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La favola delle cicale e di Gatta Mammona
L'estate era finita, il terzo pollo, anche se non morto, era stato spennato e congelato, eppure dal regno delle cicale continuava ad innalzarsi un assordante rumore.
Un cicalare tale che a volte il baccano oltrepassava i confini della provincia e si udiva fino a Potenza, tanto da disturbare l'opulento sonno di Gatta Mammona, la regina della regione, la padrona delle cicale.
Quando il cicalare si faceva veramente forte, fino a bussare con prepotenza ai timpani, allora Mamma Gattona si alzava all'improvviso, drizzava orecchie, pelo e coda, rimaneva immobile e attenta per qualche istante, poi appurato che era il solito cicalar proveniente dal mare, si sdraiava di nuovo. Con tutti i problemi che aveva ultimamente, figuriamoci se poteva avere tempo per loro...
E poi le cicale di quel mare in fondo non destavano alcun problema, non ne avevano mai creati. Obbedienti, mai critiche con la gerarchia, mai veramente indipendenti, omertose quando ci voleva, erano completamente addomesticate. Ognuna era tenuta stretta al collare del suo Cicalòn.
Il Cicalòn solitamente era una ex cicala obbedientissima e particolarmente traffichina che per tali meriti era diventata proprietaria di un certo numero di cicale, che teneva al collare e dalle quali riceveva piena obbedienza, dal momento che quelle gli dovevano la loro sopravvivenza, il loro bel posto al sole, insieme a quello dei loro figli. Il Cicalòn a sua volta veniva fatto ingrassare da Gatta Mammona con poltrone, incarichi e svariate deleghe, faceva parte del gran consiglio dei cicalòn, era azionista titolato della grande torta, nonchè guardiano di zona.
Però le cicale di quel mare non la volevano proprio smettere di cicalare: erano irrequiete e ambiziose. Ognuna dal proprio collare, cicalava e scalpitava; scalpitava e cicalava, mentre tutti gli altri insetti arrancavano in quel paese in evidente declino.
Ora cicalavano tutte insieme contro il moscone e le altre mosche arroccate sulla carcassa del terzo pollo; ora cicalavano l'una contro l'altra; ora gareggiavano a chi cicalava più forte per distinguersi dal gruppo o per farsi notare sia da Gatta Mammona, sia dagli insetti elettori.
Erano poche e tutte in lotta fra loro. Ognuna voleva comandare sulle altre e diventare la regina del paese di quel mare.
Si sentivano tutte pronte per progredire nel cursus honorum. Sognavano Potenza o addirittura Roma dalla mattina alla sera. Erano tutte aspiranti Cicalòn.
Di tanto in tanto chiedevano udienza al proprio Cicalòn per ricevere consigli e ordini e questi gliene fornivano a iosa e con gran piacere: illuderle era il loro compito di guardiani di zona, tenerle strette al collare la loro missione di vita. Anche perchè stringere il collare delle cicale significava comandare indirettamente sul paese di quel mare. Erano cicale inservienti, avevano completamente sacrificato la loro autonomia e infatti nessuno mai da lì era partito per Potenza o per Roma.Mai nessun Cicalòn era sorto da quelle parti. Ci doveva pur essere un motivo...
Quelle povere cicale contavano poco o niente. Cicaleggiavano sempre decisioni prese altrove, ognuna sempre in difesa del proprio Cicalòn.
Questo risultava particolarmente evidente quando bisognava prendere una decisione importante. Allora il rumore si spegneva, le cicale tacevano e aspettavano il responso del gran consiglio e di gatta Mammona.
All'inizio dell'autunno era ancora presto, molto presto, per l'arrivo della stagione elettorale, ma il cicalare era forte come se fosse pieno agosto.
Così i Cicalòn, stremati dal rumore e preoccupati da quel coro fuori stagione, organizzarono un piccolo consiglio segreto... una prova di candidatura.
Si presentò Gatta Mammona in persona ad ufficiare il responso. Avrebbe rivelato il prescelto, che in gergo veniva detto "GATTO".
Quando le cicale la videro, si prostrarono in ginocchio e in coro cantarono:
"Mamma, Gatta Mammona, chi fu? Chi scelse il Gran Consiglio e la tua somma autorità come futuro re del paese di questo mare?"
Mamma Gattona, assorta in raccoglimento, tacque per un pò. Poi aprì bocca:
"La cicala pizzetto è sempre stata obbediente con la gerarchia, mai una critica, mai un pensiero personale, ha lavorato bene con la clientela e sarà ben ripagata, ma spacccherebbe il cicalaio. Il primo gatto non fu"
"E allora chi fu?" urlarono misticamente in coro.
"La cicala PreSel, devota di Santo Chirico da Eni-Fenice, vistasi alle strette, ha mostrato la stessa incostanza del suo protettore. Sta mostrando di saper stare con un piede in molte scarpe: non disturba i giochi al centro, è vero, ma cicaleggia con i movimenti civici: questo potrebbe essere bene, ma molto pericoloso per noi. Quelli fanno politica! Io non lo so se certe cose non le capisce, se ci ricatta, o se gioca a distruggerci. Troppo individualista e incostante...poi anche lei spaccherebbe il cicalaio. Il secondo gatto non fu"
"E allora chi fu?"
