Sei quiGestione rifiuti: aumenti in Bilancio alla Tradeco e falsa diffida?

Gestione rifiuti: aumenti in Bilancio alla Tradeco e falsa diffida?


pubblicato daKarakteria in data 17 luglio 2012

I conti in bilancio non tornano, la lettera di diffida del sindaco non ha valore legale: questi sono i grandi dubbi che a questo punto l'amministrazione deve sciogliere velocemente. 

Alla conferenza stampa di venerdì la giunta ci aveva quasi convinto che non fossero previsti aumenti in bilancio per la Tadeco per indurla a rispettare quel contratto che ha già stipulato con un'altra cifra e ci avevano persuasi che, sempre per indurla a rispettare i termini del contratto, il sindaco avesse scritto una lettera nella quale diffidava la società appaltatrice a compiere i suoi doveri, pena la risoluzione del contratto.

Ci eravamo tuttavia impegnati a vagliare insieme ad esperti del settore i documenti e lo abbiamo fatto. Questo è il risultato:

 

IL BILANCIO

Dal capitolato d'appalto si evince che il prezzo annuo che il Comune deve alla Tradeco per l'espletamento del suo servizio ammonta a 1milione e 700mila euro (http://www.karakteria.org/documenti/12/02/03/capitolato-speciale-dappalto-della-gestione-rifiuti-policoro). Precisamente nel contratto la cifra esatta corrisponde a 1milione 692mila 990 euro e 15 centesimi, comprensivi di oneri di sicurezza, oltre l'IVA).

Nel Bilancio Comunale di Previsione appena redatto dall'assessore Scarcia (http://www.karakteria.org/documenti/12/07/17/bilancio-di-previsione-2012-comune-di-policoro), nella prima parte dedicata alle Entrate si legge che il nostro Comune prevede di incamerare dalla tassa sui rifiuti che pagano i cittadini (TARSU) 1milione 715mila euro.

Se due più due fa quattro (e per noi che abbiamo un istruzione economica elementare fa sempre quattro) la spesa per la nostra disastrosa gestione rifiuti dovrebbe essere interamente pagata dalle tasse dei cittadini e punto.

Percorrendo il bilancio però, alla voce Uscite, si legge che l'anno scorso (2011) il Comune di Policoro ha speso per il Servizio Smaltimento Rifiuti  2milioni 486mila euro (nel bilancio dell'anno passato, anche se non ne siamo sicuri, dovrebbero essere inserite anche le deroghe del precedente servizio).

Come si evince dalle parole pronunciate in conferenza stampa dal sindaco Leone e dall'assessore Scarcia, quest'anno il Comune sarà sgravato dei costi di discarica, che verranno addossati - così come prevede il contratto - alla ditta appaltatrice e che ammontano a 341mila euro.

Quello che non quadra è che il nuovo bilancio prevede di spendere per il 2012 per il Servizio Smaltimento Rifiuti 2milioni 145mila euro, cioè praticamente sottrae 341mila euro (i costi di discarica finalmente attribuiti alla Tradeco) al prezzo pagato l'anno passato.

Ora il problema è: se da contratto la gestione rifiuti costa 1milione 700mila euro perchè il Comune invece prevede di spendere 2milioni 145mila euro? Perchè prevede una spesa in più di 445mila euro? (I nostri calcoli sono da ritenersi approssimativi non avendo considerato l'IVA che comunque non dovrebbe superare il 10%)

In conferenza stampa si è sentito parlare di residuo passivo, ossia di debiti pregressi che farebbero parte di questa cifra e sui quali il bilancio non da altra informazione.

Giustamente non la da, perchè il residuo passivo deve essere specificato da altro documento; deve essere documentato obbligatoriamente da una delibera di giunta. Dov'è questa delibera? E' possibile per i cittadini venire a conoscenza di questi debiti pregressi e soprattutto di questa delibera?

  LA LETTERA DEL SINDACO ALLA TRA.DE.CO.

Premesso che, sempre secondo il capitolato d'appalto, è compito dell'Ufficio Tecnico e dei Vigili Urbani svolgere report mensili, nei quali si documenta, si relaziona e viene reso pubblico lo stato del servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani e premesso che, a quanto pare e a quanto ha fatto intendere la giunta stessa, questo compito fino all'intervento dei nuovi amministratori non è stato svolto, senza che venga attribuita agli uffici negligenti una benchè minima responsabilità e addossando il disagio esclusivamente sulle spalle dei cittadini, ci sono altri due dati fondamentali da prendere in considerazione e che renderebbero la lettera del sindaco un semplice foglio macchiato di inchiostro, privo di alcun valore legale:

- Non è Leone, benchè sindaco, l'organo competente ad ammonire la società appaltatrice: questo lo stabilisce sempre il Capitolato d'appalto, che relega i rapporti della Tradeco all'Ufficio Tecnico. L'organo competente è l'Ufficio Tecnico. Al sindaco spetta il compito di chiedere conto all'Ufficio del suo operato e dell'operato dell'impresa e di indurlo a diffidare l' impresa appaltatrice nel caso in cui venga ritenuta negligente;

- Nella lettera-diffida, inoltre, manca il termine (la data) entro cui la Tradeco dovrebbe rimediare ai suoi errori, pena la rescissione del contratto. Se il documento non specifica questo termine, quale validità legale di diffida può essergli attribuita? Considerando che fra i componenti della giunta e fra i consiglieri del nostro sindaco non mancano certo avvocati, queste mancanze nell'atto sono da attribuire ad una svista, ad un raggiro da parte di qualche personaggio particolarmente furbo che abusa della sua buona fede o ad una precisa comune volontà di non dare un effettivo e pieno valore legale alla lettera?

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data l'importanza della questione sarebbe il caso di inoltrare un quesito giuridico o un esposto all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture!

giusto! giustissimo....che aspettiamo? spero che Tutti abbiano capito che l'era dei cittadini incapaci, dormienti, conniventi....E' FINITA....anche nella dormiente Policoro finalmente!!!

è stata fatta una diffida all'amicizia giusto per buttare acqua sul fuoco. questa amministrazione sembra ferratissima sul come prendere per il culo la gente. Oltre al contenuto dell’intimazione ex art. 1454 c.c., l’atto deve necessariamente contenere: l’intimazione all’adempimento, la determinazione del tempo concesso all’inadempiente, la menzione dell’effetto risolutivo per il caso in cui il debitore non adempia l’obbligazione entro il termine stabilito dal creditore (Cass. 13 febbraio 1976, n. 466; Natoli, op.cit., 510). per la signora Livia che certamente avrà conoscenza del presente commento vedasi anche: CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE , SENTENZA 6 marzo 2012 3477 Pres. Schettino – est. Bursese , n.3477 non mi firmo non per nascondermi ma perchè mi rompono le polemiche sterili e perchè non firmarsi sembra ormai divenuta consuetudine identificativo: G.M.

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