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Breve storia del Piano Sanitario Regionale
Proponiamo un articolo di Carlo Gaudiano (segr. provinciale de "La Grande Lucania" ), da non confondere con Vito Gaudiano, direttore generale dell'ASL Matera, con il quale condivide solamente un'omonimia nel cognome, pur non avendo nessun grado di parentela.
L'articolo è apparso su "Buongiorno" il 12 febbraio. "Buongiorno" è il nuovo settimanale d'inchiesta lucano, diretto da Nicola Piccenna e da questo sabato distribuito anche nelle edicole policoresi.
Dopo 14 anni sono state concepite le linee guida del Nuovo Piano Sanitario Regionale.
L'ultimo Piano Sanitario vide la luce il 31 dicembre 1996 dopo furibonde battaglie politiche, tra la maggioranza di centro-sinitra e l'opposizione di centro-destra, concluse con i cittadini di Tricarico che, temendo la chiusura del loro nosocomio, assediarono il palazzo del Consiglio Regionale.
Il Piano Sanitario del 1996 si presentava avulso dai soliti clientelismi, motivo per cui fu condiviso dai più. In modo molto equilibrato riorganizzava la rete ospedaliera della nostra regione, senza individuare nuovi primariati. Aveva un piccolo grande neo, scontava gli atavici ritardi nella organizzazione territoriale dell'emergenza-urgenza, pertanto la rete degli ospedali prevista non poteva essere realizzata, mancando la sicurezza che il paziente critico potesse raggiungere, in tempi rapidi, i nosocomi di Matera e di Potenza.
Pur non presentando nuovi primariati, la classe politica dominante, dopo aver resistito alcuni anni, si sbracò. Si arrivò persino ad inventare un primariato inesistente sotto l'aspetto formale e sostanziale, per accontentare un valente portaborse.
Dopo 14 anni la nostra amara politica dovrebbe essere in grado di darci uno strumento effiiciente ed efficace a protezione della nostra salute.
Precedentemente al 1996, era stato approvato nel 1989 un piano sanitario tipicamente democristiano, tutto proteso alla creazione di un numero considerevole di nuovi reparti e
servizi, finalizzati al soddisfacimento di clienti e grandi elettori, che ambivano ad essere incoronati col titolo di "primario". L'unico aspetto positivo di questo Piano era la previsione per Matera di una nuova struttura nosocomiale, attingendo dai fondi che la Banca Europea metteva a disposizione per l'Italia. L'inserimento nel Piano Sanitario Regionale della costruzione del nuovo nosocomio materano, fu fortemente voluto dall'unico consigliere del Partito Repubblicano, l'avv. Raffaele De Ruggeri. Sepre De Ruggeri riuscì a prevedere, nel nuovo ospedale, l'attivazione dell'ematologia con trapianto di midollo osseo che, nel progetto originario, doveva servire da volano a tutta la nuova struttura, doveva cioè distinguere il nuovo nosocomio da tutti gli altri del circondario. Purtroppo così non è stato. Da buoni conservatori, noi Basilischi, non abbiamo avuto il coraggio di vedere oltre il nostro orticello, salvo poi a farne le spese con una violenta migrazione sanitaria; cioè la malattia è in grado di violentare il paziente e i suoi familiari, costretti a seguirlo nei suoi viaggi della speranza.
Il nuovo nosocomio di Matera è sicuramente diventato un florido pascolo, in termini di voti, per i vari personaggi che hanno boria di professare la politica come fonte di guadagno e di carriera per pochi eletti [ solo quello di Matera?].
Il Piano sanitario del 1989 fu osteggiato da un gruppo di medici materani in quanto molto squilibrato a favore del "San Carlo" di Potenza. Erano medici, compreso il sottoscritto, che avevano veramente a cuore le sorti del nosocomio materano e di quelli ricadenti nel territorio
della provincia. Eravamo tutti iscritti nel sindacato medico ANAAO. Erano i tempi in cui i medici volevano essere protagonisti del loro mandato sociale. I tempi in cui i medici discutevano e prendevano decisioni in merito alla programmazione sanitaria in affollate assemblee, consci delle loro prerogative di validi professionisti autonomi rispetto alla politica, dalla quale non erano assolutamente subalterni. Poi, sembrerebbe che la nostra categoria abbia perso la capacità di essere protagonista. Oggi si registra scarsa partecipazione quando la politica decide di programmare nel campo della Sanità. Si assiste passivamente quando la politica si arroga l'assurdo diritto di programmare [ oligarchicamente] in merito alla salute dei cittadini. Il sindacalismo medico appare subalterno al carro politico degli eterni vincitori del centro-sinistra. I colleghi sindacalisti usano la loro posizione come trampolino verso traguardi che prescindono dalla meritocrazia, svendendo così l'intera classe medica che, ad onor del vero, si è lasciata facilmente comprare.
