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Una catena umana, un messaggio chiaro


pubblicato daKarakteria in data 27 giugno 2011

Uomini e donne, vecchi e giovani, con idee e bisogni diversi, di diversa estrazione sociale, culturale, politica, alcuni sono venuti appositamente dalla Val d'Agri,da Potenza, da Matera, da Satriano, altri sono bagnanti del luogo e di ogni parte della Basilicata, ma tutti insieme a mezzogiorno, dopo il richiamo dell'autoparlante di ogni lido di Policoro e a un cenno del comitato organizzatore, si sono alzati e presi per mano per formare una catena lunga quanto la nostra spiaggia turistica.

Chilometri di persone, che non è stato assolutamente difficile convincere a partecipare, sono state spinte ad alzarsi e a stringersi allegramente insieme dal naturale bisogno di mostrare, con un gesto semplice,  che la parte migliore della Basilicata è quì, che siamo in tanti, sconosciuti, diversi, ma uniti dalla necessità di dire ai governanti e ai petrolieri: "Guardateci, esistiamo, siamo persone nella nostra terra, nel nostro mare, nei nostri lavori quotidiani, fermatevi non andate oltre questa catena!".

Una catena umana lunga 3 o 4 chilometri e 10 minuti , non di più. Migliaia di lucani, molti divisi nella vita quotidiana e non tutti con la stessa coscienza politica e storica, nè con la stessa conoscenza dei fatti sul petrolio, erano però tutti concordi nel ribadire: "Non andate oltre! Non trivellate il nostro mare, non continuate a colonizzare la nostra terra e le nostre vite, non trattateci come sudditi, non distruggete le nostre opportunità. Dateci quanto ci spetta, in primo luogo diritto alla salute, al futuro e alla conoscenza di quanto state tramando alle nostre spalle e nelle viscere della nostra terra. Poi pagateci quanto ci sottraete. Il petrolio e il gas che estraete è sotto i nostri piedi, le nostre case le nostre esistenze, che da secoli, di padre in figlio, abitano e lavorano in questi luoghi. Se volete le nostre risorse pagatecele al prezzo che stabiliamo noi!"

Tutti, anche solo per un attimo, hanno intensamente pensato questo e per vederlo negli occhi di ognuno bisognava camminare piano e guardarli uno ad uno in faccia, mentre si tenevano per mano e ridevano e scherzavano, o parlavano o fissavano in silenzio l'orizzonte; tutti e tutti insieme, intimiditi o spavaldi, seri o giocosi, ognuno coi suoi piccoli o grandi pensieri, con le sue piccole o grandi idee.

Non tutti sapevano che la Regione Basilicata ha aspettato 10 anni di trivellazioni, sparpagliate lungo tutto il territorio, prima di attivare i primi controlli sulle emissioni di idrogeno solforato e che in Italia i limiti per queste emissioni sono scandalosamente alti per legge, che le trivellazioni inquinano le falde acquifere, che il rischio di perdita degli oleodotti è altissimo, che non esiste alcuna legge di tutela per le trivellazioni in mare, che la Basilicata soddisfa il 6% del fabbisogno nazionale di petrolio ed è trivellata per il 60%. Forse in pochi sapevano che il ministro Romani, in accordo con Defilippo e grazie allo strenuo lavoro del poco buono Viceconte e al silenzio-assenso dei nostri nullafacenti e traditori consiglieri regionali, deputati e senatori, hanno deciso di raddoppiare questa produzione, prevedendo più di 90 barili al giorno, in cambio delle solite briciole.

E probabilmente in pochi consideravano il fatto che il petrolio (che arricchisce esageratamente le multinazionali e chi le sta vicino) a breve finirà, ma i danni delle estrazioni rimarranno, come un inganno senza soluzione, per noi.

Se anche non tutti conoscevano nel particolare dati e motivi del recente memorandum, tutti e tutti insieme sapevano e sanno ciò di cui hanno bisogno e ciò che non vogliono e alla prima occasione hanno voluto mandare questo messaggio alla Regione, al Governo e alle amministrazioni locali, che pure possono tanto in questo momento.

Che recepiscano il messaggio. Noi comunque ne invieremo degli altri per continuare a dire che vogliamo  regole, limiti, il diritto al futuro e alle opportunità per crearlo.

Nessuno dice che non bisogna estrarre gas o petrolio. Diciamo e continueremo a dire che non dovete rubarcelo, disprezzando la nostra terra e la nostra dignità.

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 e quando ci metteranno le paleoliche difronte la spiaggia? che si farà....?

