Se questa è una differenziata

Secondo il Capitolato d'appalto riguardante la nostra gestione rifiuti la maggiorparte della spazzatura che le famiglie policoresi differenzieranno finirà in discarica, precisamente nella discarica della Recisa, a Pisticci. Discarica esausta da tempo che dicono di voler ampliare, anche se non è possibile. Questa è una contraddizione enorme causata però soprattutto dalla Provincia e dalla Regione che non vuole indirizzarsi verso la vera raccolta differenziata, ma mira alla raccolta multimateriale (= cassonetti colorati per le strade, ma poi discariche e inceneritori, non impianti di riciclo totale dei rifiuti ). Molte associazioni e diversi comuni hanno presentato osservazioni al Piano Provinciale, dai "politici" policoresi solo silenzio.

Noi ci siamo occupati della discarica Recisa a novembre. Senza pubblicizzarlo sul blog siamo stati ascoltati anche dal Consiglio Comunale di Pisticci in merito. Personalmente ho svolto un'inchiesta per L'Indipendente Lucano e girato un video della discarica, che ora pubblichiamo inedito. Mentre nè l'amministrazione comunale nè l'opposizione hanno sprecato una parola sulle discariche e sul Piano Provinciale dei rifiuti, noi abbiamo dovuto sostituirci a loro per parlare con comuni e Provincia. Se questi sono politici...

 

Potenza, che ha circa 63.400 abitanti, vive da mesi la stessa emergenza rifiuti che ha colpito Napoli  che arriva a circa 1milione di abitanti. Entrambe le emergenze sono causate da una cattiva gestione comunale e da pessimi piani di gestione rifiuti provinciali e regionali. Infatti le 2 emergenze rappresentano la punta visibile di un iceberg che coinvolge gli interi territori regionali. Se appare chiaro che la cattiva gestione della Campania, che ha circa 6 milioni di abitanti, è stata condizionata dall’ infiltrazione degli interessi della Camorra nelle discariche e negli inceneritori, non si riesce a spiegare, senza pensare ai lauti affari dell’esclusiva “lobby della monnezza”, come mai si stiano affacciando le stesse criticità in Basilicata, che ha solo 600mila abitanti e che, nonostante l’evidenza di un modello di gestione rifiuti fallito, persevera nella politica delle discariche e degli inceneritori, nonostante esistano altre possibilità, anche per quanto riguarda il varo dell’imminente Piano di Gestione Rifiuti della provincia di Matera.

Infatti mentre né la Regione, né le 2 province lucane si mostrano seriamente motivate a risolvere radicalmente il problema e ad introdurre una semplice e vera inversione di tendenza attraverso il riciclo totale dei rifiuti, ad un certo punto si scopre che Potenza non è più in grado di smaltire la propria immondizia e che, con un notevole aggravio di spese, la invia  in altre discariche della Basilicata, che fanno capo ad altri comuni ugualmente vicini all’emergenza. Alcune città, come Matera e Tricarico, a seguito delle proteste dei cittadini, non hanno accettato i rifiuti del capoluogo, Pisticci invece ha detto sì.  Così la discarica della Recisa, che al 30 maggio doveva essere dichiarata satura, improvvisamente si scopre di nuovo capiente, con la delibera comunale del 7 giugno. Con un’altra delibera comunale, datata 28 luglio 2011 accoglie i rifiuti potentini, legalizzando tardivamente un’ immissione di rifiuti in discarica già in atto da una decina di giorni e deliberata dalla Regione.

La Recisa è una delle tante discariche a cielo aperto esistenti in Basilicata, sorge sul martoriato territorio di Pisticci, a 3 km dal centro cittadino, a 400 metri da alcune aziende agricole, a due passi dalla discarica Iula e a tre passi dalla bomba ecologica di Tecnoparco. Diventò operativa nel 1998, con una piattaforma che doveva comprendere una vasca di stoccaggio rifiuti e  annessi impianti di selezione e biostabilizzazione: come testimoniano le foto, la vasca di stoccaggio è ampia e riempita fino all’orlo (anche di più),mentre gli impianti sono immobili da anni, ammesso che siano mai entrati in funzione. La discarica doveva essere gestita direttamente dal Comune e così è stato fino al 2009, quando venne affidata in gestione alla ditta Progetto Ambiente per 6 mesi e poi, di proroga in proroga, fino ad oggi.

Se l’attuale assessore all’ambiente, Antonio Capistrano, vanta il fatto che “mai la Recisa è stata sottoposta a sequestro dall’autorità giudiziaria, così come è avvenuto per le altre discariche della provincia di Matera e di Potenza”, questo non dovrebbe sollevare l’umore dei pisticcesi, che già un anno fa denunciarono l’asfissiante puzzo e  un sospetto sversamento di percolato a 500 metri a valle della discarica. Non hanno motivo di sentirsi rassicurati se l’ex assessore all’ambiente, oggi consigliere di maggioranza,Vito Pellazza, dichiara che fino al 2007 “i rifiuti galleggiavano sul percolato e che nessun monitoraggio in merito era stato mai effettuato”. E non dovrebbero sentirsi rassicurati dalle dichiarazioni del consigliere di minoranza, Mimmo Lazzazzera, quando asserisce che attualmente “non esistono controlli sui traffici di scarico che sono forniti dalla stessa ditta appaltatrice”, né tanto meno dai dati che fornisce il consigliere, Rosanna Florio, circa la documentazione riguardante i formulari.

