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Ore 19.00 Riunione No Triv Mediterraneo
Ci siamo. Se fino a qualche giorno fa eravamo assediati tutt'intorno di richieste di ispezioni petrolifere, questa volta la richiesta cade proprio sul mare di Policoro.
Questo mentre il governo bipartisan di Letta tenta una riforma parlamentare accentratrice, che da subito priverebbe di ogni voce in capitolo la Basilicata.
Questa sera alle ORE 19,00 A POLICORO, PRESSO LA SEDE DI KARAKTERIA, VIA SIRIS 117,
SI TERRA' LA RIUNIONE DI NO TRIV MEDITERRANEO
nella quale si affronteranno queste tematiche e si elaboreranno le iniziative future. Siete tutti invitati.
Intano offriamo alla vostra riflessione l'analisi di No scorie Trisaia, in merito alle riforme in discussione fra PD e Pdl:
Governo Letta, giù le mani dal Titolo V della Costituzione e dalla Basilicata !
L’ Art. 5 della costituzione recita “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Già l’agenda Monti in continuità con la Strategia Energetica Nazionale (in particolare per quanto riguarda la visione del Paese da “hub energetico” del Mediterraneo) e col tema della governance proponeva lo snellimento delle procedure per la modifica del Titolo V della Costituzione per riportare al Governo e allo Stato il potere decisionale su infrastrutture e impianti strategici. Nel discorso dell’insediamento del governo Letta, la riforma dell’art. V della Costituzione è diventa una priorità, in quanto lo stesso Letta ha affermato che: «Dobbiamo superare il bicameralismo paritario, per snellire il processo decisionale ed evitare ingorghi istituzionali come quello che abbiamo appena sperimentato, affidando ad una sola Camera il compito di conferire o revocare la fiducia al Governo.Nessuna legge elettorale è infatti in grado di garantire il formarsi di una maggioranza identica in due diversi rami del Parlamento. Dobbiamo quindi istituire una seconda Camera ” il Senato delle Regioni e delle Autonomie ” con competenze differenziate e con l’obiettivo di realizzare compiutamente l’integrazione dello Stato centrale con le autonomie, anche sulla base di una più chiara ripartizione delle competenze tra i livelli di governo con il perfezionamento della riforma del Titolo V».
Aggiungendo in questi giorni ,che in merito alle Regioni italiane e dunque in merito all’esistenza della stessa Regione Basilicata che, «il problema
principale è la loro asimmetria: si dovrebbe riprendere lo studio della Fondazione Agnelli degli anni Ottanta sul riordino delle Regioni, che aveva una sua logica. Infatti, oggi è impossibile attuare le stesse politiche per una regione che equivale l’Olanda e per una che ha gli stessi abitanti di un
quartiere di Roma.
Su questo tema si devono attuare logiche d?integrazione». In poche parole la Basilicata, già svenduta ai petrolieri e all’hub energetico, sparirebbe tra la Puglia e la Campania, con le nuove Regioni previste dallo studio della Fondazione Agnelli, e le autonomie locali in generale, comunque spogliate definitivamente del potere decisionale sui propri territori e dove le comunità locali non conterebbero più nulla. Cos’è l’Hub energetico?
E che ruolo occupa la “bombola di gas” della Basilicata nell’hub energetico? E il megastoccaggio nel sottosuolo lucanoda parte di società russe? Dov’è l’interesse strategico nazionale se gli investitori sono per la maggior parte privati?
Anche la Lega (quelle delle poltrone romane), che predica il federalismo e l’ autonomia fa finta di nulla di fronte a un simile disegno di legge? Perché? Il governo già decide in merito alle scelte in tema energetico e infrastrutturale, nelle opere da definire strategiche per il Paese e magari da apporvi il “Segreto di Stato”(vedi quanto accaduto ultimamente per il centro nucleare Itrec della Trisaia).
Quindi petrolio, energia, centrali, stoccaggi di gas , scorie nucleari, rifiuti, grandi opere, tutto tornerebbe in pratica al vecchio modello
perseguito negli ultimi 20 anni dai governi Prodi/Berlusconi. Con i risultati che tutti hanno sotto gli occhi, la rivolta delle popolazioni contro le scelte imposte che pregiudicano lo sviluppo economico delle economie locali , la salute e il futuro delle popolazioni. Da Scanzano al No Tav, alle migliaia di istanze promosse dai cittadini per salvaguardare i beni comuni e non quelli degli interessi privati che si nascondono nel settore energetico, dei rifiuti e dell’acqua pubblica.