E perchè di fronte se si possono mettere dietro la spiaggia, sulla collina, lungo le strade, ovunque non abbiano un impatto paesaggistico e ambientale impattante?

il petrolio è a termine e non è il nostro futuro ,anche con le royaluites al 5O% noi non cambieremo il nostro futuro  con questa energia   in 4/5 anni avremo solo danni   altro che benefici   ,spero che sia chiaro..... ,se investiamo per le rinnobaili in modo asociativo e consortile solo con i 1000 mw installati di pale eoliche  già installate  in basilicata otterremmo energia gratis per le famiglie  (con la sola quota del 30% )

bastava che i comuni si consorziavano e si ritagliavano le concessioni dell'eolico  a livello regionale ,,,,,,

senza far arricchire le lobby dell'energia

 

 

noscorie trisaia

 giusta osservazione, ma sapremo accettare che il nostro paesaggio e il nostro mare sarà occupato  e quindi deturpato per chilometri dai campi paleolici ( e fotovoltaici) ? 

uno qualsiasi

Ma perchè dobbiamo rassegnarci ad accettare occupazioni e deturpazioni quando ci sono centinaia di alternative ben più valide e utili? Dobbiamo chiedere e pretendere rispetto, professionalità, sviluppo reale?

Questa è la logica che l'illogicità dei profitattori definisce utopia, per continuare a fare i suoi porci comodi. Dobbiamo riportarli alla ragione. La partecipazione attiva è fondamentale per questo

mmm... mi pare che la logica diffusa è quella "non nel mio giardino", e che tutte alternative hanno i loro contro... immagina che hanno contrastato persino le serre fotovoltaiche perchè scambiate dagli uccelli per pozze d'acqua. quello che voglio dire è che cè sempre un motivo per dire No e questo è un atteggiamento che considero poco logico, quasi irresponsabile.

con il recente no al nucleare il problema dell'energia si ripropone ed è importante trovare una soluzione, non possiamo dipendere dalla Francia che ci vende elettricità (prodotta con le centrali nucleari) e  se la politica energetica propende per il rinnovabile, sappiate che ci vogliono tanti campi fotovoltaici, tanti campi paleoloci,tanti termovalorizzatori, e bisogna scavare tanti pozzi per estrarre petrolio e gas naturali.

come ci insegna la Germania (che dopo vent'anni di nucleare ha deciso di svoltare) il rinnovabile è una cosa seria e comporta notevoli sacrifici per ciò che riguarda il risparmio energetico.

sarò un malpensante, ma sono certo che tutto ciò sarà ostacolato da un ambientalismo maleinformato -maleinformante e fine a se stesso.

saluti

 

Io non credo che tu sia un malpensante, anzi sollevi con serietà un problema serissimo. E' vero che esiste un certo ambientalismo dal no perenne e per niente propositivo, ma è è relegato in certi ambienti autoreferenziali e comunque non riguarda noi e le nostre posizioni. Per quanto riguarda il nucleare e la Francia devi sapere che non dipendiamo affatto dalla Francia che ci vende a basso costo il nucleare che produce in esubero di notte e in qualche modo deve necessariamente smaltire: le facciamo un piacere a comprarlo e ci guadadnamo: è un affare.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili la Germania, come gli USA e tutti gli stati più evoluti del mondo hanno deciso di accettare questa sfida e qualche motivo molto molto serio ci sarà pure. Dopo il referendum anche il governo italiano sarà costretto ad imboccare questa strada serissima e dovrà farlo con quella serietà che si addice ad uno stato evoluto, senza avvantaggiare massoni e consorterie di potere a discapito dei cittadini e della nazione. Sono sicuro che condividerai con noi che dall'altra parte c'è una fetta ben più grossa e potente di malinformati e malinformanti che al contrario di quella minoranza di ambientalisti dal perenne no, hanno la possibilità di fare danni irrimediabili..

 il prezzo delle bollette in italia nn mi fa pensare ad un guadagno da parte nostra... la francia ha tante centrali perchè da tempo ha scelto il "tutto elettrico". cmq il punto nn è questo ma il problema generale di mancanza di un dibattito serio sulla energia in italia, cosa -e sono sicuro che sarete d'accordo- di importanza prioritaria.

Condividiamo in pieno questa visione, le idee di Rifkin e la proposta già citata in altri articoli della OLA :"un movimento che riunisca le associazioni europee delle piccole e medie imprese, delle cooperative e dei consumatori coscienti. Un'unione di produttori e consumatori che possa produrre in modo decentrato l'energia da fonti rinnovabili e condividerla attraverso un sistema di reti intelligenti locali, svincolate dai monopoli energetici, sia grandi (ENI, ENEL, Sorgenia..), sia piccoli (come quelli che sta creando la Regione Basilicata con i tanti impianti eolici e fotovoltaici sui suoi spazi agricoli) [...] E' ora che Prometeo ritorni a donare l'energia agli umani, togliendola ai gruppi monopolistici".

Il problema è far entrare queste proposte nel tavolo di lavoro del governo regionale, trovare la strada per iniziare a renderle attuabili

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