Sei quiD'Amato, il nipote di Mastrosimone è libero e felice come una quattro stagioni

D'Amato, il nipote di Mastrosimone è libero e felice come una quattro stagioni


pubblicato daKarakteria in data 30 luglio 2011

I giornali lo danno in carcere, Radio BR2 inventa il mostro, il malato di mente, il povero piromane fregato da Chiurazzi e scoperto dal magnanime eroe Lopatirello. Altri giornali insistono sulla sua parentela con l'assessore Mastrosimone.

Nessuno che faccia il suo lavoro con un minimo di professionalità,mentre il codice deontologico del giornalista parla chiaro quando enuncia il dovere alla verità e invita chiunque voglia fare informazione a verificare le fonti. E' questa la differenza fra chi fa informazione e chi fa pettegolezzi. Siamo nelle mani di pivellini.

Il mostro da loro inventato e diffamato sta lavorando onestamente e tranquillamente. Non è lui il mostro: lui si chiama Giovanni D'amato, è nipote dell'assessore Mastrosimone, rilasciò un'intervista su radio Br2, che D'Agostino oggi ha ritrasmesso come firma del piromane, ma con l'incendio del bosco non c'entra nulla.

Intanto  Davide D'Amato (38 anni di Policoro), arrestato in flagranza di reato mentre tentava di appiccare il fuoco nella pineta di Policoro rimane un'ombra. Dicono che è nel carcare di Matera, ma nessuno lo conosce, nessuno sa chi sia, qualcuno addirittura dubita della sua esistenza.

Inventano un mostro, lo sbattono in prima pagina e si gloriano, portando ognuno l'acqua al proprio mulino e cercando il proprio scoop, senza un minimo di competenza e spirito di responsabilità.

Oramai si usa così. Nessuno verifica. Arriva una notizia, magari dalla questura, e tutti la pubblicano. Giornali e telegiornali danno ampio risalto. Così succede con i No Tav.

"No Tav attaccano il cantiere. Lanciate bombe carta, pietre, bulloni, biglie. La polizia ha risposto con getti d'acqua e lacrimogeni".

Queste le notizie sui giornali e telegiornali. Mostrano i video e si vede tutt'altro: si vedono persone che si avvicinano alle barricate, qualcuno che suona una vuvuzela, la polizia che spara lacrimogeni. Fonte: secondo quanto riferito dalla Questura di Torino

Pietro

 

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