Mentre si incantano gli italiani con l’IMU il nuovo governo sponsorizza vecchi progetti accentratori,mentre l?Italia dei beni comuni è rimasta sui
cartelloni elettorali . La Basilicata, seppur sfruttata dalle multinazionali, per via di una politica regionale compiacente e inadatta al ruolo, non ha bisogno di essere accorpata ad altre regioni per far piacere a un governo che vuole annientare l’economia, la storia e la cultura delle popolazioni locali.
Finale di partito. Incontro con Marco Revelli, giovedì a Matera
Finale di partito, edito da Einaudi, è l’ultimo libro di Marco Revelli, uscito pochi giorni prima delle elezioni politiche del 24-25 febbraio, che hanno determinato una situazione di grande difficoltà politica, non essendoci una maggioranza definita nei due rami del Parlamento.
Le elezioni oltretutto hanno fatto esplodere la crisi della rappresentanza politica tradizionale, crisi che era in atto ormai da anni ma restava all’attenzione degli studiosi.
Tutte le forze politiche tradizionali hanno sottovalutato la gravità della crisi cercando di arginarla con annunci di riforme alle quali non sono mai seguiti i fatti. Ma la crisi,come spiega Revelli, ha radici profonde e lontane e non può essere affrontata con provvedimenti improvvisati.
Il libro di Revelli offre una chiave di lettura molto stimolante. Come dice l’autore nelle presentazione alle pagine X-XI: “In fondo il “partito di massa” novecentesco – quello che ha contrassegnato per quasi un secolo la forma idealtipica della organizzazione politica e della democrazia rappresentativa – si era plasmato sulla matrice delle grandi burocrazie pubbliche: sulla forma di quello stato nazionale di cui si candidava a costituire il cuore.
E sulla struttura dei grandi sistemi produttivi nati a ridosso della seconda rivoluzione industriale. Fabbriche del consenso e della legittimazione, avevano assunto la stessa logica di funzionamento delle grandi fabbriche di prodotti e servizi, centralizzate e burocratizzate, meccanizzate e standardizzate, rigide e rigorosamente territorializzate, pensate per la programmazione e pianificazione di lungo periodo. Non poteva sopravvivere quel modello di partito – in quell’assetto – nell’epoca della interdipendenza globale e dell’esternalizzazione, dei sistemi reticolari a geometria variabile e della gestione sistematica dell’incertezza e della imprevedibilità. Nell’universo liquido dell’ipermodernità post-industriale. Nell’universo “liquido” dell’ipermodernità post-industriale, per dirla con Zygmut Bauman”.
Il libro parte dall’esposizione dei dati per poi passare ad un’analisi della crisi delle oligarchie per arrivare al cuore del problema, secondo Revelli, e cioè il tema delle forme della rappresentanza politica nell’età del post fordismo, per chiudere ponendosi le domande cruciali che saranno al centro dell’incontro:”E’ possibile una democrazia senza partiti?” E se non è pensabile ciò:”A quali partiti e con quali forme pensiamo? E poi:”Quale rapporto tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta?” “ Quale rapporto tra partiti e movimenti?” ( Fonte: cambiamentoorg.it)
Di tutto questo parleremo con MARCO REVELLI
A MATERA, GIOVEDI 9 MAGGIO, ORE 18,30
PIAZZA PASCOLI
UN INCONTRO FONDAMENTALE PER TUTTI COLORO CHE CERCANO DI CAPIRE LA REALTA' POLITICA NELLA QUALE VIVIAMO E QUALE SOLUZIONE, QUALE ORGANIZZAZIONE POLITICA E ISTITUZIONALE, QUALE DEMOCRAZIA SONO ANCORA POSSIBILI
27-28 Aprile: Sagra dei piselli e delle fave a Montegiordano
“Sagra dei piselli e delle Fave”
“Dedicata al sogno possibile del Maestro Antonio Introcaso”
IV Edizione 27 e 28 aprile 2013 Montegiordano(Cs), C.da Castello
Voluta ed organizzata dall'Associazione Terre Storie e Sapori dell'Alto Ionio e dal Comitato Cittadini di Montegiordano, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Montegiordano, Gal Alto Jonio Federico II Secondo, Centro Culturale Lausberg, la Pro-loco di Montegiordano la IV edizione della sagra si propone il rilancio dei due legumi con la Slow Food, condotta di Cosenza, di nuovo a sostenere l'iniziativa.