Questi, per legge, devono documentare costantemente il percorso e i tempi di percorrenza che i rifiuti compiono dal momento della raccolta a quello della distribuzione in discarica. L’avv. Florio dimostra come i rifiuti potentini provenienti dalla B&B ECO Srl di Tito, pur non specificando tragitti diversi, riportino tempi di percorrenza che variano dalle 2, alle 16, alle 40 ore. Dove stanno e cosa fanno in questo lasso di tempo i rifiuti? Inoltre sempre i formulari alimentano altri sospetti: dal momento che li compila la stessa ditta appaltatrice, viene lecito domandarsi come mai l’accettazione del carico in discarica risulti sempre identico al grammo a quello di partenza. Il sospetto, non dimostrato, è quello di un semplice copia e incolla dei dati.

 

D’altra parte nemmeno noi, che in discarica ci siamo andati, possiamo rassicurare i pisticcesi, soprattutto dopo aver visto una montagna straripante di immondizia contenuta in argini precari, canalette che pur non avendo piovuto lasciano grondare acqua su un piccolo torrente che si dirige verso il fiume Cavone e un foro circolare nella rete adiacente alla vasca del percolato che non si capisce quale altra utilità possa avere, se non quella di far passare un tubo per scaricare il percolato: a valle o in cisterne questo non ci è dato saperlo.

                                    

La maggioranza comunaleha optato per un compromesso durante il consiglio comunale dell’8 novembre scorso. Si è deliberato che il Comune farà direttamente i controlli sulla Recisa; che al termine dell’arrivo delle 7.500 tonnellate di immondizia, già pattuite con Potenza, si impediranno altri carichi dal capoluogo e che inizierà ad elaborare un piano di raccolta differenziata comunale.

In realtà questo compromesso, che pure rappresenta un piccolo passo avanti per niente scontato, ha il sapore amaro di una scelta presa senza la piena coscienza della gravità del problema e delle alternative possibili, ha quasi il retrogusto di “una bufala” e porta il peso di 300.000 metri cubi di spazzatura. Tanto è la previsione dell’ampliamento volumetrico previsto per la Recisa da Regione, Provincia e Comune ad aprile di quest’anno. Un ampliamento che sembra preannunciare le intenzioni del nuovo Piano Provinciale dei Rifiuti che vuole a Pisticci e a Colobraro 2 megadiscariche; un piano che arriva dopo la legge regionale che stabilisce la possibilità di bruciare rifiuti nelle centrali a biomassa che si vorrebbero disseminare lungo il territorio materano; che va verso la raccolta multi materiale dei rifiuti, propagandisticamente spacciata come differenziata. Un piano che, non pago degli scandali di questi mesi, prevede - secondo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 5 luglio 2011 - che la futura, ampliata Recisa, ammesso che funzionerà così come previsto dalle intenzioni e dalle carte, dovrà trasportare le frazioni secche al termodistruttore della Fenice. Insomma un Piano che si appresta a riproporre nel materano quello stesso sistema potentino che ha già ampliamente fallito. A cosa servirà a quel punto a Pisticci dotarsi anche della migliore raccolta differenziata del mondo, se sarà circondata da rifiuti e se la sua differenziazione sarà poi accorpata per la maggior parte in discariche ed inceneritori?

                                 

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Commenti

Inviato da Anonimo (non verificato) il

Caro Ivano, nel biennio 2008-2009, quando ho assunto l'incarico di assessore provinciale all'ambiente ho trovato una situazione di emergenza. Ho avviato da subito un attività di monitoraggio di tutte le discariche provinciali. Il monitoraggio mi ha consegnato una situazione di emergenza ambientale e ho condiviso con la struttura l'immediata chiusura della discarica di Matera, Pisticci e Colobraro, per sversamento di Percolato, oltre al blocco di rifiuti provenienti dalla Campania, indirizzati alla discarica di Pomarico. A seguito di ciò avevo deciso di spingere nel versante della raccolta differenziata e accellerato i progetti finanziati dalla regione, predisponendo quelli di massima. Il tutto rientrava in un piu' ampio progetto che vedeva protagonista l'ATO RIFIUTI e i comuni. Tutto è stato azzerato e stiamo a parlare di Piano Provinciale dei rifiuti quando ormai in Basilicata si procede per Ordinanze del Presidente della Regione. Quella di Policoro è una situazione paradossale. Non è concepibile che alle quattro del pomeriggio ci sono buste davanti alle case e ai negozi. E' sbagliata tutta l'organizzazione, compreso il fatto che non si può gestire un servizio con quel personale. Se vi fate un giro alla zona lido è un casino, come casino è tutta la periferia della città. Franco Labriola

Inviato da Anonimo (non verificato) il

L'impianto che decrivi, PSTICCI, non è mai entrato in funzione perchè alla discarica non arriva energia elettrica e il sindcao dell'epoca non ha provveduto a risolvere il problema. UNA VERA VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!