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Dietro le chiacchiere


pubblicato daKarakteria in data 26 ottobre 2011

La Regione annuncia una Commissione d'inchiesta sulla questione Fenice. Come facciamo a fidarci e ad affidare un'inchiesta a chi ancora intende continuare sulla via delle discariche e degli inceneritori?

Come facciamo a pensare che chi ha generato il male ora indaghi oggettivamente su quello stesso male, con la consapevolezza che vuole elaborare un piano rifiuti che non cerca alternative?

 

 

Tavolo della trasparenza su Fenice. A chi serve? 

[Anna Maria Santa Dubla - Presidente Associazione Ambiente e Legalità

La politica lucana affetta da un male incurabile, oramai, di fronte alle responsabilità a cui la inchioda il sistematico disastro ambientale dei propri territori, risponde con l’ antico metodo dei capitani di ventura. Abbandonare al proprio destino i marinai che hanno remato contro vento a seguito di precisi comandi da essi impartiti. Chi e perché ha scelto la logica dell’ incenerimento dei rifiuti e delle discariche in Basilicata ? Chi e perché, invece di cicli virtuosi, impiantistiche di supporto alle buone pratiche, ha scelto con scientifico cinismo l’azione barbara dei grandi impianti, pericolosi e potenzialmente gravemente nocivi per la salute umana ?

Non c’ è discarica, in Basilicata, che sottoposta a sversamenti inusitati , non abbia avuto o abbia seri problemi di gestione . Non c’ è impianto di trattamento rifiuti, in Basilicata, che non  sia stato fatto oggetto di mire  “ affaristiche “ dei Signori del business dei rifiuti. Anzi, possiamo ben dire che, questo, è l’ unico settore della nostra malandata economia a non aver subito crisi di alcun tipo. Tecnoparco Valbasento da società di utilities per le imprese della Val Basento ha risanato i suoi bilanci accogliendo, come la legge gli consente, rifiuti da ogni dove. Le due discariche di rifiuti ex speciali, Guardia Perticara e Pisticci della Semataf e BNG , di ampliamento in ampliamento sopportano e supportano l’ intera produzione, ma non solo,  di idrocarburi in regione. Le discariche di rifiuti urbani consentono ai Comuni di pagarsi i debiti fuori bilancio, rifarsi marciapiedi e spese di rappresentanza “ istituzionali”. Percolato che deborda , inquinamento delle falde acquifere, dei suoli , per molti degli attori del si detto “ tavolo della trasparenza “ era il “ prezzo della gestione del sistema rifiuti “ in Basilicata. Allora , a chi serve il “ tavolo “ ? A questi illustri personaggi della politica nostrana per porre fra loro e i marinai a loro ingaggio una distanza che non fa onore a nessuno dei protagonisti. La vicenda Fenice, ha trovato suo malgrado, almeno lei, una Sua sede “ naturale “ Oggi è il sistema ambiente/territorio che invece continua a rischiare se non si taglia un mal nato nodo ombelicale con il Gattopardo ! 

 

 

Commissioni d’inchiesta e tavoli della trasparenza non cancellano la macchia indelebile

 

Il disastro provocato dall’inceneritore Fenice ha sicuramente provocato danni ambientali e sulla salute. Ne avremo pienamente consapevolezza solo in seguito. Un sistema di coperture e di affari che ha accompagnato ed accompagna il disastro Fenice, con i signori del business delle discariche e degli inceneritori coperti da un sistema istituzionale pubblico connivente che finge oggi di non accorgersi che ogni cittadino lucano ha piena coscienza delle responsabilità istituzionali. Si tenta così, con commissioni e tavoli della trasparenza, di spostare l’attenzione mediatica dall’inchiesta della magistratura verso dettagli marginali della vicenda. Una commissione d’inchiesta che terminerà i suoi lavori tra otto mesi, quasi un parto prematuro, forse con auto assoluzioni dello stesso sistema che ha generato questo disastro, purtroppo annunciato, mentre la risposta definitiva e comprensibile da tutti, l’unica risposta chiara su Fenice non viene data: chiudere l’inceneritore dei veleni. Non potranno mai cancellare la macchia indelebile che ha marchiato la credibilità delle istituzioni lucane. Con la facile ironia che occorra una reggia di Caserta per ospitare tutti i tavoli della trasparenza, cabine di regia e commissioni insediate alla bisogna per sviare dalle vere problematiche, la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) è convinta che sia giunto il momento di annullare i piani provinciali e regionali sui rifiuti incentrati sulle discariche e gli inceneritori se la politica vuole davvero prendere coscienza di quello che è accaduto, accade e serve davvero ai lucani.

 

 

 

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