Sei quiLo sfogo, le denunce e le richieste di Tonino Colucci e dei collaboratori del WWF di Policoro -1
Lo sfogo, le denunce e le richieste di Tonino Colucci e dei collaboratori del WWF di Policoro -1
A poco più di una settimana dall'incendio del Bosco Pantano di Policoro le reazioni della città somigliano alle ceneri degli alberi distrutti: desolazione, silenzio e rassegnazione (o indifferenza) da un lato, tizzoni accesi pronti ad appiccare nuovo fuoco dall'altro, mentre velocemente vanno spegnendosi anche i proclami e i propositi che avevano animato le dichiarazioni a caldo dei nostri rappresentanti politici. Ma per chi nel bosco e con il bosco ci vive, la situazione è ben diversa, l'odore di distruzione è ancora forte, le ferite continuano a bruciare e anzi vengono acuite dalle insinuazioni di una cittadina provinciale che facilmente addita colpevoli per qualsiasi cosa che accada e mai che si impegni ad informarsi e a cercare la verità per migliorare.
Siamo andati a trovare Tonino Colucci (responsabile dell'Oasi WWf di Policoro) e Nunzia Micò (ricercatrice dell'Università di Cosenza, che lavora presso l' Oasi WWf, per conto dell'Università). Questi ci hanno concesso un'intervista video, che pubblicheremo nei prossimi giorni. Un'intervista dai toni forti e appassionati: denunciano lo stato di abbandono in cui il bosco ha faticosamente sopravvissuto fino ad ora, la conduzione clientelare e incompetente con cui le istituzioni hanno svenduto questo patrimonio e denunciano la politica espansionistica di Sgismondo Mangialardi.
Finalmente parole chiare e forti di denuncia, ma anche di autocritica; parole di rabbia ma anche di risoluzione da parte di un uomo stanco e provato (Colucci) che finalmente dice basta e si impegna da questo momento in poi ad alzare veramente la voce per proteggere il bosco e con esso la bellezza di Policoro.
Chi conosce la nostra associazione sa quanto siamo maliziosi e quanto non vorremmo esserlo, conosce la nostra innata antipatia nei confronti di chi gestisce il potere e di chi gli ronza intorno, ma conosce anche il nostro fanciullesco desiderio di poterci fidare di uomini e di donne che si battano per salvare e valorizzare le nostre risorse, che poi non rappresentano altro che i germogli della nostra stessa vita, sempre in bilico fra lo sbocciare e l'appassire. Speriamo con tutto il cuore che alle parole di Tonino Colucci seguano da parte sua e da parte di tutti dei gesti altrettanto appassionati e veri.
Naturalmente, dopo aver pubblicato le interviste a Colucci e Micò, andremo a fare visita anche al signor Mangialardi per sentire la sua. Intanto nasce finalmente una discussione sul patrimonio naturalistico di Policoro, che noi ci impegnamo a portare avanti.
E intanto pubblichiamo un comunicato stampa che il signor Colucci domani invierà agli organi di informazione e noi pubblichiamo in anteprima:
Cronaca dell'ennesima grande fumata nera e maleodorante. Siamo alle solite, tra dolo e cattiva gestione, si è consumato l'ennesimo atto scellerato e delinquenziale, all'interno di uno dei più importanti siti forestali italiani e Riserva Regionale dal 1999. Stiamo parlando dell'antica foresta del Pantano di Policoro, area S.I.C. ("Sito di Interesse Comunitario") e Z.P.S. (" Zona a Protezione Speciale), noto in Italia per la sua particolare collocazione: relitto di un'immensa foresta umida, contenitore e scrigno prezioso di innumerevoli specie faunistiche e vegetazionali ancora presenti in questa parte di territorio.
Grazie all'allarme dato in tempo dai residenti del luogo e da personale del WWF Italia, con la presenza di autoradio dei carabinieri giunti sul posto, degli encomiabili pochi uomini disponibili del corpo dei vigili del fuoco e del Corpo Forestale dell Stato, si è riusciti a controllare e spegnere ciò che poteva decretare la fine del Bosco di Policoro.
Per questo ci chiediamo:
Cosa deve accadere per accendere i riflettori su una tragedia annunciata?
Quando daremo il giusto valore alle cose che ci appartengono?
Dobbiamo veramente permettere a dei "malati" di distruggere un patrimonio di tutti?
Basta col continuare a parlarsi addosso in tavole rotonde programmate ad uso e consumo di pochi, cosa ancora più grave, parlare senza nemmeno conoscere appieno i diversi apetti dei problemi.
Non è ammissibile che aree di questo tipo continuino ad essere delle discariche a cielo aperto!
Non è ammissibile che una bomba ecologica di plastica/amianto, rimanga per anni all'interno di una riserva, fino a che il delinquente di turno non appicchi il fuoco.
Non è pensabile che beni di tutti possano essere gestiti grazie a "scelte" arrogganti e da arroganti beneficiari.
