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Democrazia partecipata e bilancio partecipativo


pubblicato daKarakteria in data 16 aprile 2012

Dal nostro programma

Tutti parlano di partecipazione democratica, salvo fare tutto il possibile per far sapere ai cittadini il meno possibile di quanto avviene nei palazzi del potere .

Noi parliamo di Democrazia Partecipata e di Bilancio Partecipativo. La Democrazia Partecipata si pone in genere come via per allargare la partecipazione democratica del corpo elettorale (rendendolo meno passivo), ma al contempo garantendo i benefici della democrazia rappresentativa.

Si potrebbe non incorrettamente parlare di una forma intermedia tra gli eccessi della democrazia diretta (sullo stile dell'ideale ateniese, ideale che comunque si rammenti essere solo un ideale) e quelli della democrazia rappresentativa.

Il nostro è un progetto innanzitutto culturale, che ha l’obiettivo di sperimentare e far sperimentare nuove pratiche di democrazia e di cittadinanza attiva e di far maturare una nuova coscienza civica tra i policoresi.

E’ un progetto di trasparenza, perché più occhi sono puntati sulla casa comunale più è stretta la sorveglianza sull’operato degli amministratori e perché il cittadino diventa partecipe nel processo decisionale, così che si ha la possibilità che non ci siano abusi di potere in quanto per l'appunto diffuso e vigilato da più parti. E’ un progetto amministrativo di enorme valore per lo sviluppo del territorio: i programmi e le priorità non devono stabilirli una classe politica, spesso lontana dalle reali esigenze della popolazione e altrettanto spesso troppo vicina agli interessi degli speculatori; nessuno meglio del cittadino sa di cosa ha bisogno la città ed è bene che chi si dice suo rappresentante lo ascolti continuamente durante il suo esercizio amministrativo e da lui si faccia indicare le priorità.

Il percorso di attuazione di un sistema di governo a democrazia partecipata è molto più semplice di quanto vorrebbero farci credere i fautori dell’immobilismo.

Si articola in tre momenti fondamentali:

1 – Il cittadino va informato sulle problematiche e sulle possibilità della città, va istruito sulle questioni urbanistiche, sociali, culturali, ecc. attraverso una serie di incontri pubblici, conferenze, ecc. organizzate dall’amministrazione e intesi come incontri con la cittadinanza, come dialogo nel quale l’amministratore dopo aver spiegato le problematiche e le possibili soluzioni, si apre all’ascolto delle problematiche dei cittadini e delle altre proposte che giungono dall’incontro.

2 – Il cittadino non abituato a partecipare alle decisioni sulla città - e in una comunità non educata alla partecipazione si suppone siano la maggioranza – va raggiunto nelle case, attraverso internet o cartaceo, e gli va chiesto in maniera anonima di esprimersi entro una gamma di problematiche o di riferire le proprie problematiche o proposte o desideri riguardo a Policoro. L’amministratore è obbligato a tenere conto delle richieste dei cittadini se non altro per un ritorno in termini elettorali.

3 – Il cittadino è chiamato al voto durante la fase dell’approvazione del Bilancio: si tratta del Bilancio Partecipativo, meccanismo amministrativo già sperimentato con successo altrove, attraverso il quale gli amministratori, dopo aver fatto i conti e aver distinto le spese necessarie all’ordinaria manutenzione e alle spese ritenute improrogabili, chiede ai cittadini di esprimersi sulle priorità e accetta il responso della città sulla destinazione del bilancio: abbellire i giardini, piuttosto che intensificare le infrastrutture, o investire sugli eventi, la cultura o sul sociale…

 

La democrazia partecipata è un processo di crescita culturale, sociale e politica di una città che rappresenta un punto di non ritorno nell’abitudine a partecipare di una comunità. E’ un processo graduale (le esperienze della maggior parte dei comuni italiani che praticano la partecipazione democratica ci dicono che inizialmente il riscontro da parte dei cittadini, non abituati alla partecipazione, spesso è scarso, ma cresce gradualmente e grandemente nel corso dei primi 2 anni, per rendere possibile l’attuazione del Bilancio Partecipato dal terzo anno di amministrazione. E’ una cosa seria che richiede il consiglio di specialisti e per questo noi ci assoceremo con l’associazione dei Comuni Virtuosi e con la Rete del Nuovo Municipio.

