: verranno richieste alla ditta appaltatrice le penali dovute al Comune di Policoro? Si procederà alla rescissione del contratto?
- Cosa si pensa di fare per quanto riguarda le somme dovute per gli oneri di concessione pagate come attività turistiche mentre erano costruzioni residenziali ?
- Come si procederà riguardo all'organizzazione degli uffici tecnici del comune, rimarranno quelli attuali o si farà un'operazione di ricambio per snidare le inefficienze e le gravi responsabilità ?
- Come si utilizzeranno i 300.000 metri cubi edificabili previsti per il piano d'ambito e lo sviluppo turistico?
- Cosa si ha intenzione di fare del Contratto di Quartiere?
- Cosa si ha intenzione di fare per le opere di urbanizzazione dei comparti non completati, si continuerà con le proroghe o si attiveranno le garanzie procedendo alla realizzazione diretta delle urbanizzazioni?
- Sulla questione Morale, noi ci costituiremo parte civile nel procedimento in corso contro Lopatriello ed altri per corruzioni, la coalizione di centrosinistra e quella di centrodestra sottoscriveranno la costituzione a tutela degli interessi di Policoro.
Riteniamo che gli elettori si possano orientare anche in base alle risposte che voi darete, noi a differenza degli altri (Di Pierro, Vinci e Di Matteo) abbiamo espresso in modo trasparente la nostra posizione e sia chiaro non trattiamo sotto banco. Ci auguriamo che lo facciano anche gli altri. Dai due candidati sindaci invece ci aspettiamo risposte alle nostre domande.
Citati in giudizio
Mercoledì scorso (9 maggio) è stato l'anniversario della morte di Peppino Impastato, il giovane siciliano impegnato in politica e nell'informazione attraverso la sua radio locale, che fu ucciso perchè troppo diceva degli affari e dei malaffari che si perpetravano nel comune di Cinisi.
Per ricordarlo nella nostra rubrica "Citati in giudizio", fra le tante registrazioni radiofoniche presenti su YouTube, abbiamo scelto due estratti dal film di Marco Tullio Giordana "I cento passi", perchè di più immediato impatto e perchè, le sue parole romanzate e concentrate in poche battute, danno meglio il senso dell'azione e del pensiero di Peppino per la sua terra e il suo paese. Se qualcuno dovesse cogliere delle similitudini con la nostra realtà... bhè significherebbe che questo qualcuno è veramente un giustizialista, un estremista, di sicuro non è un amico degli amici degli amici degli amici che spadroneggiano in questa città e in questa regione.
1) Il villaggio lo fanno al mare, sulle terre dei contadini, stì cornuti...
2) Fanno ste case, la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la televisione e dopo un pò tutto fa parte del paesaggio: c'è, esiste ! Nessuno si ricorda più di come era prima. Non ci vuole niente ad uccidere la bellezza.... Allora bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. E' importante la bellezza... da quella discende giù tutto il resto.
Il centro che non perde mai, il coraggio e la trasparenza che mancano sempre, la primavera che tarda ad arrivare
Il Quotidiano di Basilicata di ieri dava per certo che l'API di Nigro (e di Lopatriello?) avesse dato il suo consenso ad accordarsi con Marrese, realizzando così il sogno di Antonio Di Sanza (e di Lopatriello?) di unire tutte le forze istituzionali di centro sinistra in unico solido centro di potere a Policoro.
Ieri sera intorno alle ore 21.20 ricevevo una telefonata da un caro e affidabilissimo amico, che mi avvisava di aver visto da poco il candidato sindaco, Rocco Leone, uscire dallo studio legale di Gianni Di Pierri.
L'ennesima ipocrisia da parte di chi 12 ore prima aveva dichiarato ufficialmente e perentoriamente che non avrebbe fatto accordi con nessuno o semplicemente una legittima, anzi forse doverosa chiacchierata fra compaesani? Il candidato del centro destra ha chiesto un incontro o ha semplicemente e civilmente accettato l'invito del suo (ex?) avversario politico a discutere?
Niente di male, sia ben chiaro, ma qualcosa di inopportuno è successo. Se da Marrese e da questo centro sinistra di impronta Di Sanziana - chiurazziana - bubbichiana l'elettorato policorese si aspetta normalmente di tutto, da Leone e dalle sue liste si attende un comportamento più austero.
In ogni caso l'elettorato ha diritto a conoscere cosa si sono detti e a sapere cosa stanno facendo: la biancastra sinistra, il nero centro e la vecchia, giovane destra.
Forse i policoresi hanno il diritto di conoscere il contenuto di queste chiacchierate da parte di chi (Di Pierri, Marrese, Leone) ha parlato per un mese di trasparenza. O hanno già cambiato i loro programmi?
Sia chiaro: nè Marrese, nè Di Pierri, nè Leone hanno colpe in questo. La colpa è di questa legge elettorale; la colpa è di chi non ha il coraggio di fare una politica di cambiamento. La colpa è di chi non può fare una politica diversa da quella nella quale ha vissuto.