I piselli e le fave vengono celebrati nella campagna più vera, autentica e genuina, due giorni dedicati all’ospitalità permettono ai visitatori di assaporare l’atmosfera di serenità e allegria propria delle antiche feste di campagna. Gastronomia alla vecchia maniera, musica e convivialità sono gli ingredienti di una delle sagre più tradizionali della Calabria, che dal 27 aprile al 28 Aprile 2013, per la IV volta, mixerà appuntamenti vecchi e nuovi per offrire occasioni di svago ai più diversi visitatori.
Alla “Sagra dei piselli e delle Fave”, infatti, non manca proprio nulla: c’è lo sport con l’escursione campestre in collaborazione al CAI Club Alpino Italiano, c’e la mostra mercato di prodotti tipici, c’è lo spettacolo con le serate musicali sempre diverse ed i balli tradizionali. E ancora,lo spazio didattico dedicato ai bambini delle scuole elementari, e per finire c’è lo spazio gastronomico dove potrete gustare i piselli e le fave trasformati dai nostri operatori in piatti meravigliosi.
Festa poi, superfluo dirlo, significa sempre potersi mettere a tavola insieme per gustare le prelibatezze del nostro territorio.
Quindi 27 e 28 aprile (si aprono gli stand sabato 27 aprile alle 18.00) preparatevi a partire per la sagra dei Piselli e delle Fave, ad allenare la papille gustative pensando alla bontà dei piatti e ad allenare la vostra fantasia pensando che il Principe grazie ad un pisello trovò la sua principessa……..!!!!!!!
Conferenza Stampa Mediterraneo No Triv e firma per Rodotà presidente della Repubblica

Il Comitato interregionale (Puglia,Basilicata,Calabria) “Mediterraneo No Triv” ha predisposto una formale denuncia all'UE per segnalare il numero sproporzionato di istanze di ricerca di idrocarburi nel Golfo di Taranto e la violazione di norme di diritto comunitario da parte dell' Italia.
Il Comitato intende sottoporre l'iniziativa anche a tutti i Sindaci della Basilicata alla Provincia e alla Regione, così come già fatto nei giorni scorsi in Sicilia ove la predetta denuncia è stata formalmente discussa in consiglio chiedendo una forte adesione istituzionale.
La conferenza comporterà l'indicazione degli elementi innovativi di tale denuncia e le future azioni che il Comitato intende promuovere.
Oggi alle ore 12 è stata presentata presso l’Ufficio di Presidenza della
Camera dei Deputati, ai sensi dell’ Art. 50 Costituzione una petizione,
istituto di democrazia diretta previsto dalla Costituzione, firmata dai
cittadini Italiani Carlo Freccero, Direttore del TG4 e Ugo Mattei,
Professore universitario, Avvocato e Presidente dell’ Azienda Speciale
Acqua Bene Comune Napoli.
La Petizione ha come scopo di esporre la comune necessità di un rapido e
duraturo ritorno alla normalità democratica in Italia e indica nella figura
di Stefano Rodotà la figura pubblica più idonea a garantirla.
Fra i primi sottoscrittori della Petizione qui allegata ci sono importanti
figure rappresentative di un ampio spettro di sensibilità politiche, i cui
giudizi i componenti del Parlamento in seduta Comune potrebbero considerare
nell’ esercizio della loro fondamentale libertà di coscienza.
La cittadinanza che intende contribuire a determinare la scelta del
Presidente della Repubblica può firmare la petizione sul sito
www.italiabenecomune.eu
Sabato si va a Firenze
Il tempo della crisi politica, sociale, culturale ed economica sta mettendo in evidenza i nodi che abbiamo davanti a noi: le forme stravolte della rappresentanza, la incapacità delle classi politiche europee, non solo di quella italiana, ad affrontare il disastro prodotto dall’affidamento agli “spiriti animali” della finanza delle sorti di milioni di cittadine e cittadini, la devastazione di uno spazio pubblico di relazione, non sostituibile dalla solitudine frammentata della connessione virtuale.
Tutto questo diventa sempre più drammaticamente chiaro, così come diventa sempre più importante mettere in campo capacità, intelligenza e passione dando vita ad un nuovo sistema di relazioni e linguaggi.