La proposta degli iscritti ANAAO non fu presa in considerazione dall'allora assessore alla sanità, il geometra Antonio Potenza. Suggerivamo di dare una lunga e qualificata sopravvivenza ai piccoli ospedali del territorio provinciale: trasformare l'ospedale di Tricarico in un nosocomio per lunga degenza; quello di Stigliano come centro specializzato in problemi connessi con le patologie delle vie respiratorie; per l'ospedale di Tinchi una specializzazione in medicina del
lavoro; per l'ospedale di Policoro si immaginava una specializzazione nei traumatismi della strada, con la rianimazione e tutto quanto pertinente a quelle patologie, compresa la riabilitazione funzionale. Se la nostra proposta, o almeno la nostra filosofia, fosse stata accettata oggi avremmo una rete ospedaliera al passo con i tempi.
Oggi, le prime indicazioni sulle linee guida finalizzate a strutturare il Piano Sanitario Regionale non entusiasmano. L'ipotesi di dare in gestione in parte o totalmente gli spazi di alcuni nosocomi al privato non mi trova assolutamente d'accordo. Il privato tende al profitto con ogni mezzo, lecito e non, come le cronache giudiziarie hanno svelato. La salute non è una merce, va tutelata o ripristinata, costi quel che costi, è la Costituzione che lo impone all'articolo 32: La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratutite agli indigenti. L'unica occasione in cui i Padri costituenti usano l'aggettivo fondamentale. A chi è convinto che in nome del rientro del deficit in sanità occorre privatizzare ciò che naturalmente non è privatizzabile rispondo che il rientro può essere facilmente ottenuto incidendo sugli sprechi, eliminando cioè il sottobosco della sottopolitica fatta di elargizione di poltrone ad amici, parenti, trombati, e quant'altro di inutile ci possa essere. Riducendo l'appannaggio dei direttori generali delle aziende sanitarie e agli altri direttori di qualsivoglia natura. Abolendo i primariati a capodipartimento fasulli, sorti con il solo fine di accontentare in un gioco di scambi chi si impegna nella campagna elettorale.
Infine un suggerimento per il neo assessore: rivaluti l'influenza del volontariato a supporto delle azioni nel campo sociosanitario da parte delle istituzioni regionali. Vi sono associazioni di pseudovolontariato che hanno posto come obiettivo primario del loro intervento l'acquisizione di enormi finanziamenti regionali, diventando loro stessi dei professionisti del volontariato e le loro associazioni vere aziende che tendono a sostituirsi alle attività istituzionali proprie della Regione.
Saranno proprio queste associazioni a fornire un valido supporto nel momento più topico della vita del politico che le ha sostenute: il momento elettorale, favorendo così il tumore maligno della nostra Regione: il CLIENTELISMO.
"il rientro può essere facilmente ottenuto incidendo sugli sprechi, eliminando cioè il sottobosco della sottopolitica fatta di elargizione di poltrone ad amici, parenti, trombati, e quant'altro di inutile ci possa essere. Riducendo l'appannaggio dei direttori generali delle aziende sanitarie e agli altri direttori di qualsivoglia natura. Abolendo i primariati a capodipartimento fasulli, sorti con il solo fine di accontentare in un gioco di scambi chi si impegna nella campagna elettorale."
SONO PAROLE SANTE E PREGNANTI DI BUON SENSO...
IL FATTO E' CHE VOGLIONO CONTINUARE A FARE QUELLO CHE GLI PARE E, CON I TEMPI CHE CORRONO, HANNO STABILITO CHE E' PIù AGEVOLE FARLO DANDO LA COSA PUBBLICA IN OMAGGIO AI PRIVATI..
Lucano Incazzato
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