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Spiagge in vendita: il mare dei privati e i privati del mare
Da Buongiorno, n.20 del 14 maggio 2011
di Ivano Farina
Il dl Sviluppo, all'articolo 3, mette in vendita tutte le spiagge italiane. Tremonti spiega che lo ha fatto "per incrementare l'efficienza del sistema turistico".
Per gli ambientalisti invece si tratta della "privatizzazione del patrimonio costiero italiano", che verrà sottratto ai cittadini e consegnato ai ricchi. Legambiente addirittura lo definisce "un decreto di sottosviluppo", che alimenta la cultura del privilegio e mortifica la libertà dei cittadini.
Tremonti si affretta a controbattere che i cittadini saranno comunque liberi di camminare sulla riva del mare e di nuotare in acqua: "Fermo restando il diritto di passaggio - parole sue - tutto ciò che è terreno sarà oggetto di diritto di superficie, che durerà 90 anni e questo da un profilo lungo. pensiamo che un diritto lungo dia una prospettiva di tempo logica per fare davvero degli investimenti. Così si creano gli investimenti!".
I soliti scocciatori degli ambientalisti, invece di mostrare gratitudine nei confronti del ministro, che ci concede la grazia di fare il bagno a largo e di bagnarci i piedi passeggiando sul bagnasciuga dei lidi, piagnocolano, sbraitano e ancora disturbano il sonno di cittadini così beatamente sedati, gridando che le spiagge verranno consegnate ad affaristi che faranno del mare una cosa di loro proprietà.
Ministro, "non ragioniam di loro, ma guarda e passa".
Sempre per sviluppare il turismo italiano e abbellire le nostre coste, notoriamente povere di bellezze naturali, Tremonti ha pensato bene di dare la possibilità di costruire nelle aree vuote, mentre in quelle dov'è già costruito sarà possibile ristrutturare o anche ricostruire.
E riecco Legambiente che parla di "un regalo senza precedenti a mafiosi, abusivi e speculatori". Persino il Codacons, invece di lasciarsi andare al sogno di opulenti e solidi lidi in cemento, ebano e vetrate, dalle quali potremmo spiare succulenti seni al silicone di superbe signorine in costume, intristisce il popolo italiano dicendo che "col piano spiagge vengono create le premesse per un grande piano di cementificazione del territorio, aprendo agli speculatori".
Ministro, questi ciarlieri "son coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo, fama di loro il mondo esser non lassa. Non ragioniam di loro, ma guarda e passa".
Le Regioni dovranno limitare le aree su iniziativa dei Comuni e d'intesa con l'Agenzia del Demanio.
Cosa succederà ora alle spiagge del Metapontino, già aggredite e invase dai megavillaggi?
Vedo già tanti nostrani profittatori fregarsi le mani con l'acquolina in bocca.
Ministro, Presidente, Sindaco non curatevi di noi, ma guardate oltre e passateci sopra.
ho letto che a breve i Comuni di lazio campania e toscana venderanno alcune spiagge abbandonate a privati, senza la possibilità di costruire nell'immediato. Voi sapete di quali comuni si tatta e dove trovare altre informazioni? Un pezzo di sabbia e mare nn mi dispiacerebbe...sepre che non lo vendano ai soliti amici...
credo che ti riferisca a questa notizia che sta facendo il giro della rete. http://oreimmobiliare.webnode.it/news/spiagge-in-vendita-a-privati-a-par...
NON E' POSSIBILE!!!! MA CHE SCHIFO E'??? LE SPIAGGE SONO PATRIMONIO DI TUTTI E NON DI POCHI ELETTI!
... ma sicuramente... ;)
Le spiagge sono patrimonio di tutti! Non si possono vendere!!!
a me però un pezzetto di spiaggia non dispiacerebbe!
un articolo critico ma senza idee nè proposte contrariamente a qnto suggerisce il motto di karakteria. Lo sviluppo giù da noi serve! e serve a tutti, anche agli ambientalisti. e tutti dobbiamo esserne partecipi ma con, appunto, idee e proposte e non 'sto moralismo da quattro soldi.
e allora tu , o saggio anonimo, saggiamente non ti curar di me ma guarda e passa
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