In questa fase assolutamente nuova dobbiamo ripartire per costruire, consci dell’enorme ricchezza che c’è in questo nostro paese, rappresentata dalle molteplici esperienze diffuse sul territorio, dall’ampia serie di movimenti, saperi, iniziative di resistenza e di lotta al dominio del mercato, e dei poteri finanziari. Tutto questo in nome di una difesa della bellezza contro la devastazione del territorio, di valorizzazione di un’agricoltura buona per chi lavora e per i prodotti che produce; di un sapere non riducibile a valutazione meritocratica ma leva di crescita di consapevolezza critica della cittadinanza; di affermazione di un modello vero dei beni comuni, a partire dalle lotte per la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, contro una logica di privatizzazione sempre più insidiosa e pervasiva e, infine, per ribadire il diritto al lavoro e per un lavoro rispettoso dei diritti della salute e della dignità delle persone, donne e uomini, nativi e migranti.
Questo voto ha manifestato con evidenza il fallimento del governo dei mercati e ha segnalato la richiesta di una rinnovata autentica democrazia dei cittadini, decretando peraltro il fallimento di quello che restava di una sinistra storica. Quei modelli sono vecchi, disusi, incapaci di essere portatori di un’esperienza maturata negli anni. Abbiamo bisogno di forme nuove di un governo dei cittadini ed è necessaria una proposta seria e organica, che esca anche da questa bipolarizzazione partiti/grillini.
Riconoscendo la forza di Grillo e del Movimento 5 Stelle, dobbiamo anche segnalare l’inquietudine che provoca: non solo perché costretto da un liquido rapporto fra mondo virtuale e un leader maximo, ma anche perché immobilizzato a urlare una serie di “no” senza produrre una visione omogenea alternativa di società, sollevando punti che appaiono meri tecnicismi, isolati, senza una coerente visione sociale. Ed in questa disorganicità si annulla la differenza tra destra e sinistra, l’idea stessa di democrazia, la sottovalutazione della radicalità dei diritti civili e sociali, il ruolo del lavoro e del sindacato, le risposte alla crisi sociale, economica ed ambientale.
Bisogna invece lavorare alla costruzione di un tessuto di relazioni, attraverso la presenza nei conflitti come luoghi di elaborazione collettiva per riportare nella dimensione politica l’intera vita di donne e uomini, le loro storie e speranze. Una rete di corpi intermedi che superi l’abisso che oggi separa la società dalle istituzioni (ex)rappresentative, senza cadere nelle forme ambigue di un altro populismo proprietario.
Dove le tante esperienze nascoste di un’Italia che cambia (a partire da comunità come quella dei No Tav) diventino maestre di modelli alternativi. Dobbiamo avviare, con modalità e linguaggi efficaci, un percorso – aperto e inclusivo – di autoformazione e crescita, rimettendo al centro di un dibattito politico sempre più surreale una vera e propria agenda politica: democrazia e Costituzione, Europa e rinegoziazione-ristrutturazione del debito, lavoro e lotta alla precarietà, piani industriali nel segno della riconversione ecologica; beni comuni e cultura/conoscenza; reddito di cittadinanza, nuove forme di welfare.
Sentiamo anche l’esigenza di un progetto che abbia un respiro internazionale per coordinarsi con analoghe esperienze europee (e mediterranee) non solo per opporsi alla sovranità delle banche, all’ossessione del debito e ai nazionalismi riemergenti, ma anche per rifuggire dal mito di una globalizzazione imposta da questo modello e, attraverso il dialogo, costruire nuovi vocabolari culturali e politici.
Un anno fa abbiamo iniziato il nostro cammino, consapevoli della necessità di creare un nuovo percorso politico partecipato e dal basso: poi ci siamo anche confrontati con i limiti della corsa alle elezioni verificando che cambiare si potrà solo se si prenderà atto delle responsabilità di una radicale modificazione del concetto di rappresentanza lontana da quella dei partiti novecenteschi, nel sentirci nuovi soggetti della decisione politica.
Da questa consapevolezza e dalla presa d’atto del cataclisma in cui ci troviamo, il 13 aprile a Firenze, al teatro Puccini, ripartiremo per costruire, attraverso il confronto, nuovi punti di intersezione fra livelli locali, nazionali e internazionali, con la piena consapevolezza del nostro essere rappresentanza in un nuovo cammino comune.
*portavoci di A.L.B.A.
Il Programma della giornata:
10.30 – prima sessione
COSA È SUCCESSO??
Dallo sconquasso elettorale, l'occasione da cogliere.
Apertura dei lavori Lorenzo Bicchi, ALBA Firenze
Introduce Giuliana Beltrame.
Contributi di:
Sergio Labate cosa è successo, perché un’occasione
Carlo Freccero - Il linguaggio e le forme
Chiara Sasso- L'Italia vista dalla Val di Susa
Paul Ginsborg – cittadinanza attiva, società civile, movimenti
Anna Picciolini- Tante donne in Parlmento, un segno di differenza possibile?
