Sei quiBrindisi: strage di mafia o strage di Stato?
Brindisi: strage di mafia o strage di Stato?
Immediatamente dopo l'ignobile, spietata esplosione di Brindisi, i mass media hanno concordato unanimemente nell'attribuire la matrice stragista alla Sacra Corona Unita. Effettivamente il nome della scuola e la ricorrenza della morte di Giovanni Falcone hanno fatto immediatamente pensare ad un nuovo attacco da parte della mafia.
Tuttavia la storia d'Italia e in particolar modo la sua esperienza stragista ci insegnano che in questi casi le cose sono molto più complicate di quanto appaiano e che quando si tratta terrorismo ogni semplificazione, ogni facile soluzione, servono solo a deviare l'attenzione dai veri e occulti responsabili. Questo serve a fare il loro gioco, perchè scopo di ogni terrorismo stragista è quello di seminare paura e confusione, per frenare la libera espressione della società e per costringerla a legarla ai suoi protettori o a chi si vorrebbe proporre come protettore.
Per questo proponiamo ai nostri lettori la veloce, ma approfondita analisi di Enzo Di Frenna, pubblicata da poco sul sito de "Il fatto Quotidiano", consapevoli del fatto che anche in questo caso si tratta solo di supposizioni, ma almeno si tratta di supposizioni logiche e non pericolosamente semplicistiche, come quelle offerte dalla maggiorparte della stampa nazionale.
Ci sono alcune cose strane che individuo con gli occhi di ex cronista di giudiziaria. Primo: la Sacra Corona Unita non ha interesse che la Puglia sia messa a ferro e fuoco dalle forze dell’ordine, disturbando i traffici di droga, di armi e gli altri interessi criminali del suo business. Quindi non credo sia il mandante. Secondo: l’attentato aveva l’obiettivo di fare notizia nel modo peggiore possibile, facedo una strage di ragazzi nel modo più barbaro. Anche questo, secondo me, non appartiene allo stile della Sacra Corona Unita. La criminalità pugliese ha sempre scelto un basso profilo. Non si hanno notizie di attentati clamorosi – di tale portata – provenienti da tale organizzazione.
Quindi il mandante va ricercato altrove. Si potrebbe ipotizzare che una tale strage sia nello stile della Mafia. La scuola porta il nome di Falcone, quindi si voleva inviare un messaggio ai vertici dello Stato. Ma anche in questo caso, c’è un’anomalia. Cosa Nostra non ha mai coinvolto i ragazzi in stragi di ampio respiro. L’attentato a Falcone e Borsellino fu eclatante, ma colpì magistrati e poliziotti. Sarebbe quindi una strana novità l’uccisione indiscriminata di ragazzi sedicenni.
Chi ha colpito sapeva che sarebbero potuti morire decine di studenti. Faceva parte del piano. Ma la Mafia ha obiettivi altrettanto clamorosi per lanciare i suoi messaggi e la sua sfida. Poteva far saltare in aria un tribunale, oppure uccidere un poltico di rilievo nazionale. Avrebbe ottenuto lo stesso risultato di sdegno e altrettanta visibilità. Invece hanno scelto una scuola. I ragazzi. Il cambiamento.
Oggi il cambiamento in Italia si sta manifestando attraverso i giovani a la Rete. La politica dal basso – che scuote i palazzi del potere – usa Internet. Se tale cambiamento si dovesse propagare sul piano nazionale, l’intreccio politica-mafia sarebbe in pericolo. Quindi i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali. Chi ha piazzato le bombe davanti a una scuola lo ha fatto tenendo all’oscuro la Sacra Corona Unita. È gente spietata che si è infiltrata nel terriorio pugliese. La scelta di usare bombole del gas rende poi difficile rintracciare la provenienza di un eventuale esplosivo. Quindi anonimato assoluto. Tracce zero.
Ho l’impressione che i mandanti siano i membri di quella Cupola Nera – composta da massoneria, politica corrotta, pezzi deviati dei servizi segreti e finanza speculativa – che da decenni tiene in scacco l’Italia. Il cambiamento sta scuotendo le fondamenta del loro potere. Si sentono minacciati. E quindi loro minacciano. Nel modo più feroce possibile.
Bravo Antonio.visto l'odio di Ivano vedrai che sara' colpa del pd di policoro
Sicuramene bisogna conoscere maggiori dettagli per avanzare delle ipotesi,ma le supposizioni pubblicate da "Il fatto quotidiano" non sono certamente più fantasiose e prive di fondamenti di tanti commenti letti o ascoltati sui mass-media nazionali.Meritano,comunque, una riflessione perchè meno ovvie di tante.
Conclusioni semplicistiche, prive di rigore logico, preconcette, che sviano dall'individuazione dei veri responsabili. La fretta di additare l'autore di un delitto, poi, di solito, porta a commettere errori grossolani. Nulla e' da escludere . Cerchiamo pero' di conoscere piu' fatti. Francesco Antonio Rizzo
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