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Domani sarà un nuovo giorno?


pubblicato daKarakteria in data 20 gennaio 2012

In molte sezioni del PD, se non in tutte, sono incorniciate ed esposte gigantografie di De Gasperi e Berlinguer.

Non perché manchino foto di D’Alema, di Veltroni, di Fassino o di Bersani, ma perché a questi ultimi sono mancati idee, lealtà, progetti, gesti, degni di essere incorniciati ed esposti.

La celebre frase di Alcide De Gasperi ( “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”) dovrebbe farci riflettere seriamente, con onestà e sincerità, sul ruolo della politica, sul destino dell’Italia e in particolare sulle ultime vicende policoresi e sul livello del dibattito politico.

Dal livello del dibattito politico, infatti, si capiscono le intenzioni e i progetti dei politici e da ciò deriva il nostro futuro, quello della nostra città, dei nostri figli... della prossima generazione, appunto.

In questi giorni si è permesso che Antonio Di Sanza prendesse politicamente in ostaggio la città e che con le firme degli undici consiglieri dimissionari e le dimissioni di Lopatriello in mano, trattasse il riscatto ora con la maggioranza comunale (che si è affrettata ad occupare le ultime postazioni rimaste libere dei vari partiti del Terzo Polo), ora con la minoranza del PD. La vicenda politica policorese ha coivolto tutti i partiti di centro sinistra della Basilicata. Di Sanza ha trattato non solo con il PD policorese, ma soprattutto con il PD regionale. E ha chiesto, altrochè se ha chiesto!

Ha utilizzato la sua solita "politica dei due forni” di andreottiana memoria, come un nostro intelligente commentatore anonimo ci ha ricordato. Questa strategia consiste nel mettersi in mezzo ai due forni. Lui, con un colpo basso, lo ha fatto con un coltello puntato alla gola dei suoi ostaggi: in questo caso lopatrelliani da un lato, PD dall’altro. "Un uomo di traverso" recitava il suo vecchio slogan di "Progresso Civico", ricordate?

Con il comune di Policoro che dipendeva dalla sua volontà, il nostro caro "politico navigato" (come qualcuno che di politica non capisce niente continua ancora a chiamarlo) ha iniziato a contrattare o a ricattare o a rosicchiare postazioni e potere, chi può dirlo.

Fatto sta che ha utilizzato una strategia quanto mai attuale, ma  in maniera ancora più spregiudicata della versione moderna dei vari Mastella, dei Casini e del Terzo Polo, che giocano d’azzardo col sistema bipolare, facendosi ogni volta ago della bilancia e contrattando, mettendosi ora con l’uno, ora con l’altro schieramento a seconda delle convenienze  e spesso arruolando in giro  per l’Italiia i peggiori politicanti e ogni sorta di politico trombato in cerca di riciclo, pur di far numero .

Di Sanza non ha solo usato violentemente questa banale ma efficace strategia, tipica delle scalate per il potere e non della progettualità politica, ammantandola della solita vergognosa retorica della responsabilità, ma ha fatto in modo che tutti i partiti gli lasciassero incentrare il livello del dibattito politico sulle tematiche che lui ha imposto: quello dell’assenza di una prospettiva amministrativa alternativa a Lopatriello e del rischio di elezioni instabili.

Qualcuno ha sentito qualche partito controbatterlo su questo terreno, nonostante stesse dicendo che a Policoro non esiste altro possible primo cittadino in grado di sostituire un Lopatriello, indagato per tangenti, in sella grazie ad un rimpasto pasticciato e con una maggioranza diversa da quella che è uscita dalle elezioni, un Lopatriello che è l'artefice di un’amministrazione disastrata e disastrosa da tutti i punti di vista (urbanistico, sociale, culturale, etico, democratico)?

Leone o Marrese, che hanno chiare mire di candidarsi a sindaco alle prossime elezioni, magari anche solo perché punti nell’orgoglio, hanno risposto a Di Sanza quando ha detto che non vede persone a Policoro in grado di guidare la città?

No. E lo sapete perché non hanno risposto ?

Perchè le scuole dei loro partiti predicano il silenzio della convenienza, non il coraggio dell'onestà e dell'innovazione. Perché Leone ha fatto parte di questa maggioranza, ha coperto fino all’ultimo Lopatriello prima di essere scaricato, anche la presa d'atto del contratto sulla gestione rifiuti è opera sua, per esempio. Sarebbe molto difficile, in questo momento andare alle elezioni e spiegare al suo elettorato quali sono le vere differenze fra lui e Lopatriello. Meglio sarebbe avere più tempo da giocarsi all’opposizione. In ogni caso per il momento è meglio tacere.

