Sei quiFa la cosa giusta
Fa la cosa giusta
Siamo appena tornati da Milano, dalla "Fiera del Consumo critico e degli stili di vita sostenibili" e dalla "Scuola di Alt(r)a Amministrazione. Abbiamo visto un altro mondo che avanza. Un mondo fattivo, energico, pulito, cooperativo, concreto, più bello. Abbiamo visto un altro mondo possibile e già realizzato altrove. Abbiamo appreso che, in Italia, le resistenze politiche al progresso sono più o meno le stesse, in Val da Osta, come in Campania, come in Lombardia, come in Basilicata ... Più o meno, certo! Da noi, al Sud, va un pò peggio.
Soprattutto abbiamo appreso i meccanismi per realizzare la novità e stretto i contatti in grado di aiutarci.
Abbiamo conosciuto amministratori che si misurano non in base all'astratta categoria ideologica di destra o di sinistra, ma in base a quello che fanno. Abbiamo conosciuto veramente i migliori amministratori d'Italia: quello che, con la ricetta dei gruppi di acquisto solidale ha dato la possibilità a tutti i cittadini di produrre energia solare, guadagnando dal consumo di energia elettrica domestica e facendo guadagnare l'intero territorio; quello che ha ripensato gli
spazi pubblici critici della propria città e dove sorgeva una discarica abusiva ha inventato un grande polo scolastico-sportivo, alimentato con energia verde e gestito da una cooperativa sociale; quelli che hanno realizzato veramente la raccolta differenziata e quelli che, senza ombra e senza sigari, hanno portato sul led tutta l'illuminazione pubblica della città, mirando all'indipendenza energetica con l'uso di fonti rinnovabili; quello che ha attuato il Bilancio partecipato, grazie al quale i cittadini partecipano attivamente alla gestione dei beni comuni della città.
Abbiamo visto tanti altri amministratori, provenienti da ogni parte d'Italia, ascoltare con attenzione questi casi, reperire documenti e delibere (come noi stessi abbiamo fatto), stringere contatti per portare nelle loro città questo nuovo mondo, che silenziosamente avanza sulle rovine di una classe dirigente troppo inficiata nei vecchi sistemi.
E' la novità che vogliamo portare a Policoro, è il nuovo mondo che vogliamo realizzare a casa nostra. E la mia domanda ad ogni sindaco, ogni assessore, ogni cittadino più impegnato di me, che ho incontrato, è stata sempre la stessa: come avete fatto a vincere le elezioni, come avete fatto a scardinare un vecchio sistema, qual'è la strategia politica che avete usato per far passare le vostre idee e realizzare i progetti? Forse i cittadini delle vostre città sono molto più coscienti e avanzati dei nostri o forse lì non ci sono freni clientelari, potentati consolidati che muovono voti e affari, forse voi non avete vecchi e giovani volponi politici che succhiano le risorse della vostra terra, invece di farle fruttare? Possibile che non hanno tentato di strumentalizzare le vostre proposte da ogni lato? Possibile che solo da noi è così complicato lavorare per il bene comune e fidarsi anche di quelli che dovrebbero esserti più vicini?

E le risposte erano sempre più o meno le stesse; cambiavano d'accento (alto atesino, lombardo, campano, emiliano...) e di tono (chi placido, chi incazzato, chi scoraggiato, chi entusiasta...chi logorroico), ma stupiva ritrovare in tutti più o meno le stesse parole. Lì ho vissuto la coscienza che l'Italia è veramente unita.
Tutti hanno trovato e trovano resistenze enormi nel loro cammino: da parte degli storici avversari (che è naturale), dei vari potentati politici ed economici interessati esclusivamente al progresso delle loro tasche, da parte dei loro stessi compagni di cammino (che è molto meno naturale, ma purtroppo politicamente sperimentato da chiunque). Tutti hanno vissuto e vivono i nostri stessi rischi di sconfitta - o peggio di strumentalizzazione. Tutti questi amministratori fanno parte di liste civiche e di coalizioni più o meno variegate e di complicata gestione,
mentre la maggiorparte dei sindaci è gente di forte volontà, osteggiata o in un certo senso emarginata dalle gerarchie di partito, o da queste passate a movimenti civici e appoggiati da solidi e poco numerosi gruppetti di gente, altrettanto preparati e di buona volontà.
Tutti affrontano una marea di difficoltà e di sacrifici per rispettare il loro compito di rappresentati dei cittadini e tutti questi cercano in tutti i modi di aprire sempre più spazi democratici, per permettere alla società civile di entrare sempre di più nella scelte dell'amministrazione. Il fine è realizzare l'unica vera democrazia, l'unico vero progresso sociale, economico e civile possibile e per farlo occorre sottrarre campo a quei soliti poteri oligarchici, che sciupano il territorio e le vite che ci abitano dentro.
Quei gruppi di potere che da noi oggi esultano ancora più baldanzosi, da quando l'archiviazione dell'inchiesta "Toghe lucane" ha dato la possibilità di autodefinirsi giusti, puliti, martiri, assolti da ogni accusa.
Noi invece continuiamo ad accusarli e a ritenerli responsabili della nostra arretratezza. Soprattutto, però, lavoriamo faticosamente per fare la cosa giusta, quella cosa che raccontiamo con una voce di tutt'altro tenore, tutt'altro colore e sostanza, anche se porta lo stesso accento lucano.
Il video si riferisce all'edizione dell'anno scorso
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