Questa assurda legge elettorale che premia le ammucchiate, permette l'incoerenza del voto disgiunto e agevola gli inciuci tramite il ballottaggio, è stata elaborata da una classe politica sbandata e mediocre; è stata elaborata con il chiaro intento di perpetuare il suo potere attraverso i giochi di palazzo, relegando l'elettorato al ruolo subalterno, non di decisore della sua rappresentanza politica, ma di legittimatore di giochi che non conosce: di legittimatore di ciò che poi ingenuamente ritiene il "meno peggio".
Un pò ovunque nel nord Italia e soprattutto nei Comuni più sviluppati d'Italia queste elezioni amministrative hanno premiato il coraggio di chi ha voluto e saputo dire no alle vecchie e scadute logiche di questa classe politica, che ha ampliamente dimostrato il suo fallimento. Al nord ha vinto chi ha avuto il coraggio di sfidare questa legge elettorale e la mediocrità imperante della solita solfa.
Nel meridione invece - dove il vento dell'innovazione arriva sempre in ritardo, dove il voto è maggiormente indirizzato e controllato e dove intorno alla politica si muovono con maggiore forza e incidenza i familismi amorali e gli interessi di altre mille forze e interessi più o meno occulti - ha prevalso l'immobilismo, confermando la realtà di una nazione che viaggia con due diverse velocità; confermando che da questo punto di vista dal '46 (referendum su Monarchia o Repubblica) ad oggi non è cambiato granchè nè dal punto politico, nè dal punto di vista culturale e di conseguenza nemmeno dal punto di vista economico.
In un contesto del genere, la nostra città non ha speranze di cambiare direzione, fino a quando i cittadini e la classe dirigente non sceglieranno con trasporto sincero i valori della verità, della trasparenza, dell'onestà, del bene comune e del coraggio al posto dei disvalori dello scambio di piaceri, dei tatticismi di partito e di corrente, dell'accomodarsi sugli interessi degli speculatori pur di ottenere una poltrona, dell'arrivismo politico, dell'accondiscendenza al sistema. Fino a quando non cambieranno tutti i nomi e le abitudini politiche di queste persone, ogni maschera di rinnovamento rimarrà solo una maschera.
"Diplomazie al lovoro" intitolava ieri il Quotidiano. Io avrei intitolato "Inciuci in corso". Perchè la diplomazia ha a che fare con i rapporti politici di governo; l'inciucio ha a che fare con le compromissioni per il potere.
Se al di là delle dichiarazioni ufficiali che ci sono state e ci saranno da tutti i lati, si faranno accordi sottobanco anche non ufficializzati da accorpamenti formali; se ancora questi signori contratteranno ruoli e postazioni in cambio di appoggio elettorale più o meno ufficializzato dall'accorpamento, continuando a spostare pacchetti di voto di gente che si lascia impacchettare; se rimarrà lo scollamento fra ciò che si dichiara ufficialmente e ciò che si fa concretamente e di nascosto, non abbiamo alcuna speranza di cambiamento.
Eppure anche a Policoro queste elezioni amministrative una breccia l'hanno aperta e da questa breccia occorrerà costruire una strada. Una strada veramente nuova.
Resta comunque il fatto che al momento attuale, in un contesto del genere, il Centro del palazzo continua a farla da padrone, perchè ai lati non riescono a trovare il coraggio di cambiare veramente, di rivolgersi direttamente ed esclusivamente ai policoresi. Non mi riferisco naturalmente a quel centro ideale, autenticamente cattolico e autenticamente moderato (al quale non può che andare la nostra stima), ma a quel centro reale, pericolosamente sempre in mezzo, pericolosamente sempre presente, ovunque si tratti di spartire posizioni di potere. Quel centro che nel sistema bipolare non dovrebbe nemmeno esistere.
Già Pier Paolo Pasolini negli anni '70 annunciava la fine della Democrazia Cristiana e ne denunciava il passaggio dall'ideale cattolico e moderato a "quel nulla ideologico mafioso", che aveva provocato la fine della stessa autentica cultura cristiana italiana e inaugurato l'idea e la realtà di Centro, inteso come punto di irradiamento del Potere, disposto a tutto pur di perpetuare la sua mediocre e affaristica presenza.
La storia ha tempi più lunghi di quanto noi possiamo immaginare. Questa classe politica si avvicina sempre di più al capolinea; fra poco arriveremo veramente alla fine della Prima Repubblica, se dalle tante brecce sapremo costruire altre strade.
I giovani democratici e i giovani dei Trenta lo capiscano e facciano i giovani: si ribellino al vecchio!
Amministrative 2012
Un'analisi sul nostro voto e, più in generale, sull voto policorose di queste amministrative proveremo a farlo nei prossimi giorni.
Oggi pubblichiamo i dati, anche se in ritardo, ma capirete... abbiamo addosso la stanchezza di un mese di intensa campagna elettorale, portata avanti in pochi e di una giornata e una nottata di spoglio ai seggi).
Soprattutto oggi è il giorno dei ringraziamenti. Sentiti e commossi.
Clicca quì per visionare i dati completi delle elezioni comunali http://www.karakteria.org/documenti/12/05/08/elezioni-amministrative-2012