Sei quiBlog / Blog di Karakteria / POLITICHE PER LE LOBBY O PER I CITTADINI ?

POLITICHE PER LE LOBBY O PER I CITTADINI ?


pubblicato daKarakteria in data 09 novembre 2009

Nell'articolo precedente avevamo annunciato che ci saremmo occupati in seguito delle condizioni politiche, geografiche, economiche e di salute pubblica che regolano le estrazioni gas/petrolifere nella nostra Terra. In questo articolo ci occupiamo delle leggi e delle condizioni politiche che regolano lo sfruttamento di energie e, dopo aver messo in relazione alcuni punti, abbozziamo una proposta dei principi che invece, secondo noi, dovrebbero regolarle.

Dai dati presentati da Santarcangelo, solo nel metapontino sono attivi 23 pozzi per l'estrazione di gas:

  • a Novasiri Scalo opera la Gas Plus Italia,
  • a San Teodoro la Medoilgas Plus Italia,
  • a Scanzano la Medoilgas Plus Italia,
  • a Policoro la Gas Plus Italia,
  • a Recoleta la Gas Plus Italia,
  • a questi vanno aggiunti due permessi di ricerca denominati Masseria Gaudella (fra la costa ionica e l'immediato entroterra di Bernalda e Pisticci - società Medoilgas Plus Italia)
  • e a Montalbano (Medoilgas Civita, Vega Oil e Gas Natural Exploraction).

A questa attività estrattiva, che interessa la pianura del Metapontino, va aggiunta quella petrolifera dell'interno della Regione: la Basilicata è il più grande giacimento petrolifero in terra ferma d'Europa.

Se poi si ha occhio lungo si possono guardare le dighe e le varie risorse idriche della regione e magari ricordarsi che, come nel sottosuolo operano colossi multinazionali del calibro di Total e Eni, l'acqua del Vulture è già nelle bottiglie della Cocacola e nuovi rischi di svendita del patrimonio idrico sono in agguato.

Per chi poi ha anche occhi dietro la schiena, può guardare il passato (il polo chimico e nucleare degli anni 70, l'intenzione del deposito unico di scorie radioattive a Scanzano) o anche il presente, lì dove bisogna guardarsi le spalle per evitare sodomizzazioni dolorosissime, se non letali:

  • la recente legge sul nucleare prevede che il governo decida su quali siti costruire le nuove centrali, senza consultare le regioni interessate;
  • una legge nazionale fa dello stato il proprietario del sottosuolo e dunque è il governo nazionale che decide a quale lobby petrolifera dare il petrolio;
  • le Regioni concedono la VIA (valutazione di impatto ambientale) e se i Comuni, entro 60 giorni, non producono obiezioni, col loro silenzio, accettano;
  • la legge 1441, in discussione alla Camera dei deputati, prevede la cancellazione della VIA da parte delle Regioni e il suo affidamento alla responsabilità del governo nazionale;
  • la legge 99 (decreto Scajola) estromette già di fatto le Regioni dalla Via e affida la pratica all'Unmig del Ministero dello Sviluppo Economico.

Questi dati mettono in evidenza 2 fattori che generano due grandi dubbi: il primo fattore è che le compagnie gas petrolifere e le industrie di smaltimento rifiuti quì sono in piena e altamente lucrosa attività; mentre il primo dubbio annesso è che, individuata un'area in Italia, ricca di risorse energetiche, scarsamente popolata e abituata alla conquista e alla negligenza politica, lobby economiche, dirigenze partitiche d'alto rango e poteri più o meno occulti abbiano potuto trovare nel nostro territorio un luogo adatto allo sfruttamento di energie e allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Perchè infatti si sta spandendo in maniera capillare quest'opera di trivellazioni a bassissimo costo e la costruzione di discariche annesse allo smaltimento di rifiuti petroliferi sotto il silenzio istituzionale e massmediatico? Perchè con tanta facilità nel 2003 fu scelto Scanzano come deposito unico di scorie nucleari? Solo per la sua miniera di sale? E allora perchè oggi, fra i siti più adatti, vengono riproposti i calanchi di Tursi?

Il secondo fattore riguarda lo strano federalismo che sta costruendo l'Italia: da un lato, i partiti, inneggiano alla devolution e all'autogoverno di Regioni e Comuni, dall'altro spogliano, nei fatti, le località territoriali di ogni minimo potere decisionale. Le leggi citate sopra, non solo vanno contro il principio democratico dell'autogoverno delle popolazioni, ma sembrano cucite addosso alle compagnie petrolifere e sono anche in aperto contrasto con qualsiasi idea di decentralizzazione del potere e di federalismo - a meno che "federalismo" non significhi solamente curare gli interessi di un partito regionale con poteri nazionali (ci riferiamo naturalmente alla Lega Nord). E i dubbi in proposito crescono se pensiamo, per esempio, che del 10% di royalites che le compagnie devono alla Basilicata, il 3% è versato nelle casse del Veneto per i rigassificatori.

Ma dei problemi economici, geografici e di salute pubblica che riguardano lo sfruttamento energetico in Basilicata ci occuperemo nei prossimi articoli.

Ivano Farina

Categorie

Invia nuovo commento

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

Commenti recenti

Contenuti

novembre 2012

gennaio 2012

ottobre 2009