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pubblicato daKarakteria in data 27 marzo 2011

CAPITOLO PRIMO: Una Bomba ad Orologeria

 

5. Padroni in Casa Propria: Il Piano Casa

E' solo in questo quadro che si può capire la strana storia del cosiddetto "Piano Casa", un piccolo racconto che vale la pena di fare.

Atto Primo. (D.L. 112 del 25 giugno 2008, poi convertito nella L.133 del 6 agosto) Il nuovo governo Berlusconi lancia un "Piano nazionale di edilizia abitativa", chiamato riassuntivamente "Piano Casa", e ne stabilisce le linee guida, nel lodevole intento di garantie "il pieno sviluppo dlla prsona umana" (il riferimento è all'art. 3 della Costituzione). L'incremento dl patrimonio abitativo, da realizzasi con capitali pubblici e privati, è destinato a offrire una prima casa ad alcune categorie svantaggiate (nuovi nuclei familiari, anziani, immigrati a basso reddito). In una bozza di decreto attuativo, viene previsto un sistema integrato di fondi immobiliari (almeno 150 milioni di euro) e il finanziamento pubblico, fino al 30% del costo, per realizzare o recuperare alloggi da offrire in affitto a canone concordato.

Atto secondo. Il presidente Berlusconi annuncia l'imminente approvazione dl "Piano Casa", assicurando che lo presenterà al Consiglio di Ministridel 13 marzo. l'etichetta "Piano Casa" è la stessa del D.L.112 del giugno precedente, ma il contenutoè diametralmente opposto. Zero capitali pubblici, zero social Housing: la norma è concepita solo per chi la casa ce l'ha già, e ha anche i soldi per ampliarla. L'idea base di questo "Piano Casa" è di semplificare temporaneamente le regole necessarie per i permessi di costruzion, in modo da stimolare un immediato "avvio dei cantieri". La norma consente di ampliare del 20% tutti gli edifici ultimati entro il 2008. Si può inoltre acquistare dai vicini "l'asservimento volumetrico spettante ad altra unità immobiliare contigua". Se poi il 20% non basta, si può arrivare al 35% purchè si abbatta integralmente un edificio, ricostruendolo più grande; persino l'altzza della costruzione pu essere modificata, portandola fino a "quattro metri oltre l'altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici vigenti".

Per tutti questi interventi basta una semplice d.i.a. (dichiarazione inizio attività). Nl caso degli edifici storici, basta far domanda alla competente Soprintendeza, e la mancanza di risposta entro 30 giorniequivale al pieno consenso(silenzio-assenso).

Si ignora dunque volutamente che in tema di beni culturali il "silenzio dell'Amministrazione preposta non può avere valore di assenso" (sentenza della Corte Costituzionale 404/1997, poi più volte ribadita).

In questo Piano Casa, la certzza del diritto cede il passo a una feroce delegificazione. la legge è concepita come un condono preventivo, non solo legittima e depenalizza, ma incoraggia ciò che fino a ieri era reato, consegnando città e paesaggio al partito del cemento, al saccheggio di speculatori senza scrupoli, devastando senza rimedio borghi e campagn, persino lo skyline delle nostre città.

Atto terzo. Quella bozza di decreto suscita preoccupazioni anche perchè invade il territorio di competnza delle Regioni: per trovare un accordo, il 31 marzo 2009, viene convocata d'urgenza in seduta straordinaria, la Conferenza unificata Stato-Regioni. Si adotta allora una procedura anomala che viola espressamente l'art. 117 della Costituzione, secondo il quale una legge dello Stato deve determinare i principi fondamentali delle leggi regionali. Il 31 marzo si stipula invece, scavalcando il Parlamento, un'intesa tra governo e regioni, poi ratificata dalla Conferenza unificata Stato-Regioni il 1 aprile.

Tale intesa prevede una precisa sequenza: il governo si impegna a emanare entro 10 giorni un decreto legge di "semplificazioni normative", e dopo le regioni sono tenute a emanare propri provvedimenti conformi alle linee guida generali dello Stato. La bozza del decreto legge contin una serie di indiscriminate "semplificazioni" che colpiscono e minano non solo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ma persino le norme antisismiche, invitando in sostanza i costruttori a eluderle, e le Regioni a sostituire ogni garanzia preventiva con "controlli successivi alla costruzione, anche con metodi a campione" (art.5).

Altre norme prevedono di assimilare gli interventi di "edilizia libera" alla manutenzione ordinaria e straordinaria, prefigurando un condono garantito a regime, e di semplificare le sanioni degli illeciti paesaggistici, depenalizzando in particolare le false dichiarazioni tecniche dei progettisti, che diventano punibili solo dopo l'accertamento finale del danno.

Atto quarto. Il terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile 2009 rende più rischiosi e impopolari gli aspetti più irresponsabili del "Piano Casa", come la semplificazione delle norme antisismiche o la depenalizzazione dei progettisti e delle imprese di costruzione. Il governo si blocca, e non riesce a mantenere l'impegno di emanare entro 10 giorni un decreto legge quadro. L'accordo governo-regioni del 31 marzo è così a tutti gli efetti saltato.

Eppure, più realiste del re, le Regioni si affrettano a fare "come se", legiferando pur in assenza di una legge nazionale di riferimento, cioè senza rispettare l'art.117 della Costituzione. (Basilicata:L.R. 7 agosto 2009, n.25)

Ecco dunque quel che è accaduto: in spregio all'art.117 della Costituzione e scavalcando il Parlamento, governo e regioni stipulano il 31 marzo 2009 un accordo di cementificazione del Paese detto "Piano Casa", ma tale accordo (che comunque non ha valore di legge, nè può sostituire la legge) viene disatteso da ambo le parti.

Il governo non mantiene il proprio impegno di emanare un decreto legge entro il 10 aprile 2009, e solo due Regioni e una Provincia autonoma producono la propria normativa, come l'accordo prevedeva, entro il 30 giugno 2009. Nonostante l'inosservamnza dei patti, in piena e concordata illegalità, il "Piano Casa" dilaga per l'Italia, con leggi regionali che si dipanano fino all'agosto 2010, oltre un anno dopo la scadenza, con norme un pò più restrittive (Toscana, Umbria, Puglia) o più sbracate (Lombardia, Veneto, Sicilia).

[continua...]

 

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