11.30 – Discussione
12.30 – seconda sessione
PRIORITÀ DI UN’AGENDA PER USCIRE DALLA CRISI.
Democrazia – Europa – Debito – Lavoro.
Introduce Simona Repole
Contributi di:
Guido Viale- Il peso della crisi e delle politiche di austerità -come arrivare al governo dei cittadini?
Roberto Musacchio- cosa succede in Europa- la morsa del fiscal compact
Andrea Baranes- debito, finanza pubblica, crisi
Monica Pasquino– precarietà- quinto stato- reddito di cittadinanza
Tiziano Rinaldini - democrazia e lavoro nella crisi
13.30 – Discussione
14.30 – terza sessione
E ADESSO?
Tappe del percorso per un soggetto politico nuovo
Introduce Teresa Masciopinto
Contributi di:
Chiara Giunti- relazioni e forme del soggetto nuovo in cammino
Carlo Formenti- Fine della forma partito- come si ricostruisce la pratica nell’organizzazione politica?
Marco Revelli- la fine della politica del Novecento
Lorenzo Zamponi - generazioni e militanza- come si riparte
Sotto attacco dei petrolieri. Reagire e partecipare
Fioccano ogni giorno Istanze e permessi a trivellare in mare e in terra. Marciano gaudenti e rassicuranti verso di noi multinazionali e lobby politico-finanziarie, sotto l'ombrello di segreti di stato e affari colossalli che si muovono nel sottosuolo e nell'ombra. Dispensano sorrisi e promesse e il bombardamento della pubblicità e della comunicazione prezzolata invade le nostre menti prima dei nostri corpi. La promessa del lavoro è un miraggio, la tutela dell'ambiente e della salute una chimera, il deserto che avanza col suo carico di malattie è una realtà.
Siamo sotto attacco, eppure molti ancora non se ne sono accorti, molti altri probabilmente aspettano l'irreparabile per incolpare il destino crudele a discolpa della propria indifferenza.
Per fortuna qualche movimento, che sopperisce alla mediocrità o alle corruttele delle istituzioni nazionali e locali, anche in Basilicata non aspetta, ma reagisce; non aspetta, ma partecipa.
Il giorno Lunedi 8 aprile 2013 , ore 19,00 si terrà la riunione di Mediterraneo NO TRIV presso la sede
di Karakteria in Via Siris.
All' Ordine del giorno:
1) approvazione e sottoscrizione denuncia all'UE, proposta dall'avv. Bellizzi
2) definizione delle prossime azioni e delle iniziative del comitato.
In più si parlerà anche del centro Itrec di Rotondella
La riunione è aperta naturalmente a tutti.
Intanto, così tanto per augurarvi un buon fine settimana, vi lasciamo in compagnia di un documentario apparso su Rainews 24, ricordandovi che l'ENI come tutte le multinazionali del petrolio investono ogni anno circa il 20% del loro fatturato (parliamo di centinaia di milioni di euro) in informazione, pubblicità e finanziamenti più o meno leciti a televisioni, giornali e siti internet. Guardate questo "bel" documentario su Carlo Levi e sulla Basilicata che cambia.
Vi chiediamo di riempire il web di commenti e di risposte. Raccogliendo la proposta di una cara amica, vi chiediamo di scrivere una lettera a Rai News24 sul non gradimento del reportage e la contestuale richiesta di mandare in onda un reportage sulla lotta dei lucani contro il disastro delle trivellazioni e dell'Hub energetico.
Questo il nostro commento su you tube:
Sabato 23, l'Italia scende in piazza: No tav e la piaga del berlusconismo, che non passa
Sabato prossimo, 23 marzo, l'Italia sarà percorsa da una serie di manifestazioni importantissime.
Innanzitutto quella NO TAV. La maggiorparte dei movimenti della sinistra italiana fra i quali Alba, nonchè i deputati e i senatori 5 Stelle e l'adesione di sempre più consistenti pezzi di altre forze politiche (non dimentichiamo che ci sono anche sindaci settentrionali di centro destra NO Tav) si daranno appuntamento sui cantieri della Tav in Val di Susa per contrastare ancora il proseguio dei lavori di un investimento miliardario, insensato e dannoso. Non stiamo quì a dilungarci sul racconto di un'avventura che somiglia molto alla nostra del 2003 contro il deposito unico di scorie nucelare a Scanzano, nè a sottolineare ancora l'idiozia,l'ingiutizia, la follia di alcune speculazioni economiche e finanziarie che vorrebbero scavalcare la volontà e le economie degli abitanti e spendere miliardi di euro per la costruzione di una linea ad alta velocità, inutile, e che i cittadini non volgiono in Val di Susa... quando il sud Italia è tagliato fuori da ogni collegamento ferroviario degno di un Paese che vuole dirsi civile. In più il conflitto alla Tav è l'emblema di tutti i conflitti fra i cittadini e le prevaricazioni delle lobby.