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E' UN P0' LUNGO DA MERITA DI ESSERE LETTO. CHIARA ANALISI DELLA NOSTRA POLITICA E' arrivata talmente a un punto forte e profondo questa compenetrazione tra centro-destra e centro-sinistra che non è più soltanto politica, non è più soltanto di affari, è antropologica e culturale. I berlusconiani di centro-destra assomigliano sempre più ai berlusconiani di centro-sinistra, questo è il frutto del berlusconismo. Ci siamo tenuti Berlusconi per tanti anni proprio per questo, perché quelli di sinistra, di centro-sinistra avevano fatto spesso cose simili, se non uguali, a quelli della maggioranza e non potevano scagliare la prima pietra perché avevano molte colpe." Ferruccio Sansa Il Passaparola di Ferruccio Sansa, giornalista e scrittore Cortocircuito totale(espandi | comprimi) Un saluto per prima cosa agli amici del blog di Beppe Grillo, tanti li ho visti, li ho conosciuti quando ci siamo incontrati a Cesena e adesso mi colpisce il fatto in qualche modo di ritrovarli anche se attraverso il computer. Io sono Ferruccio Sansa, un inviato del giornale Il fatto quotidiano. Con il mio collega Claudio Gatti ho scritto “Il sottobosco”. Un libro che ci porterà soprattutto delle grandissime rogne, però noi ci tenevamo moltissimo a farlo perché credo che affronti una delle questioni essenziali, uno dei mali essenziali dell’Italia di questi anni, cioè il rapporto malato tra la politica e l’economia, tra la politica e l’impresa, tra la politica e la finanza. Sono anni che parliamo della Casta. La Casta è la classe dirigente che sta ai livelli più alti, responsabile delle grandi decisioni politiche prese a Palazzo Chigi, a Montecitorio, ma le decisioni che cambiano veramente la nostra vita vengono prese altrove. L’appalto che va a un imprenditore amico degli amici invece che a voi che avete un’impresa sana, il posto all’università che va a una persona raccomandata piuttosto che a voi che avreste i titoli, il posto in ospedale che va all’amico del direttore sanitario che ha le maniche nel partito. Tutte queste cose non dipendono tanto dalla Casta, dipendono dal sottobosco. Il sottobosco è appunto quello che si nutre dell’ombra dei grandi alberi. Il sottobosco è il luogo dove la politica si incontra con gli affari. Il punto centrale del nostro discorso è questo. Prendete il Pd, prendete il Pdl, l’Udc. Sotto i riflettori nei programmi televisivi da Bruno Vespa si scambieranno anche degli attacchi diciamo così formali, ma poi quando si scende sotto la superficie dell’acqua, quando ci si allontana dai riflettori in realtà spesso fanno affari insieme. Noi non ci siamo avventurati in questioni astratte. Abbiamo preso casi concreti basati spesso su intercettazioni telefoniche, su un lavoro lunghissimo, abbiamo fatto visure camerali, raccolto testimonianze. Abbiamo parlato della Livorno – Civitavecchia, una delle autostrade più criticate in Italia. La Livorno – Civitavecchia è un’opera da manuale, perché voluta insieme dal centro-destra e dal centro-sinistra. Nel centro-destra ci sono i soliti Matteoli, i soliti Verdini che voi conoscete bene che sono a favore di quest’opera, e diciamo che il loro curriculum forse indurrebbe a qualche cautela, i soliti Lunardi che sono favorevoli a questa opera, e dall’altra parte ci sono i soliti esponenti del centro-sinistra, soprattutto della corrente dalemiana, per esempio Conti. Conti è un ex assessore della Regione Toscana che due settimane dopo che ha smesso di fare l’assessore alle infrastrutture è entrato, nominato dal Monte dei Paschi di Siena (la banca rossa), nel consiglio di amministrazione di un fondo pubblico, credo ci siano anche