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Rischiamo di morire di tumore


pubblicato daKarakteria in data 20 febbraio 2012

Solitamente noi cerchiamo di non entrare nelle faccende personali dei policoresi, di qualunque cosa si tratti. Sappiamo che quello è un terreno delicato e intimo e che per questo merita reverenza e andrebbe lasciato vivere col massimo rispetto nel suo habitat personale e familiare o amicale.

Tuttavia ci sono alcune questioni che proprio mentre raggiungono l'apice dell'intimità diventano immediatamente politiche. E per una serie di ragioni.

Morire in 15 giorni fulminati da un tumore può essere uno di quei casi. Ci riferiamo alla morte di Gigi Liguori, persona molto conosciuta e stimata a Policoro, di cui hanno parlato un pò tutti gli organi di informazione, compiangendone la scomparsa. Per una volta vogliamo entrare anche noi in quel terreno delicatissimo e difficile, togliendoci scarpe e cappello prima di invaderlo per rispetto al luogo sacro, ma lo facciamo a modo nostro e non lasciamo all'ingresso la veste della ragione, che altrimenti ci lascierebbe nudi e che anche questa volta ci spinge ad andare contro corrente. Vogliamo parlare anche noi di Gigi, che non conoscevamo personalmente, ma che almeno io vedevo quasi ogni mattina al bar vicino casa sua e al mio posto di lavoro ed era facilmente diventata, col tempo, una di quelle figure che si insinuano nella quotidianità e di cui, da quando non c'è più, ti accorgi dell'assenza.

Perchè diventa immediatamente politica questa morte?

Per almeno due motivi.

Il primo è che si tratta di una morte per tumore e come tutte le morti per tumori in Basilicata assume immediatamente un senso politico. In assenza di una vera indagine epidemiologica che noi, insieme alle associazioni ambientaliste e ad altri movimenti, chiediamo da anni senza ottenere alcuna risposta dalla Regione, i dati nazionali sulle inidenze tumorali rivelano che, mentre in Italia dal 1970 al 2010 i casi di tumori sono diminuiti in maniera consistente, in Basilicata si è registrato un altrettanto consistente aumento dei decessi per cancro.

Questo è molto strano per una regione scarsamente industrializzata e circondata da boschi, fonti d'acqua, campagne e natura pressochè selvaggia.

E' incredibile fino a che non si studia in maniera approfondita il territorio. Allora si scopre magari che in Basilicata ci sono inceneritori che bruciano nell'aria veleni di cui l'agenzia regionale deputata al monitoraggio ambientale occulta i dati, fino a quando non lo scopre la magistratura (ma la Fenice è a Melfi, è lontana); poi si scopre che il centro oli di Viggiano brucia 24 ore al giorno stream-gas, idrogeno solforato (ma anche la Val d'Agri è lontana); e poi magari veniamo a conoscenza che la diossina che si sprigiona dalla raffineria di Taranto arriva fino a Lecce sommergendoci in pieno durante il suo viaggio, nei giorni più ventilati... e quì la cosa s'avvicina, come le trivellazioni in Val d'Agri che hanno inquinato la falda acquifera prima, la diga del Pertusillo poi, inquinando acqua potabile e acqua che usiamo per irrigare i nostri campi. Defilippo e l'Arpab smentirono anche questo: ci vollero singoli, privati cittadini che fecero analizzare l'acqua fuori regione prima di appurare il reale inquinamento della diga, che ancora oggi l'informazione istituzionale si guarda bene dal documentare. E studiando magari si scopre che Golletta Verde, proprio quest'estate, analizzando il nostro mare, lo ha ritenuto pericolosamente inquinato. Anche questo smentito da Regione, Arpab e sindaci del Metapontino. E che dire del centro Itrec della Trisaia dove riposano scorie radioattive, che con tutta probabilità andranno ad aumentare notevolmente nei prossimi anni, grazie soprattutto a Latronico e a De Filippo, che si stanno facendo fautori di un grande investimento per aumentare le proporzioni del sito di stoccaggio? E  che dire del tubo a mare che ha così ben documentato Ulderico Pesce ( vi preghiamo di vedere in video alla fine dell'articolo)? E del traffico dei rifiuti, che dire?

E' documentato dalla magistratura che nelle discariche lucane durante la notte arrivassero decine e decine di camion dalla Campania della Camorra in maniera illegale, come ancora è accertato sempre dalla magistratura che laTotal nascondeva rifiuti tossici nei campi coltivati di Corleto Perticara, mentre non hanno trovato riscontro le dichiarazioni di vari pentiti di mafia che parlavano di scorie nucleari seppellite sul territorio di Pisticci. Di sicuro però è una scelta industriale regionale la Tecnoparco, che importa e lavora rifiuti tossici da tutt' Europa. E se Pisticci per qualcuno può essere già lontana, ben più vicina è Pane e Vino, dove si sono scoperti traffici illeciti di rifiuti, mentre del deposito di amianto buttato nell'ex zuccherificio di Policoro, nessuno tranne noi, ne parla.