Questo appello, scritto all'indomani dell'incendio avvenuto in data 26 giugno 2011 ( perchè 3 settimane prima era scoppiato un altro incendio spento in tempo) e purtroppo mai divulgato, doveva essere un grido di allarme forte e senza appello, invece è rimasto nel mio pc, premonitore di una tragedia per qualcuno stabilita e che gli addetti ai lavori sapevano poter accadere e che tanti, come me, non hanno fatto abbastanza per evitarla.
Non fare abbastanza però non significa non occuparsi dei problemi, non significa non occuparsi del proprio territorio, non significa occuparsi solo di poveri interessi personali, ma troppo spesso significa avere interlocutori poco sensibili, troppo lontani dai problemi della gente e, molto spesso, di parte.
Policoro, 21 luglio 2011: Quello che si temeva è accaduto, l'ennesimo incendio doloso si è abbattuto sulla Riserva Regionale Bosco Pantano di Policoro.
Rimane adesso il fatto di cronaca: c/a 70 h di macchia misto ad area forestale, già percorsa dal fuoco nel 1997 e nel 2001, ripropone il dramma incendio anche nella nostra civile e laboriosa terra. A conferma che certi fatti di cronaca non riguardano purtroppo sempre gli altri, ma riguardano per motivazioni diverse anche il nostro territorio e la nostra gente.
E' stato danneggiato ancora una volta un patrimonio naturale unico, di proprietà di nessuno, tanto meno di singole persone individuabili tra personaggi che, a vario titolo, sono interessati a tali problematiche, un bene dell'intera collettività che qualcuno per appartenennza, scelte e coincidenze e grazie alla presenza di Associazioni Titolate, cerca in mille modi di preservare e valorizzare, come sicuramente in questi primi 15 anni il WWF ha fatto, senza grandi clamori, con umiltà, senso civico e di appartenenza.
Riferito alla "Politica", massima espressione del mondo civile, dopo questo ennesimo incendio, si adoperi finalmente per l'assoluta salvaguardia di questo luogo; prenda le distanze da gestioni approssimate e clientelari ad uso e consumo di arroganti imprenditori privi di queste radici e bravi nell'arte del mimentismo e nel perseguire obiettivi assolutamente personali, utilizzando a proprio piacimento istituzioni e beni della collettività.
Pertanto, questo nostro appello, è rivolto al sig. Prefetto di Matera, rappresentante del governo e organo di coordinamento istituzionale, in quanto un patrimonio così speciale e unico non può essere merce di scambio e gestito in maniera personale a solo vantaggio di una parte della nobile politica e del solito opportunista p furbetto del "quartierino". Sarebbe tempo di andare oltre i singoli uomini e i "poveri" interessi personali, celati dietro discutibili finalità.
Certi dell'interessamento di così autorevole personalità, ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato allo spegnimento di questo ennesimo, assurdo atto scellerato e tutti coloro che, con semplici gesti, dimostrano che il nostro lavoro, la nostra dedizione e quello che la nostra Associazione realizza in Italia è sicuramente utile per la salvaguardia dell'intero Paese.
Il rsponsabile e i collaboratori Oasi WWF
Antonio Colucci
Mi sono spesso chiesta come mai Colucci continui ad essere responsabile del wwf di POLICORO, nonostante le decine di lettere di reclamo che vengono inviate dai turisti ospiti presso la sua struttura..
I commenti che mi precedono , rispondono in maniera più che esaustiva.
lui se ne frega del bosco pantano,non ha mai fatto nulla per salvaguardarlo,accusa la provincia,il comune e tutti di non far nulla...poi se questi enti intervengono fa di tutto per ostacolarli
parla lui .....ha ottenuto la gestione dell'oasi grazie ai politici e ora sputa nel piatto dove mangia........a lui interessano solo i soldi dell'assicurazione
Antonio Colucci dovrebbe fare un pò di autocritica poichè la "sua gestione" delle strutture e del bosco è clientelare e tendente al profitto! Lui è figlio prima del clientelismo democristiano e poi del clientelismo fascista-berlusconiano! Come ha fatto a divenatre gestore del WWF di Policoro, del CRAS dell'amministrazione provinciale di Matera e delle strutture ricettive dell'amministrazione comunale di Policoro quali il galoppatoio ed il centro visite??? E' presto detto: è nipote della potente famiglia dei f.lli Ferrara i quali hanno messo le mani su gran parte dei terreni facenti parte del Bosco pantano di Policoro e del Bosco Rivolta; è fratello dell'assessore berlusconiano Rocco Colucci che da un quindicennio garantisce il potere prima ad Antonio Di Sanza, poi a Nicolino Lopatriello, a Paolo Castelluccio, a Felice D'Amato, a Cosimo Ierone, a Vincenzo Di Cosola, ecc... ecc... Che contributo "lui" ha dato affinchè il bosco pantano di Policoro sia maggiormente tutelato e non incendiato??????
del signor Colucci, so però, per esperienza diretta, che la sua gestione del parco WWF è a dir poco imbarazzante e vergognoso
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