dei soci privati, comunque un fondo che doveva realizzare le stesse infrastrutture di cui lui si era occupato come assessore. Questo è cortocircuito, questo passare frequentissimo nel sottobosco dal pubblico all’impresa. Ed ecco che questo gruppo di persone comincia a cercare di realizzare il suo grande amore, l’infrastruttura, che sono i nuovi aeroporti di Firenze, l’aeroporto di Siena, per il quale c’è una grossa inchiesta in cui sono stati indagati anche i vertici del Monte dei Paschi di Siena, e soprattutto la Livorno – Civitavecchia, autostrada cosiddetta ambientalizzata. Ambientalizzata un accidente perché poi è un’autostrada che corre nelle zone della Maremma, le più belle d’Italia. Autostrada che vede come Presidente della società Antonio Bargone. Chi è Antonio Bargone? Un dalemiano di ferro, sottosegretario nel governo D’Alema alle infrastrutture e alle opere pubbliche. Smessa la carriera politica, in cui si occupava di infrastrutture, diventa il Presidente della società che deve realizzare le infrastrutture, cioè l’autostrada Livorno – Civitavecchia. Un cortocircuito totale. Il governo Berlusconi lo sceglie come commissario per sorvegliare che l’opera sia realizzata al meglio e qui siamo al cortocircuito triplo, perché Bargone è nominato dal governo per sorvegliare su come la società di cui Bargone è Presidente realizzerà l’opera. Questi passaggi continui dalla politica all’impresa e queste alleanze dimostrano come il Pd e il Pdl siano spesso la stessa cosa, ma non solo Pd e Pdl, vediamo anche l’Udc spesso, per esempio nella grandissima autostrada Mestre – Civitavecchia. Mestre – Civitavecchia, opera voluta da Napolitano, voluta da Bersani che, era il Presidente dell’associazione che la promuoveva, dovrebbe essere realizzata da chi? Da Vito Bonsignore parlamentare europeo dell’Udc e poi del Pdl. Chi scaglierà la pietra per primo?(espandi | comprimi) Questa è l’alleanza vera in Italia, non vi fidate di quello che c’è scritto nelle liste elettorali perché poi gli affari li fanno tutti insieme. Parliamo, per esempio, di bingo. Il bingo varato dai governi di centro-sinistra degli anni 96 – 2000. La grande furbata, quella del gioco d’azzardo legale, fregandosene delle conseguenze sociali che può avere, parte e diventa una delle grandi forme per cercare di rimettere in sesto le casse dei partiti. Ci si imbarcano immediatamente i soliti, i Ds allora e cioè il Pd, e la Lega. Volevano puntare sulle scommesse dei poveracci che avrebbero giocato tutti i loro risparmi nel bingo per cercare di riempire le casse dei partiti, è andata diversamente perché sono quasi tutti finite ingloriosamente queste imprese. Però sono indicative. Il Presidente della società vicina ai Ds del bingo era Vincenzo Scotti, poi sottosegretario del governo Berlusconi, un democristianone di centro-destra che presiede una società in cui ci sono tante persone vicine a D’Alema. Dall’altra parte c’è la Lega che fa un’altra società per il bingo, vi rendete conto! A questo punto siccome tutti sono coinvolti in questo tipo di affari come troveremo quello che scaglia per primo la pietra? È impossibile, perché se la maggioranza fa le stesse cose che fa l’opposizione, questa cosa può dire? Niente! E allora rimarremo sempre allo stesso punto senza nessuna possibilità di cambiamento. Grandi opere, bingo, i porticcioli. I porticcioli che sono raddoppiati. In alcune regioni come il Molise sono aumentati del 600 per cento in 15 anni, come mai? È la legge che li ha voluti, questa abnorme proliferazione dei porticcioli che hanno distrutto le nostre coste è del dalemiano Burlando, poi hanno cominciato a realizzarli per esempio Caltagirone e Bellavista a