Ogni tumore in Basilicata, purtroppo, è un caso politico oltre che personale. Un caso politico che come al solito vede latitare la nostra classe politica, comunque sempre attenta a presenziare a battesimi e funerali.

Su questo ulteriore punto, infatti, si insinua l'altro motivo della politicità del tragico evento. Motivo che mi si è conficcato prepotentemente nel cuore in seguito al consiglio di una persona - non certo una cattiva persona - che in un certo senso mi rimprorerava di non aver partecipato ai funerali: "Se vuoi fare politica, queste cose le devi fare ... c'erano tutti!". Intendeva dire tutti i politici policoresi.

Il consiglio mi ha fatto riflettere sulla cultura e le tradizioni delle nostre parti, sul cinismo, sull'opportunismo della nostra classe politica e sul suo ruolo. Mi ha fatto riflettere il manifesto di condoglianze del "Consigliere regionale Paolo Castelluccio".

Sia chiaro: non conosco i rapporti che intercorrevano fra Gigi e Paolo Castelluccio, nè fra Gigi e tutti gli altri politici che hanno partecipato al funerale, nè tanto meno sto giudicando la sacrosanta e bella usanza della cittadina di partecipare in massa al dolore dei familiari e di stringerli in un abbraccio collettivo durante il momento estremo.

Sto invece riflettendo sul cattivo gusto, che è figlio di una cattiva etica politica, di Paolo Castelluccio di partecipare al dolore con un manifesto che sottolinea più il "CONSIGLIERE REGIONALE PAOLO CASTELLUCCIO" che il nome del suo caro amico defunto. Mi sto chiedendo quanto sia diffuso e attuato il pensiero di quel signore che mi ha consigliato di partecipare ai funerali, se voglio fare politica e mi sto chiedendo: "Cosa hanno fatto, cosa hanno detto, cosa fanno e cosa dicono questi politici per impedire o almeno fermare l'aumento degli indici tumorali dalle nostre parti?". Mi sto chiedendo: "Siccome hanno ruolo importante, anzi fondamentale e li votiamo per migliorare la nostra vita non per aumentare i rischi di morte, quanta responsabilità hanno questi signori nei confronti dei morti per tumori e quanto ci costa il loro silenzio e il loro assenteismo?"

Concludo scusandomi con le famiglie Liguori e Mitidieri per aver invaso così rumorosamente il suolo sacro del loro dolore, spero vogliano perdonarmi e consolarsi con il fatto che comunque il funerale era affollato di tanta altra gente, accorsa lì per testimoniare l'affetto sincero per Gigi e il desiderio di starvi vicino: Policoro diventa comunque bellissima e vera in queste occasioni. In queste occasioni si scopre veramente e finalmente "paese".

E concludo anche scusandomi con tutti gli altri morti di tumore di Policoro, del Metapontino e della Basilicata che non abbiamo mai citato sul sito, ma la nostra associazione fa politica e il ruolo del politico è quello di fare il possibile per eliminare le cause di morte e aumentare le possibilità di vita, non quello di fare sempre e solo retorica e campagna elettorale.

 

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Ciao. chi ha scritto questo articolo?

Ciao. Ivano Farina

E' veramente incredibile questa terra di Basilicata, i cosìdetti politici si affollano sempre ai vari lutti cittadini con ostentata faccia tosta e non si preoccupano pur minimamente di fare qualcosa per eliminare bubboni cancerogeni come il deposito di eternit presso l'ex zuccherificio di Policoro o la condotta acque reflue radioattive dell'ITREC trisaia di Rotondella che scarica nel nostro mare Jonio milioni di metri cubi di acqua contaminata....tanto per citare solo due esempi nel territorio di Policoro. Cosa dire poi di Nicolino Lopatriello che di fronte all'estrazione di gas nella masseria pozzo Morano in località Filici pensò di strumentalizzare la protesta del comitato Bosco Soprano e di Karakteria facendo un'ordinanza di sospensione dei lavori, salvo poi non costituirsi quando la Ditta fece ricorso al TAR verso la sua ordinanza....Questi individui pensano sempre di poter fare qualsiasi cosa alle spalle della gente, contro la loro stessa comunità, loro,con le loro famiglie pensano di vivere sulla luna, ma non si rendono conto di avere il nostro stesso destino. Un'ultimo rilievo per la condotta acque reflue dell'ITREC Trisaia di Rotondella. La condotta è prossima in tutta la sua lunghezza alla Riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro, un'area vasta tutelata per legge perchè area protetta, ma nè il comune di Policoro, nè il comune di Rotondella, nè l'Amministrazione provinciale di Matera gestore della Riserva fanno qualcosa per sollevare il problema e tutelare la popolazione da possibili contaminazioni. Biagio Padula

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