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Aperta-mente : Conservatori e immobilisti

Per la nostra rubrica "Apertamente", sottoponiamo all'attenzione dei nostri lettori un editoriale (tagliato in qualche punto) di Ernesto Galli Della Loggia, apparso sul Corriere della Sera qualche settimana fa.
Egoismi e paure trasversali:Conservatori e immobilisti.
Sì, Berlusconi si sta rivelando un pessimo presidente del Consiglio, non si sa come mandarlo via e di fronte alla crisi economica il governo si è mostrato di una pochezza e una goffagine uniche.
Sì, l'opposizione riesce solo a balbettare, ma non è capace di nessuna proposta alternativa seria.
E per finire c'è l'abominevole casta che tutti ci sentiamo così bravi e onesti a detestare.
E' tutto vero, sì, l'Italia è tutto questo.
Ma per chi cerca di non fermarsi alla superficie sa che nessuno di quelli ora detti è il vero problema del Paese.
Il problema vero, profondo, strutturale dell'Italia sta nell'esistenza di un'immane blocco sociale conservatore, il cui obiettivo è la sopravvivenza e l'immobilità. Nulla deve cambiare. E' questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro.
Il blocco conservatore - immobilista italiano è un aggregato variegatissimo. Ne fanno parte ceti professionali vasti e ferreamente organizzati intorno ai rispettivi ordini, gli statali sindacalizzati, gli alti burocrati collegati alla politica, i commercianti evasori, i pensionati nel cuore degli anni, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, i tassiti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i concessionari pubblici a tariffe di favore, gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i partiti delle feste nazionali, gli aspiranti ai vari condoni, ecc.
Un elettorato ormai drogato, abituato a trarre la vita o a sperare il proprio avvenire, dal piccolo o grande privilegio, dall'eccezione, dalla propria singola, particolare condizione di favore.
Abbiamo bisogno di una politica capace di parlare con verità!
Per esempio una politica capace di dire cose banali ma vere, di dire questa verità: che la società italiana è quella che ho descritto quì sopra.
Invece fra la politica e il blocco conservatore e immobilista si è da tempo stabilito un rapporto di assoluta complicità.
Forte della debolezza della politica, delle sue pessime prove, sempre più spesso la società italiana sembra non voler riconoscere più alcun potere di direzione alla politica, ma di cercarne solo l'appoggio necessario per la sua sopravvivenza spicciola. E domani capiti quello che può capitare.
Essa si muove in questa ricerca con consumata spregiudicatezza, tanto a destra come a sinistra, utilizzando per i propri interessi tutto l'arco della rappresentanza parlamentare [ e aggiungiamo noi: comunale, regionale].
Ogni gruppo sociale appena importante, ogni interesse e segmento professionale sa di poter contare sui suoi politici di riferimento, i quali intervengono puntualmente a difendere i propri tutelati contro la destra o contro la sinistra.
In Italia non sembra più ormai possibile fare nulla perchè c'è sempre qualcuno dotato di un potere di interdizione che dice no. Anche per questo siamo un Paese che da sempre più l'impressione soffocante di un Paese vecchio, immobile, paralizzato.
Un Paese prigioniero del suo passato, nel quale troppi hanno costruito la propria esistenza sfruttando rendite di posizione, piaceri personali, contingenze favorevoli irripetibili, trincerandosi in ben comuni fortini corporativi [ e in gruppi di potere dotati del proprio rappresentante politico di riferimento (dicesi voto clientelare), aggiungiamo noi]
Un Paese che fino a ieri poteva forse credere di essere una sicura Fortezza Bastiani, ma che oggi, quando il tempo dei barbari è forse arrivato, assomiglia sempre di più a un disperato Forte Alamo.
Analisi attenta ricca di riflessioni propositive; bisogna proseguire in tal senso per stimolare e produrre un sempre maggiore coinvolgimento della SOCIETA' CIVILE. A presto.
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