La letteratura sulla No Tav è sterminata anche su internet. Basta navigare un pò, informarsi un minimo per rendersene conto, invece di andare dietro alle voci assoldate di certa stampa che criminalizza fin dall'inizio il movimento No Tav.
Chi dal Metapontino volesse aderire alla manifestazione può contattarci per eventuale viaggio.
Altre due importanti manifestazioni si svolgeranno a Roma: una dei pidiellini in difesa dell'impunità di Berlusconi e contro la magistratura, un'altra diametralmente opposta per chiedere che la giustizia sia uguale per tutti, dunque un controaltare quella dei berlusconiani.
Noi non diciamo che la magistratura in Italia funzioni bene, basta leggere il nostro blog per capirlo dalle critiche che muoviamo a quella lucana, ma ribaltare la realtà facendo dei delinquenti e dei truffatori dei perseguitati e dei condannati per mafia, per corruzione, per concussione delle vittime della giustizia ci sembra veramente eccessivo, tanto più quando taluni soggetti vorrebbero continuare a governare l'Italia. Tra l'altro,per chi non l'avesse fatto, vi consigliamo di firmarel'appello per cacciare Silvio Berlusconi dal parlamento, dove siede da anni in maniera illeggittima. Leggilo e se vuoi firmalo: http://temi.repubblica.it/micromega-online/firma-anche-tu-per-cacciare-berlusconi-dal-parlamento-facendo-applicare-la-legge-361-del-1957/
Noi intanto vi lasciamo con una bella canzoncina di Caparezza dedicata al Premier dei primati, dei pregiudicati e dei prostituiti, con tanto di testo che vi consigliamo di visionare.
Mando in fumo denaro perché sono un castaman,
io mando in fumo denaro pure con la canasta al bar,
lo champagne, la pelliccia d'astrakan,
a chi mi chiede come si fa dico che basta amar
ed io amo fare il premier, mi gasa come Perrier,
quand'ero bambino vestivo come un manichino dell'atelier,
avevo le Burago vetri scuri e schoffer,
8 babysitter con auricolari e tailleur
ed alla scuola elementare, furbetto e lesto,
trafficavo sotto banco quello e questo,
una volta condannato ricorrevo in appello,
poi venivo protetto dal mio gran maestro.
Divenuto adolescente la prima intuizione,
ogni capo deve avere un capo di imputazione.
Sono un presidente in erba ma me ne fotto della maria
perchè io lotto ma per la mia legalizzazione
Legalize, legalize the premier.
Legalize, legalize the premier.
Sensimilla e ganja no ma il mio seme spargerò.
Io mi legalize
Pratico lo sport e non mi fermo mai, man,
gare off shore alle isole Cayman,
scalo le SPA non il Mont Blanc
e salgo di livello come un supersayan.
Mi atteggio da messia ma non mi fido di Pietro,
io mi fido solo di chi dice: "Firmo il decreto!"
Ma se vengo più indagato di pedine a Cluedo
rimangio tutto come un ruminante nel carrubeto.
Così ricco che i miei soldi io li dò alle fiamme,
li dò alle fiamme. Le Fiamme Gialle
invece di arrestarmi saltano alle spalle
di chi ha la piantagiona come Bobbe Malle.
Chi mi accusa di tangente diventa secante,
chi doveva stare zitto diventa Squillante
ma vado dal mio medico curante
che mi prescrive più di un antimicotico per il glande.
Legalize, legalize the premier.
Legalize, legalize the premier.
Sensimilla e ganja no ma il mio seme spargerò.
Io mi legalize
Anatomia di una rivoluzione
E' un libro fondamentale per chiunque cerchi una soluzione alla crisi diversa dalle politiche di austerità, di distruzione ambientale, di restringimento degli spazi democratici.
E' un libro che dovrebbe leggere qualsiasi cittadino impegnato e soprattutto chiunque si impegna nei movimenti contro le trivellazioni, piuttosto che per l'acqua pubblica, per l'ambiente piuttosto che per la democrazia.
