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Riceviamo e pubblichiamo: Favola


pubblicato daKarakteria in data 09 febbraio 2012

C'era una volta un luogo chiamato Valsusa dove vivevano tanti scalmanati che si facevano chiamare NoTav. Essi rischiavano di crepare, poichè gli volevano bucare una montagna vicina inutilmente e si sarebbero contaminati con i materiali estratti dalle sue viscere (uranio, aminato e metalli pesanti), per costruire una ferrovia che già c'era e non serviva. Tutto questo spendendo un casino di denaro pubblico. Loro guarda un pò si ribellarono.

C'era una volta un posto zeppo di terroni senza lavoro e senza futuro ai quali tolsero pur quei pochi treni sudici e puzzolenti (quando non si prendevano i pidocchi e le zecche) con i quali raggiungevano gli ospedali per curarsi. Per raggiungere i figli dell'Italia del Nord, i propri figli persi in un oblio senza ritorno.

C'era una volta un posto pieno di stupidi camionisti che per giorni, rischiando la vita, scesero nelle strade per rivendicare il diritto di esistere per loro e per le loro famiglie, dal momento che il carburante era arrivato alle stelle. Uno di loro morì!

Tutti si lamentavano. Ed allora scelsero per comandare uno scenziato: si chiamò tecnico. Questo tecnico-scenziato, invece di vedere che cazzo stava succedendo nella sua nazione se ne andava ogni giorno in giro per l'Europa per farsi dire cosa doveva fare. Quando però i cittadini se ne accorsero gli girarono molto i coglioni e gli dissero "invece di andare a farti le seghe a Bruxelles con l'aereo pagato da tutti noi, fatti comprare un biglietto del pullman Milano-Crotone e vatti a rendere conto di persona".

Siccome stava per scoppiare la guerra civile lui accettò. Dopo che ebbe viaggiato tutta la notte su una sedia per 12 ore, si rese conto, col culo dolorante che il mondo non è sempre così roseo!  Lo scenziato si accorse di quanto fosse stupido viaggiare sulla sedia per 12 ore e non conveniva. Dopo aver fatto una iniezione di voltaren prese una decisione folgorante: "da oggi nssun essere umano dovrà più viaggiare per giorni su una sedia".

Prendiamo i soldi dal Piemonte che non vogliono e costruiamo una ferrovia Vera con tanti treni nuovi per unire finalmente l'Italia. Da allora, a sua insaputa, gli operai della Fiat invece di produrre una macchina ridicola chiamata Panda, si misero a costruire treni. Tanti treni nuovi e puliti dove poterono andarci a lavorare anche quei poveri camionisti che per anni avevano rischiato la vita stupidamente ammorbando l'aria.

Tanti terroni trovarono lavoro prima per costruire le ferrovie e dopo per ospitare tanti turisti che finalmente potevano arrivare in una terra meravigliosa liberata per sempre dai mafiosi, dalle scorie e da tutti i veleni che gli avevano regalato.

Da allora tutti i terroni, i camionisti, i NoTav e tutti coloro che si lamenatvano cambiarono mentalità e decisero di chiamarsi Italiani.

Così ebbe inizio la vera "Unità d'Italia".

Con affetto Gian Paolo Farina.

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