Sei quiLe mani sulla città / 01- dal 1974 al 1988
Le mani sulla città / 01- dal 1974 al 1988
La storia del Piano d'Ambito Policoro e l'attualità della sconsiderata s-vendita del patrimonio comunale raccontano chiaramente come la nostra città sia governata dagli interessi elettorali e dagli affari di pochi a scapito del progresso economico e civile della nostra terra e dei cittadini. Con documenti alla mano, che progressivamente pubblicheremo in questo racconto a puntate, riveliamo una storia che indigna e che vogliamo finisca immediatamente.
E' giunto il momento di fare chiarezza e di trovare insieme a tutta la parte sana della città nuovi obiettivi da condividere e realizzare.
Dovranno essere questi nuovi obiettivi a guidare Policoro nei prossimi anni e a restituirgli quel futuro che gli è stato rubato.
La storia del Piano d'Ambito Policoro è la cronaca di una grande occasione sprecata, parla di sviluppo pubblico e opportunità di ricchezza diffusa su tutto il territorio e della mano longa degli interessi privati che ne hanno compromesso la realizzazione, parla di civiltà e di inciviltà, di menzogne, colpevoli silenzi, di bellezza e di bellezza violentata. Soprattutto parla di noi!
Riguarda una fascia verticale di territorio che va, in linea d'aria, più o meno dalla grande spiaggia libera al fianco del lido La Duna, a sinistra, e dal lido La Stiva, a destra, salendo fino alla ss. 106 (vedi cartina dal basso verso l'alto). La fascia che congiunge il mare al centro abitato, la zona più ghiotta, di sicuro una delle zone più ricche di opportunità di Policoro.
E' una storia lunga e contorta che parte dal 1974 quando la suddetta fascia non era ancora così importante, nè esisteva alcun Piano d'Ambito, ma il mare, come ora, rappresentava l'occasione dello sviluppo turistico. Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale (D.P.G.R.) n. 937 in quell'anno approvava il "Piano Particolareggiato del Lido", che riguardava circa 168 ettari ed era stato redatto dall'ing. Lacava e dall'arch. Mecca.
Nel 1983 un nuovo D.P.G.R. (n.1452) approvava delle modifiche al Piano Particolareggiato del Lido e il D.P.G.R. n.391 del 1985 approvava nuove integrazioni.
Si faccia attenzione a questi termini (MODIFICHE, INTEGRAZIONI, DEROGHE) perchè saranno proprio queste paroline le protagoniste della nostra storia sciagurata dal titolo indicativo : "Le mani sulla città". E siamo appena all'inizio, nella fase introduttiva e meno avvincente del racconto.
Nel 1985 il decreto ministeriale n.2326 dichiara di NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO alcuni comuni della Regione Basilicata e
nell'agosto dello stesso anno viene approvata la LEGGE GALASSO ( www.geologi.it/leggi/l-431-85.htm), una legge che nella sostanza tenta di salvare dall'abusivismo e dalla speculazione edilizia le bellezze di Italia risparmiate dalle grinfie dei palazzinari. E' la legge n.431che chiede di individuare e tutelare delle ZONE DI PARTICOLARE INTERESSE AMBIENTALE. L'art. 1/bis decreta che "Le regioni sottopongano a specifica normativa d'uso e di valorizzazione ambientale il relativo territorio, mediante la redazione di PIANI PAESISTICI o di PIANI URBANISTICO-TERRITORIALI, con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali".
Insomma chiede alle Regioni di individuare all'interno del loro terriotorio delle ZONE DI PREGIO e chiede che queste zone vengano difese e valorizzate, con interventi di tutela e/o di urbanizzazione che salvaguardino la peculiarità, la ricchezza e la bellezza paesistica del luogo. Per qualsisasi territorio è una grande occasione essere considerato una zona di pregio, l'occasione di proteggere la propria unica bellezza e di inventare e far sviluppare un nuovo modello di turismo....il che significa nuova linfa economica e civile per il territorio.
Il 4 agosto 1987 la legge della Regione Basilicata n.20, concernente le funzioni amministrative che riguardano la protezione delle bellezze naturali, all'art. 2 decreta di "individuare delle bellezze naturali e panoramiche e produrre la redazione e approvazione dei Piani Paesistici"
Una legge di difesa e valorizzazione del territorio promulgata a Roma e un'altra di individuazione promulgata a Potenza, portano in seno un nuovo futuro per Policoro, mentre il comune con giunta democristiana ne sta prospettando un altro (Piano particolareggiato del lido del 1974 - con i suoi 168 ettari-, modificato nel 1983, integrato nel 1985)...e quì si ferma la prima puntata, quella introdduttiva e meno avvincente, del nostro racconto

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