Sei quiAnalisi: la Confusione (1)

Analisi: la Confusione (1)


pubblicato daKarakteria in data 31 maggio 2012

La crisi economica mondiale imperversa sempre più forte e sempre più carica di diseguaglianze, incertezze, paure e rabbia; la nostra società è instabile e profondamente corrotta ad ogni livello (persino nello sport e nella chiesa); i partiti politici italiani sono scossi da un terremoto che non aveva mai creato tanto disordine dal dopoguerra ad oggi; nel panorama politico  si affacciano da un lato nuovi soggetti, portatori di un cambiamento pacifico e radicale del sistema, dall'altro emergono, dalle zone d'ombra, il terrorismo rosso che mira ai capitani della finanza e il terrorismo nero o massonico o deviato, magari questa volta dalla criminalità organizzata più che dai gruppi neofascisti,  che comunque mira a creare ancora più disordine per poi poter costruire il loro nuovo-vecchio ordine.

Intanto ad aggravare la situazione: il Continente che, nel suo lento, millenario movimento  si avvicina all'Africa e fa tremare di paura e di dolore un' Italia abusata in superficie dal cemento, svuotata nel sottosuolo dalle trivelle e sfruttata senza pietà fino all'osso da una classe politica e imprenditoriale corrotta e insensibile.

La stessa classe politica e imprenditoriale che in questo momento di confusione vede il terreno franarle sotto i piedi e si trova costretta a correre ai ripari per non sparire, mentre ovunque cresce il numero delle persone che vogliono cambiare politica, modello economico, stile di vita.

Questa esigenza di reazione alla crisi, di cambiamento etico, politico ed economico è fortemente avvertita da un numero crescente di persone. Un numero che è ancora minoranza, certo, ma crescente appunto e soprattutto pervaso da un bisogno sinceramente sentito. Sincerità e sentimento che fanno di questo esercito minoritario una forza motivata e consistente, ben più potente delle forze fiaccate e senili della vecchia politica. Una forza che riesce a penetrare anche nel loro elettorato tradizionale e lo mette in crisi con proposte e idee nuove e risolutive.

Lo fa ovunque: a Roma e a Milano, come a Viggianello e a Policoro. Fra questi alcuni cavalcano la protesta è vero, ma sono di più quelli che innocentemente cavalcano il vento della storia verso una nuova epoca ...e lo cavalcano convintamente.

In un contesto nazionale e internazionale di crisi e di estrema confusione, di fronte ad un periodo storico che presagisce un momento di svolta epocale (in positivo o in negativo), ai detentori tradizionali del potere non rimangono che due strade per rimanere al loro posto:

1 - la strada Reazionaria che vede due diramazioni: la prima, pazzoide e spietata, imbocca la via violenta e della strategia della tensione, la seconda, ottusa e destinata alla sconfitta, prevede un sostanziale immobilismo e appiattimento su vecchi metodi e vecchie logiche;

2 - la strada della trasformismo, quella del fare in modo che tutto cambi, affinchè tutto rimanga così com è.

Mentre per chi vuole realmente realmente cambiare esiste una sola strada: quella della rigenerazione a partire dalle idee, dalle proposte e dai metodi.

Vi preghiamo di seguire questa analisi e di contribuire con i vostri commenti, perchè dal quadro generale arriverà sempre più al particolare per trattare di Policoro e del futuro della nostra associazione.

[Continua ... ]

La via del trasformismo

La via reazionaria violenta:

La via reazionaria dell'immobilismo:

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Perdonate....quel bubbbone di prima l'ho scritto io e ho dimenticato di firmarlo. Francesco Giannatiempo; unlucano.wordpress.com...oggi sto incasinato. un saluto

Concordo pienamente sull'excursus lucido, razionale e privo di predazioni allucinanti - come se ne leggono a iosa, a partire dalle veline di regime fino ai blog dalla tastiera facile. Concordo a maggior ragione su "innocentemente cavalcano il vento della storia verso una nuova epoca ...e lo cavalcano convintamente." Credo nel mio intimo che le istanze di cambiamento in questo particolare momento disorientante e destabilizzante (volutamente o meno), siano la base peculiare per fermarsi un attimo, riflettere e agire di conseguenza. Chiaramente evitando appiattimento ai canoni reazionari (come giustamente ricordate) o dando l'aire per violenze sanguinose e auto-distruttive. Visto che questa è la pagina principe che proponete per "rigenerare" istanze e prerogative UMANE, se permettete inizierei a dire la mia, anche se poi arrivando a trattare nello specifico di Policoro e di Karakteria per ignoranza non potrei più farlo. Parlo di metodo. In maniera generale il caos viene regolato da leggi all'apparenza tecnicamente complesse, ma che poi invece si basano su regole logico-matematiche semplici. Volendo accennare all'attuale stato geo-antropico, potremmo dire che l'Entropia sociale - in quanto irreversibile - sta toccando il proprio culmine di temperatura. Solo che nessun Diavoletto di Maxwell potrà mai ribasare l'equilibrio del sistema, proprio perchè, sebbene microscopico, dovremmo essere coscienti che quel diavoletto è ognuno di noi. Dunque, per trovare una formula di equilibrio, presupponendo che l'universo-uomo sia destinato al caos irreversibile tanto quanto l'universo-fisico, ogni microscopica particella sociale dovrebbe intervenie nel sistema per poterlo ri-equilibrare, bilanciandolo secondo un sistema diverso. Seguendo un altro parallelo, potrei citare Nicholas Georgescu-Roegen (il fondatore delle teorie della bioeconomia) "l'entropia del sistema-Terra: tanta più energia si trasforma in uno stato indisponibile, tanta più sarà sottratta alle generazioni future e tanto più disordine proporzionale sarà riversato sull'ambiente." (qualisiasi fonte, anche wikipedia va bene)che si spiega da sola; tralascio quelle sull'entropia dell'informazione di Shannon (teoria matematica della comunicazione). In sintesi,sperando di non aver annoiato più del dovuto, personalmente credo che ogni idea sia fondante di un metodo, proprio perchè si è teso inutilmente a convogliare le idee in metodi-sistemi chiusi e privi di energia positiva: i risultati sono come quelli che avete ben delineato sopra. E ogni metodo non sarà più tale - quindi nè reazionario, nè rivoluzionario, ma libero di agire - giustappunto perchè deriva da ogni singolo, ovvero ognuno di noi, ovvero persone disonestamente irregimentate in sistemi chiusi. Aprirsi al caos non vuol dire perdersi, se non perdere l'abitutine a pernsare per schemi. Apprezzo moltissimo l'invito che avete proposto sulla richiesta di idee, proposte e metodi. Direi che una proposta sarebbe quella di iniziare a pensare a come vorremmo la società, cioè quale modello (anche amministrativo-governativo) può venire fuori dall'intimo di ognuno di noi, non per forza basato su schemi, libero, spontaneo, vero, sentito, UMANO! (Spero che lo leggiate prima di pubblicarlo, perchè mi sa che ho esagerato, ma diversamente non riuscivo a condensare: quindi se non lo pubblicate, non i offendo per niente. scusatemi ancora!)

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