"La cicala Macchia Nera, detta anche La Quaglia, si sente un gigante, ma è solo una formica, parliamoci chiaro! Non è lui che decide e non ci faccia spazientire. Ha però una dote che a noi piace: è un mutante, buono per ogni evenienza e molto obbediente se ben fomentato di incarichi e poltrone. So che molti di voi si vergognano di lui, so che è un perdente ad ogni elezione, capisco che vorreste che torni da dove è venuto piuttosto che portare i suoi amici nel vostro regno, ma per il momento va tenuto, potrebbe allargare il giro... e non scalpitate laggiù se no scordatevi il posto alle ASL...guardate che vi mando a lavorare veramente!.... Ci occuperemo del caso, ci occuperemo non vi preoccupate...Il terzo gatto non fu!"
"E allora chi fu?
"Un segretario di sezione, una donna...vanno di moda eh, per carità, ma se poi vinciamo come governiamo? Il quarto gatto non fu"
"E allora chi fu?"
Il Quinto, detto anche Pierino: cicala obbedientissima e scafata, pienamente inserita nei meccanismi, sa giocare nell'ombra. E' stata partorita direttamente da una costola del gran Cicalòn Capa Pennata (santo patrono dei soprammobili e dei sanitari del mare) ed è di sua completa proprietà. Questo per noi è garanzia di immobilità e di continuità. In più è tremendamente obbediente e ha anche lui ha i sui bei sanitari, sui quali si siede comodo ogni volta che vuole e che gli sono sempre d'aiuto nel momento del bisogno. Come se non bastasse è cicala discretissima e silenziosa. Qualcuno potrebbe non conoscerla e potrebbe apparire addirittura nuova".
Detto questo Mamma Gattona si ritirò, facendosi largo fra la folla delle cicale ammutolite, che le baciavano i piedi.
[prossimo articolo: le terre di via Puglia]
ivano perche' non parli dei tuoi zii che da chiurazzi hanno avuto tanto e fanno parte di quella cerchia ristretta del senatore.Troppo comodo accanirsi sugl'altri e giudicarli,la democrazia e' bella candidati tu come paladino di questa nostra policoro apprezzo le tue idee ma devi mostrarti serio anche quando le beghe e le magagne sono presenti nelle proprie famiglie non fare il furbo.
CITTADINO LIBERO POLICORESE
E chi ti dice che non sn inclusi nella favoletta? Non hanno ruoli da protagonisti nel panorama politico e quindi nn lo sn nemmeno nella favoletta, fanno parte della folla di cicale che si apre al passaggio di Mamma Gattona...Con i miei zii ci parlo in privato comunque e loro possono testimoniarti quello che dico. Il fatto è che li amo, cm'è naturale che sia e per le persone che sono, anche se nn condivido minimamente il loro comportamento politco. Se poi vuoi che mi accanisca contro di loro, hai sbagliato di grosso. Voglio combattere un sistema, non le persone e a maggior ragione le persone che amo. Ho anche tanti amici nel pd, gente alla quale personalmente sn affettivamente legato, ma che politicamente ripudio perchè complici di questo sistema sottosviluppato e sottosviluppante.
Quando mia zia, alle scorse elezioni si è candidata con il Pd, non solo non l'ho votata, ma ho fatto campagna di astensione anche per il modo con cui venivano selezionati i candidati. Abbiamo stampato a nostre spese una lettera che abbiamo imbucato nelle caselle postali dei poricolesi e che portava la mia firma.
Questo, ti ripeto, non pregiudica l'amore e il rispetto che nutro nei confronti di mia zia e proprio perchè le voglio bene a maggior ragione la critico.
ALLE PROSSIME ELEZIONI MI CANDIDO ECCOME E POI VOGLIO VEDERE CHI VOTI TU.
Come vedi libero cittadino policorese sono un tantino più libero di te, se non altro perchè ci metto sempre e comunque la faccia e la firma.
Se la risposta nn è stata esaudiente, domanda pure ancora. Ciao
Purtroppo la situazione è questa. Questi pseudo leaders sono tutti concentrati su se stessi, egocentrici, che non fanno niente per far nascere un'alternativa a policoro.Non sanno che sono tutti bruciati e ci penserà mamma gattona a risolvere le cose.....e questo succederà per manifesta incapacità dei protagonisti.
p.s. ohhhh, sono sempre gli stessi da parecchi anni.....ma altri cittadini di policoro onesti e capaci non ce ne sono?
Come sempre entri nel cuore della questione anche sotto le spoglie del moderno FEDRO.
Bravo! Chi sa se ai policoresi piacciono le favole! A moliti saranno indigeste,ma qualcuno le APPREZZA E TI APPREZZA!!!!
altrimenti siamo veramente nella........ ossia inguaiati.
Bellissimo articolo, bravo Ivano, fa capire tante cose dentro e fuori il PD, dei vari giochi di potere che si consumano alle nostre spalle e sulle nostre vite, sul futuro dei nostri figli..... CERTO CHE PERSONAGGI AUTOREVOLI E INDIPENDENTI DA CHICCHESSIA NON NE ESISTONO......POVERI NOI......
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