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Il SISTEMA POLICORO 1 - INTRODUZIONE AL CASO VIGORITO
A seguito delle recenti polemiche fra maggioranza e opposizione, ci sentiamo in dovere di dire la nostra, raccontando i fatti, senza cadere nella gabbia ideologica di dover difendere la destra o la sinistra e, a differenza di molti, raccontandoli per intero.
L'opposizione dei vari PD, come quella del PDL, non ci sembrano vere e sincere: addossano tutta la questione morale sull'attuale maggioranza, fingendo di non esserne coinvolti.
In questo atteggiamento noi scorgiamo una pericolosa e banale furbizia e soprattutto constatiamo l'assoluta impossibilità da parte loro di potersi proporre come alternativa, essendo inseriti in pieno in questo sistema e non mostrando alcun cenno di volerlo superare.
Riteniamo, infatti, che Lopatriello e la sua maggioranza siano solo l'espressione più rozza di un sistema clientelare e corrotto che governa l'intera vecchia politica policorese e lucana.
Per cui proponiamo a puntate un disegno del sistema Policoro che vi invitiamo a seguire per farvi un'idea della città che questi signori hanno costruito, stanno costruendo e vogliono continuare a divorare. Ci occuperemo del caso Vigorito e poi di quello delle terre di via Puglia rivendicate da Felice D'Amato.

Il caso Vigorito. Introduzione
Il sistema Policoro non è diverso dal sistema Basilicata o dal sistema Italia. In una Nazione che ha fra i suoi mali maggiori il decadimento morale della classe politica, in una Regione che ha dato i natali alla teoria del familismo amorale, in una realtà dove tutto è retto dalla politica e dove il voto è concepito dalla gran parte della società in maniera clientelare, il sistema Policoro pullula nella normalità.
Si regge sull’abiura della missione del politico ad educare e governare un popolo e sul più comodo insegnamento della peggiore scuola politica della Prima Repubblica: creare consenso assecondando i vizi del popolo, anzi intensificandoli per conservare il potere ed edificare il presente e il futuro su uno stato di strisciante e perenne corruzione clientelare. Questo sistema ha via via espulso dall’anima dei partiti il senso di parole come ideali, bene comune, progresso, progetti e allora il voto è diventato più o meno dichiaratamente uno scambio di piaceri personali, mentre il politico il rappresentante nell’istituzione di una serie di interessi personali e di parte.
A questa degradante etica politica si è aggiunto poi l’ insegnamento della nuova scuola berlusconiana: la spettacolarizzazione della politica e l’immissione di una massiccia dose di spudoratezza e di nuovi vizi, vantati come virtù, che capovolgono la scala dei valori su cui dovrebbe basarsi una società. Trovate che spianano la strada alla nuova figura del “politico canaglia”: un lestofante, capace di mentire spudoramente e di convincere la collettività (assolutamente complice, colpevolmente ignorante o totalmente disinteressata) che quella sia la verità. Questa è la peggiore Italia, questo il motivo principale della nostra decadenza, questo è quello che accade nella maggior parte dei nostri centri.
Se nessuno interviene ad immettere un potente virus che faccia saltare i meccanismi di questo sistema, vincerà ogni volta il più spudorato, il più imbroglione, il peggiore.
Lopatriello nel 2008 vince le elezioni comunali con una coalizione composta da 7 liste, disseminando un candidato quasi per ogni famiglia o gruppo consistente di “amici”. Il voto perde in questo modo il suo senso originario di libera scelta, per diventare un dovere da ottemperare nei confronti del parente o una sorta di credit card da ripresentare al momento dei saldi, per riscuotere le offerte. Per il centro sinistra invece si candida a sindaco Antonio Di Sanza, con 3 liste piene zeppe di impiegati ASL e un suo vecchio slogan che la dice lunga: “Un amico in Comune”. Frammartino si candida a sindaco con “La sinistra arcobaleno”, in una lista di rottura che non riuscirà ad ottenere nessun consigliere.
Dei 190 candidati, solo 20 entrano in Consiglio Comunale. Solitamente, nell’attuale sistema i non eletti (i gregari) diventano automaticamente dei normalissimi autorizzati richiedenti di favori, che a loro volta sono portavoce delle richieste dei loro amici. Gli eletti, invece, non vengono selezionati tutti in base al loro attivismo, alle loro capacità e al consenso che queste attraggono, ma a secondo del capoccia che li sostiene o del numero della famiglia. La stragrande maggioranza dei candidati (a destra e a sinistra, eletti e no) è in lista per vanità o per restituire un favore o per ottenere un’agevolazione. Infatti né prima, né dopo il momento topico delle elezioni li si rivedrà attivamente impegnati in politica.

Mario Vigorito è un consigliere del Comune di Policoro. Beneficia della concessione di un appartamento di proprietà del Comune nella centrale via Puglia. Quì egli svolge anche un'attività commerciale, pagando un canone di soli 54 euro al mese [ coninua ... ]
una classica una classica ovunque
sarebbe il caso di fare qualche articolo su " il sistema Lopatriello "......, tanto per citare qualcosa, su il Quotidiano della Basilicata del 1.11.11 a firma di P. Lutrelli, Nicolino Lopatriello esordisce :" rilanceremo il progetto che vede Policoro quale laboratorio sperimentale di centro..." e poi......."..il progetto riformista di centro va avanti e noi non saremo apparentati nè col PD e nè col PDL.." Lopatriello Nicolino dica quando mai il centro politico ha avuto ed attuato un riformismo... e prosegue ancora "... io non sarò più candidato, dopo 15 anni voglio impegnarmi a fare qualcos'altro per questa comunità..." Nicolino Lopatriello hai fatto abbastanza guai......ci vorranno anni ed anni per mettere qualche pezza ai danni che hai prodotto, stattene buono a casa tua, non fare più danni!...... ed infine termina l'intervista con ".... sono un tecnico a-partitico...." roba da matti.... nega quello che ha detto qualche minuto prima..... Un cittadino amareggiato!!
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