Sei quiAnalisi: il PDL si organizza nella Confusione (1)

Analisi: il PDL si organizza nella Confusione (1)


pubblicato daKarakteria in data 18 giugno 2012

E’ fondamentale in questo momento di estrema confusione, prima di ripartire con la nostra attività, fermarci un attimo a guardare la situazione generale e come si stanno muovendo i protagonisti della politica per conoscere a fondo la realtà che ci circonda e per sapere con chi abbiamo realmente a che fare. E' importante riflettere sulle reali intenzioni dei politici, che il più delle volte non combaciano con quello che dichiarano ufficialmente.

Noi dobbiamo avere obiettivi fermi e un’idea molto chiara della strada che vogliamo percorrere, per questo è fondamentale stimolarci all'analisi per riprendere il nostro cammino senza equivoci e con determinazione.

Tutta Italia e tutta Europa stanno attraversando un momento di forte confusione, all’interno del quale si muovono vecchi interessi e vecchie logiche in cerca di nuovi linguaggi e nuove maschere, mentre dall'altro lato cresce dal basso un altro mondo che cerca un'altra storia.

Che alla fine vinca l' una o l’altra delle due posizioni non è assolutamente indifferente o banalmente ideologico e si capisce facilmente come fare confusione fra queste due linee direttrici, anche ingenuamente, possa risultare fatale per il desiderio di cambiamento di quell’uomo e di quella donna che sentono sia arrivato invece il momento di iniziare una nuova vita in una nuova società, in una nuova realtà.

Proviamo quindi a vedere cosa succede in Italia, in Basilicata e a Policoro prima nel centro destra, poi nel centro sinistra, per poi indicare la strada che la nostra associazione percorrerà. Questo post tratta del PDL ed è la continuazione di un primo tentativo di analisi iniziato su questo sito (http://www.karakteria.org/contenuti/12/05/31/analisi-la-confusione-1),

Il PDL a livello nazionale si era presentato alle amministrative 2012 come un partito alla frutta, sconfitto nell’anima, senza senso nella sua stessa esistenza.

Prima l’abbandono di Fini, preceduto e seguito da diversi scandali di ogni natura, poi scelte deleterie e irresponsabili in campo economico, culturale e sociale che avevano provocato non solo e non tanto l’opposizione interna quanto il declassamento e il discredito a livello internazionale,  infine erano dovuti intervenire l’Europa e gli USA per chiedere a Berlusconi di farsi da parte perché palesemente incapace di gestire la crisi.

Quella crisi che ci avvicinava ogni giorno di più alla bancarotta, ma che il Cavaliere continuava a negare, rifuggendo come un pazzo la realtà e aggravando così di ora in ora il destino di uno Stato intero. Anche la Lega, resasi conto delle ferite mortali riportate dal capitano, aveva organizzato immediatamente le scialuppe di salvataggio ed era fuggita immediatamente dalla nave che affondava.

Eppure bisognerebbe veramente ignorare le grandi capacità propagandistiche e comunicative della Destra in generale e di Berlusconi nel particolare per pensare che questo avrebbe potuto rappresentare la fine della Destra e del PDL. Un partito che - al contrario di quanto comunemente si pensi - è pervaso da almeno 3 anni da un forte dibattito interno fra le diverse correnti e da un vitale laboratorio di comunicazione e di alleanze, che vanno indifferentemente dai movimenti neofascisti di estrema destra ai movimenti cattolici come Comunione e Liberazione. Si pensi alla corrente di Lupi o Formigoni, piuttosto che a quella degli ex AN, a quella di Scaiola piuttosto che ai formattatori.

All'interno del PDL c'è chi, come Giorgia Meloni, cavalca l'onda del grillismo e organizza assemblee di piazza e altre iniziative del genere sulla scia della comunicazione della partecipazione inaugurata dai movimenti di sinistra, chi come Fitto e  Letta dialoga con i partiti di centro, i cardinali e i poteri forti e chi come come Alemanno preferisce l'estrema Destra. Più che parlare di falchi e colombe però - come la stampa berlusconiana ci ha indotto a fare per sottolineare 2 linee interne al partito  - bisognerebbe vedere nel PDL un unico grande stormo di diversi uccelli, un laboratorio comunicativo che, partorito dalla scuola di Berlusconi, utilizza ogni tipo di linguaggio esistente sul mercato per smerciare il suo prodotto.

Fra i più attivi in questo campo c'è sicuramente Alemanno, che finanzia e appoggia da tempo Casa Pound, un laboratorio neofascista che cresce di anno in anno, aprendo sedi in tutta Italia (anche a Matera) e che sperimenta da anni la fusione dei linguaggi e la confusione dei simboli per propagandare l'ideale mussoliniano. I camerati di Casa Pound sono diventati dei veri maestri nell' organizzazione del consenso nei quartieri più popolari d' Italia: mascherano idee violente e filonaziste, o meglio le confondono in un' amalgama confusa e accattivante di cultura e idee di estrema destra con iniziative di volontariato e di propaganda culturale, usando fra i loro simboli – insieme a quelli  tradizionali ma ammodernati del ventennio-  addirittura icone della sinistra come Che Guevara.

 

Domani il post sul PDL di Basilicata e quello di Policoro....

 

 

 

 

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