E' un libro cardine perchè finalmente disegna una soluzione, traccia una strada nuova, un altro paradigma rispetto a quella liberista che ha generato la crisi e ora vorrebbe risolverla con quelle stesse ricette con cui l'ha generata.
E' un libro che apre la mente ad una svolta epocale.
E' scritto da un economista, ma non si appiattisce sui calcoli, bensì propone nuovi strumenti di misura della ricchezza, parla di buon vivere e non di PIL , di giustizia ambientale e sociale, di sostenibilità. Riunisce finalmente in una ricetta economica e giuridica temi come giustizia, sostenibilità, equità, riconoscimento umano, partecipazione democratica.
E' un libro che raccoglie le conquiste in termini di analisi e di azioni di ventanni di movimentismo in tutto il mondo ed in particolare in America Latina. E' scritto da un economista, prima attivista di quei movimenti, poi consulente di quelle forze politiche che proprio in America Latina stanno sperimentando parti di queste nuove ricette, che stanno facedno crescere diversi stati non solo in termini economici, ma anche di buon vivere. Ma è un libro che non si appiattisce sul racconto dell'America Latina. E' il libro parla di noi e che molti di noi stavano aspettando: una sorta di Manifesto.
Per me leggerlo è stato illuminante e credo sia una grande occasione per tutti conoscerlo e poter dialogare con l'autore. Lo presentiamo oggi alle ore 18,00 alle Monacelle (via del Riscatto, 8), Matera.
La Rivoluzione è sabato a Matera, alle ore 18,00

Giuseppe De Marzo. Classe 1973. Attivista, economista, giornalista e scrittore, lavora da anni nelle reti sociali, nei movimenti italiani e in America Latina a fianco delle popolazioni e organizzazioni indigene, sindacali e rurali.
Nel 2002 viene arrestato in Ecuador, per le attività contro le multinazionali petrolifere, detenuto per tre giorni nel carcere speciale CDP, e trasferito negli Stati Uniti. Nel 2003 è tra i fondatori dell'Associazione A Sud, di cui da allora è portavoce.
Fra le sue pubblicazioni più importanti “Il sangue della Terra” - primo Atlante geografico del petrolio nell’Amazzonia ecuadoriana e “No Global: Da Seattle a Porto Alegre” storia di un mondo in movimento; "Conflitti Ambientali"; "La Società dei Beni Comuni", e "Buen vivir, per una democrazia della terra", insieme a Gianni Minà, sulle recenti sperimentazioni politiche in America Latina.
È stato relatore sui temi della globalizzazione finanziaria dell’economia, dei beni comuni e della democrazia partecipativa in numerosi forum internazionali, come i Forum Sociale Mondiali a Belem, Porto Alegre e Caracas.
È consulente politico per molte organizzazioni sindacali e forze politiche di paesi dell’America Latina. Dal 2007 è co-fondatore e coordina le attività di ricerca, formazione e elaborazione testi del CDCA (Centro Documentazione di Conflitti Ambientali). Scrive per diverse testate giornalistiche tra cui “il Manifesto”, “Latinoamerica”, “Loop”, “Carta”. È membro di reti internazionali tra cui l’ISEE - International Society for an Ecological Economy, Oil Watch International.
ANATOMIA DI UNA RIVOLUZIONE. SINOSSI:
Siamo immersi in una delle più gravi crisi della storia contemporanea. Si intrecciano e sommano congiunture economica, finanziaria, ecologica, alimentare, energetica e migratoria. I modelli e le teorie proposte in passato non sono in grado di affrontare e risolvere la complessità di uno stallo multiforme e sistemico.
C’è dunque bisogno di un cambio di paradigma e la chiave sta nella relazione tra giustizia e sostenibilità. Il liberismo si fonda, infatti, su uno schema di civilizzazione
che penalizza princìpi come la libertà e l’uguaglianza.
Inoltre, la democrazia rappresentativa non
riesce più a dare risposte e appare impotente dinanzi alla più grave minaccia per l’umanità: la crisi ecologica. I cambiamenti nelle politiche ambientali non possono certo arrivare dalle grandi multinazionali, dagli organismi sovranazionali o dall’accademia ma possono venire solo dai movimenti per la giustizia ambientale e sociale che stanno mettendo profondamente in discussione il modello di sviluppo.