E Marrese e il PD non vogliono assolutamente perdere gli alleati di centro, non conta niente chi siano, cosa hanno fatto e cosa vogliono, servono i loro voti più di ogni altra cosa e serve un modo per ottenerli senza apparire troppo inciuciati. Serve vincere le elezioni e solo vincere le elezioni.

Entrambi guardano appunto alle prossime elezioni, non alla città o alle prossime generazioni.

Nel dibattito di questi giorni avete sentito da loro o da Di Sanza un benché minimo accenno su un programma per affrontare le questioni politiche importanti, mentre parlavano del futuro di Policoro? Li avete sentiti parlare di proposte atte a risolvere i problemi concreti della gestione rifiuti, del contratto di quartiere, del piano d’ambito, dellla crisi economica, dei disagi sociali, di un paese senza socializzazione e senza centro?

No, non conviene a nessuno. Stanno tutti in mezzo a situazioni poco chiare e poi queste per loro sono solo chiacchiere da escogitare durante la campagna elettorale, non questioni politiche da affrontare in maniera trasparente dinanzi alla città.

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero […]non fanno più politica […]Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. Sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. Questo disse Enrico Berlinguer 30 anni fa, quando sollevò per la prima volta la Questione Morale in Italia e poi ci stupiamo se siamo un Paese sull'orlo dellla bancarotta.

Concita De Gregorio, ex direttrice de “L’Unità”, un paio di mesi fa ha dichiarato, dimostrandolo, che “il PD ha perso di proposito le elezioni regionali nel Lazio per far vincere la Polverini e, in tal modo, rafforzare Fini che a sua volta, così rafforzato, avrebbe potuto indebolire Berlusconi. E poi il Pd non ha aderito alle campagne degli studenti perché “tanto non votano”, non ha sostenuto il “No B. Day” perché “non è una manifestazione” creata dai democratici e non ha appoggiato il referendum perché “tanto non raggiunge il quorum”, salvo poi cavalcarlo quando il quorum lo si è raggiunto”.

Così si muovono anche dalle nostre parti, sacrificano regioni e città, occasioni di sviluppo, uomini e donne per calcoli elettorali e poi vengono a raccontarci che questa è la politica.

Questa è la degenerazione della politica ed è la causa della crisi etica ed economica che ci portiamo tatuata sulla pelle.

Aspettando il pronunciamento di domani del grande politico policorese Antonio Di Sanza e sperando che almeno questa volta gli inciuci di partito abbiano portato ad una soluzione democratica (=elezioni), vi lasciamo con un’altra citazione che è anche il nostro cavallo di battaglia e un invito a tutti ad assumersi la responsabilità della propria città e a vivere la bellezza della partecipazione civile e dell’impegno politico:

"L' unica possibilità e la condizione pregiudiziale di una ricostruzione stanno proprio in questo: che una buona volta le persone coscienti e oneste si persuadano che non è conforme al vantaggio proprio restare assenti dalla vita politica e lasciare quindi libero campo alle rovinose esperienze dei disonesti e degli avventurieri”
Giuseppe Dossetti, 1945

In bocca al lupo per domani, Policoro!

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Domani auguriamo che sia un altro giorno! Antonio Di Sanza ha avuto ed ha una grande responsabilità verso il futuro della città di Policoro. "Nicolino Lopatriello" è il regalo che ha fatto alla città dopo averlo messo in lista nel 1997, dopo averlo fatto vice-sindaco nella sua amministrazione e dopo avergli regalato la città di Policoro quale sindaco facente funzione, in dispregio alla sua elezione diretta di sindaco e per aver tradito la città di Policoro con la scelta opportunista (perchè meglio pagata in soldoni) di fare il consigliere regionale di "Forza Italia". Oggi Di Sanza Antonio con un minimo di autocritica personale dovrebbe ridare dignità e democrazia a Policoro, dovrebbe ridare dignità al partito in cui milita, non appoggiando Nicolino Lopatriello......... minimo di autocritica personale???? ma stiamo scherzando....se avesse fatto un minimo di autocritica personale non eravamo a questo punto...ma su dai...il re è nudo....

Domani auguriamo che sia un altro giorno! Antonio Di Sanza ha avuto ed ha una grande responsabilità verso il futuro della città di Policoro. "Nicolino Lopatriello" è il regalo che ha fatto alla città dopo averlo messo in lista nel 1997, dopo averlo fatto vice-sindaco nella sua amministrazione e dopo avergli regalato la città di Policoro quale sindaco facente funzione, in dispregio alla sua elezione diretta di sindaco e per aver tradito la città di Policoro con la scelta opportunista (perchè meglio pagata in soldoni) di fare il consigliere regionale di "Forza Italia". Oggi Di Sanza Antonio con un minimo di autocritica personale dovrebbe ridare dignità e democrazia a Policoro, dovrebbe ridare dignità al partito in cui milita, non appoggiando Nicolino Lopatriello.........

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