Imperia, voluti e sponsorizzati in tutti i modi da Scajola. Ci sono società pubbliche come “Italia Navigando” che si sono interessate alla realizzazione di queste opere e sono presiedute da altri dalemiani. Vi racconto ancora questo caso e poi arrivo alla conclusione. Pensate al caso delle escort di Tarantini malamente definito di destra, perché non è così. Perché questo caso ha colpito insieme anche il centro-sinistra, perché Tarantini procurava le escort, chiamiamole escort, a Berlusconi e in cambio chiedeva a Berlusconi se poteva interessarsi per degli affari di imprenditori amici di Tarantini di provenienza di centro-sinistra, persone che erano tra i finanziatori della fondazione di D’Alema. È questo il grande “apparente” paradosso, perché scrivendo “Il sottobosco” ci siamo resi conti che non è un paradosso, alla fine è la norma che il centro-destra faccia affari con il centro-sinistra. E quindi non possiamo assolutamente sperare che questi cambino, si rinnovino, preparino delle regole per poter preparare un’alternanza. Non sarà così perché sono la stessa cosa. Concludo dicendo questo: è arrivata talmente a un punto forte e profondo questa compenetrazione tra centro-destra e centro-sinistra che non è più soltanto politica, non è più soltanto di affari ,è antropologica e culturale. I berlusconiani di centro-destra assomigliano sempre più ai berlusconiani di centro-sinistra, questo è il frutto del berlusconismo. Ci siamo tenuti Berlusconi per tanti anni proprio per questo, perché quelli di sinistra, di centro-sinistra avevano fatto spesso cose simili, se non uguali, a quelli della maggioranza e non potevano scagliare la prima pietra perché avevano molte colpe. In un momento di crisi come questa le grandi questioni della legalità, della trasparenza, vengono messe in secondo piano, anzi vi diranno probabilmente “Guardate che l’importante è cercare di non finire come la Grecia”, ma l’unico modo per non finire come la Grecia è rispettare la legalità che vuole dire efficienza negli appalti, vuole dire anche e soprattutto cambiare di chi governa, cambiare le persone che fanno politica, che dicono di fare politica, ma bisogna soprattutto che noi siamo consapevoli dell’importanza del nostro ruolo di cittadini. ECCO PARTIAMO DALL'ULTIMA ANALISI : bisogna soprattutto che noi siamo consapevoli dell’importanza del nostro ruolo di cittadini...........Credo veramente nel ruolo del cittadino. Forza Ivano ....spero e credo che potresti essere un buon amministratore della cosa pubblica

sai bene che le elezioni si svolgono proprio per questo.ognuno di noi sceglie o almeno dovrebbe,colei o colui che possano rappresentarlo nelle istituzioni, ai vari livelli ,i propri progetti e le proprie idee di sviluppo di una comunità.bene la trasparenza che chiunque non ha nulla da nascondere mette in atto, ma la politica deve assumersi comunque le responabilità delle scelte non credi?certo è che la politica deve far si che tutti i cittadini siano a conoscenza delle scelte che le amministrazioni fanno per i loro interessi.buon lavoro e complimenti.

La forza dei politici italani e policoresi sta nella certezza della memoria corta degli elettori,nella sicurezza che basta poco perchè "niente cambi".Sanno che un candidato che urla, che arringa con rabbia può catturare voti,uno che con l'appoggio dei "potentati" può promettere a destra e manca (mi) è più comodo,uno che si è candeggiato è una rivelazione ecc...non hanno fatto i conti con tanti, molti cittadini che in questi ultimi anni hanno fatto cure massicce di fosforo e vogliono veramente "VOLTARE PAGINA" e stavolta ce la faranno!

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