Il questo libro, critico ma anche propositivo, l’economista Giuseppe De Marzo, esamina – a partire dalla crisi e dai limiti dell’ambientalismo e i fallimenti dello sviluppo sostenibile – la nascita dei movimenti per la giustizia ambientale e come questi abbiano ridefinito termini, immaginario e prospettive. Affronta le relazioni tra diritti della natura e diritti umani, tra razzismo ambientale e
movimenti, tra democrazia deliberativa e filosofia pluralista.
Un saggio di alto livello, un’analisi profonda che acquista ancora più valore dopo il fallimento dell’attesa Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro, che ha partorito un documento finale che giova solo alle grandi corporation e alle banche, responsabili della distruzione ambientale e
fautrici della green economy: un cavallo di Troia che consentirebbe di mettere un prezzo anche alla natura.
Sabato
Vogliamo segnalare 3 appuntamenti per domani, sabato 19 gennaio.
1) Sull'Indipendente Lucano, in edicola proprio da sabato, sarà pubblicata l'ultima parte della nostra inchiesta sul WWF.
2) A Policoro, presso il borgo Casilini, si terrà un importante incontro sul ruolo dell'archeologo e la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.
Possediamo una miniera storica e culturale dal valore inestimabile, ma purtroppo dimenticata e abbandonata. La nostra associazione è vicina a chi, come l'associazione archeologica di Antonio Affuso e Vito Antonio Baglivo, si sforza di mantenere viva l'attenzione sulle nostre risorse e lavorano per valorizzarle, spesso costretti a farlo contro una politica che sembra contrastare più che aiutare lo sviluppo culturale, archeologico, sociale ed economico della nostra città e del Metapontino.
3) Un'altra importante iniziativa per la salvaguardia delle nostre risorse, della nostra ricchezza e soprattutto della nostra salute e della nostra vita si terrà a Viggiano, presso l'Hotel Arpa, a partire dalle ore 9,00. Un convegno di stampo scientifico per capire quanto le estrazioni condizionano la limpidezza della nostra acqua e la solidità della crosta terrestre. Questo il programma:
Ing. Giuseppe Alberti
Ore 9.15 - Introduzione
Prof.ssa Albina Colella,
Ordinario di Geologia, Università della Basilicata
Ore 9.25 - Attività petrolifera, tettonica attiva e georisorse
Prof. Franco Ortolani,
Ordinario di Geologia, Università di Napoli
“Federico II”
Ore 9.55 - La Perforazione Petrolifera e l'Ambiente
Prof. Raffaele Romagnoli,
Associato di Petroleum Engineering,
Politecnico di Torino
Ore 10.25 - La vulnerabilità degli acquiferi e lo sfruttamento
dell’ambiente
Prof. Massimo Civita,
Ordinario di Idrogeologia Applicata,
Politecnico di Torino
Ore 11.10 - COFFEE BREAK
Ore 11.30 - L’inquinamento delle risorse idriche in Alta Val d’Agri
Prof.ssa Albina Colella,
Ordinario di Geologia, Università della Basilicata
Ore 12.00 - Le risorse idriche dell'Alta Val d'Agri: un approccio
alla stima del valore delle risorse e del danno
ambientale
Dott. Giampiero D’Ecclesiis,
Geologo
Ore 12.30 - L’Inquinamento ambientale e i rischi per la salute
Dott. Ferdinando Laghi,
VicePresidente ISDE Italia (Associazione Medici per
l’Ambiente), Direttore U.O. di Medicina Interna,
Ospedale di Castrovillari
Ore 13.30 - Conclusioni
Dott. Giampiero D’Ecclesiis,
Geologo
Ore 13.40 - PAUSA PRANZO
Ore 15.30 - Interventi Movimenti e Associazioni Ambientaliste
Ore 16.10 - Tavola Rotonda :
“L'UOMO E LE GEORISORSE DI IMPORTANZA STRATEGICA”
Modera: Prof. Romualdo Coviello,
Associato di Economia e Politica Agraria ed Economia
e Politica Ambientale e Forestale, Università della
Basilicata; Responsabile Sportello per lo Sviluppo di
Viggiano.
Mischiare verità e menzogna, confonderle è l'arte dei farabutti. Miscelare nostalgia, passione, tradizione e amore con il petrolio e gli affari degli sciacalli è un veleno che non siamo più disposti ad assumere. L'informazione o è indipendente, vera, passionale e coraggiosa o è un inganno.Questo servizio adula e solletica il cuore dei lucani, ti ricorda l'amore per la tua terra e poi alla fine ti ammazza. Fa sempre molto male essere traditi.
Gian Maria Volontè si sarà rivoltato nella tomba vedendo questo reportage.